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1800 giovani vincitori di bando della Regione per un lavoro, ma era solo sperpero di fondi europei?

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Vogliamo raccontarvi due storie che  descrivono il sogno, l’illusione e la delusione di circa 1800 giovani calabresi. In entrambe le narrazioni protagonista negativa la Regione Calabria, con i suoi ritardi, le sue bugie, le sue promesse non mantenute, il suo discutibile modo di utilizzare i fondi europei, in parte sprecati in parte non si sa dove siano finiti.

La prima vicenda verte sul bando relativo alla Dote Occupazionale: 20.000 euro da ripartire in 24 mesi per ogni laureato under 35 risultato vincitore, utilizzabile come incentivo all’assunzione a tempo indeterminato.  In tutto 1600 i laureati vincitori, così ripartiti: a Cosenza 550, a Reggio 450, a Catanzaro 300, a Vibo e Crotone 150. La procedura di selezione sarebbe stata articolata attraverso la pubblicazione di due avvisi, il primo rivolto ai giovani laureati, il successivo avviso rivolto alle imprese, con unità produttiva nel territorio della Regione Calabria, che dovevano inviare manifestazioni di interesse rispetto ai propri fabbisogni occupazionali. Successivamente la Regione Calabria si sarebbe occupata dell’incrocio tra domanda ed offerta. In realtà, però, dagli elenchi provvisori delle aziende forniti dalla Regione, tra telefonate, email e invio di curricula, si è avuto modo di constatare che nessuna di quelle aziende era disposta ad assumere, tanto meno a tempo indeterminato come da bando.Il 22 Agosto 2014, annunciando la pubblicazione delle graduatorie definitive (dopo circa 2 anni!), l’Assessore Nazzareno Salerno senza la minima percezione della realtà, dichiarava:” in un periodo particolare come quello attuale siamo soddisfatti per il numero delle aziende disponibili ad assumere giovani laureati a tempo indeterminato”
Tuttavia, alla data attuale (Novembre 2014), non è stato diramato alcun elenco definitivo delle aziende disposte ad assumere, anche se nel frattempo, a fine settembre, i laureati vincitori hanno dovuto firmare l’Atto di Adesione ed hanno 6 mesi di tempo per trovare un azienda disposta ad assumere e stipulare un contratto a tempo indeterminato, pena la cancellazione dall’elenco dei beneficiari e lo scorrimento della graduatoria. All’orizzonte emergono nuovi particolari inquietanti. Nel Decreto del dirigente n° 10339 del 25/08/2014 si legge che

il protrarsi della fase di valutazione ha determinato uno slittamento della tempistica di spesa dell’Avviso, tale da non consentire di concludere tutte le operazioni selezionate entro la data del 31/12/2015; che, pertanto, conseguentemente allo slittamento di cui sopra, a valere sul Por Calabria FSE 2007/2013 è possibile finanziare soltanto i soggetti laureati beneficiari che al momento dell’assunzione, da effettuarsi entro il 31/12/2014, possiedono il requisito di soggetti svantaggiati e possono godere dell’incentivo all’assunzione per soli 12 mesi

Ciò significa che i soggetti molto svantaggiati – che avrebbero diritto all’incentivo per 24 mesi e che, paradossalmente, sarebbero quelli più bisognosi – se hanno incrociato un datore di lavoro disposto ad assumerli, non hanno la possibilità di godere dell’incentivo poiché non sono disponibili le coperture finanziarie a causa dei ritardi della Regione e dovrebbero quindi sperare che nel POR 2014/2020 si trovino le coperture, con tempi incerti e che si dilungano ulteriormente, superando anche la scadenza dei 6 mesi suddetti. Oltre il danno, la beffa. Nazareno Salerno, candidato alle elezioni regionali, senza badare molto al rispetto delle norme sulla privacy, utilizza la mail dei giovani per la propria propaganda elettorale con un messaggio, alla luce dei fatti, al quanto stucchevole

Alle elezioni regionali del 23 novembre sarò di nuovo in campo per sostenere questo concetto e questo modello. Sono sicuro che, con il tuo voto, vorrai dare forza alla mia idea di portare i giovani ad essere i protagonisti di una stagione in cui la prima fila è riservata a chi investe sulle proprie conoscenze e scommette sul proprio futuro e non a chi perpetua quei logori éscamotages che hanno costruito le catene che noi intendiamo spezzare

Scoppia la polemica e Salerno è costretto a chiedere immediatamente scusa ” un incidente spiacevole evidentemente dovuto all’impegno di questi giorni”

La seconda storia, invece, riguarda il progetto “Lavori regolari”. 14 milioni di euro, a valere sui fondi comunitari, per formare ed inserire nel mondo lavorativo 200 giovani laureati con la qualifica di “Agenti per l’emersione”. I giovani son stati selezionati, formati, sempre con i dovuti ritardi, e poi lasciati al loro destino. Anche qui le aziende per l’assunzione non c’erano, ignare del bando o addirittura fallite. In questa storia, però, c’è l’aggravante. I giovani avrebbero dovuto ricevere un voucher a titolo di indennità di 15.400 €, ad oggi pagato solo per metà. Dell’altra metà non se ne sa nulla, come del resto per gli altri soldi che dovevano essere elargiti per l’autoimpiego o da portare come dote nell’aziende. Anche qui, come nella prima storia, rassicurazioni sull’esistenza delle aziende e dei pagamenti. Nelle aule della Fondazione Terina a parlare era Benedetto Di Iacovo, responsabile della Commissione regionale per l’emersione del lavoro non regolare. Del resto capofila di tale progetto è stata la Field, il cui ex presidente è stato arrestato il giorno prima della firma dei contratti con i vincitori del bando! Soldi europei spesi per pagare un folto numero di assistenti di progetto (come è avvenuta la loro nomina?), acquistare più di 200 tablet con abbonamento annuale ad internet incluso, pagare professori di cui alcuni di dubbia professionalità ed utilità. Ad esempio, lezioni senza senso di informatica poichè non vi erano dei pc a disposizione per i ragazzi. Perchè, poi, i docenti venivano da fuori regione? non si voleva favorire l’occupazione dei calabresi? E pensate un pò, la regione Molise ha siglato un accordo per l’acquisizione di buone pratiche sul progetto!!!

Questa è una breve descrizione dei fatti. I ritardi nell’applicazione del bando son sopportabili per chi all’orizzonte vede la soluzione definitiva di uno dei problemi più gravosi per la generazione di questo tempo: il lavoro. Qui, però, il lavoro non c’è, al suo posto una totale incapacità della classe politica e dirigenziale della Regione Calabria che ricade sui giovani disoccupati di questa già martoriata terra. Come si fa a chiedere a giovani di restare? come si fa a non capire, anzi a non incentivare i le nuove generazioni a fare la valigia per abbandonare la Calabria?  Che fine hanno fatto questi progetti? Ed i soldi? Perchè non si fa luce sulla situazione?