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Il 20 Febbraio ricorre il 43° Anniversario della scomparsa del Prof. Sen. Armando Scarpino.

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Armando Scarpino rimane figura storica e peculiare del panorama politico non solo locale ma anche nazionale. Ordinario di Lettere Classiche, più volte Consigliere Comunale, venne eletto al Senato della Repubblica nelle file del P.C.I. nella IV e VI Legislatura. Pur avendo un’intensissima attività parlamentare – testimoniata anche dai numerosissimi interventi ed atti al Senato – non fece mai mancare il proprio apporto alla propria terra. Vicino ai più deboli, Scarpino ha condotto la lotta per l’occupazione delle terre del latifondo e l’importantissima battaglia contro l’analfabetismo, molto sottostimata dal Governo di allora. Altro campo di azione fu quello della Sanità. Armando Scarpino, che fece parte del C.D.A. dell’Ospedale Civile di Lamezia Terme durante la Presidenza Tomaino, si pose con forza a tutela del diritto alla Sanità Pubblica volendo ed ottenendo l’Unità Coronarica, l’attuale U.T.I.C. e l’inizio dei lavori del Nuovo Ospedale Civile di Lamezia Terme, che, dopo la sua scomparsa, vennero inter di Laurea Triennale previsto per l’I.S.E.F..

Su questa iniziativa parlamentare fondamentale è stato il contributo della moglie, la Prof.ssa Albertina Barilaro, per più di 40 anni insegnante di Educazione Fisica nella scuola pubblica ma anche pioniera nella diffusione della Ginnastica Artistica e soprattutto della Ginnastica Ritmica nel Sud Italia e prima in Calabria tramite la Gascal, storica ed unica associazione lametina di Ginnastica da lei fondata e tutt’ora attiva, affiliata alla Federazione Ginnastica d’Italia (F.G.I.) dal 1964, che con i risultati conseguiti in 54 anni di ininterrotta attività agonistica ha dato lustro alla città di Lamezia Terme in Italia e all’Estero. L’obiettivo di Armando Scarpino era quello di dare pari dignità ad insegnamenti come l’Educazione Artistica, l’Educazione Musicale e la stessa Educazione Fisica, considerati molto spesso un’inferiorità accademica. L’attuale ordinamento di Scienze Motorie, con quattro anni di corso e conseguimento dell’Esame di Laurea, testimonia la validità e l’attualità del disegno di Armando Scarpino che lui stesso collegava ad una visione più ampia della Sanità. Armando Scarpino aveva già da allora anche fortemente auspicato che le Accademie delle Belle Arti ed i Conservatori ottenessero la dignità universitaria che oggi è stata riconosciuta. Di certo, non pochi ricordano ancora Armando Scarpino durante i comizi, a distribuire personalmente “l’Unità” sul Corso Numistrano, durante le costanti visite al vecchio Ospedale Civile dove si intratteneva con i Primari per capire ed affrontare le necessità per garantire a tutti, e al meglio, il servizio sanitario, presso il Cantiere dell’attuale Ospedale Civile, insieme al Geom. Almagno, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori, presso i cantieri della S.I.R. dove si recava personalmente per portare con la sua auto i viveri ai lavoratori rimasti senza lavoro. Ad Armando Scarpino va attribuito un massivo impegno per l’acquisto dell’ex sede del P.C.I., la Sezione “Francesco Primerano”, ormai anche ex sede del PD, affinché i compagni avessero un luogo dove riunirsi senza alcuna dipendenza o possibilità di sfratto, ricordando che i liberi contributi provenivano, oltre che da militanti, in molti casi con esigue risorse, anche da volontari tutt’altro che di fede socialista o 2 comunista ma che di fronte ad una figura limpida ed onesta come Armando Scarpino non volevano sottrarsi dall’offrire il proprio apporto. La Sezione “Francesco Primerano”, pur essendo stata acquistata dai lametini militanti del P.C.I. e non, negli anni a venire, con i continui cambi di nome del partito, era diventata proprietà di una fondazione che recentemente l’ha messa in vendita ed è stata acquistata da un privato, senza che gli amministratori ed i parlamentari che si sono succeduti avessero tentato, insieme agli attuali tesserati e simpatizzanti, alcuna azione di riscatto affinché la Sezione “Francesco Primerano” rimanesse un simbolo di quell’impegno, e di quelle lotte per la dignità dei più deboli. Sicuramente un segno, non edificante, dei nostri giorni! Considerando che all’epoca il P.C.I. era partito d’opposizione, il dialogo costruttivo su questioni di interesse comune che Armando Scarpino decise di intraprendere con gli storici avversari democristiani, che avevano la maggioranza del C.D.A. dell’Ospedale Civile di Lamezia Terme, o con il sindaco Vittorio Esposito, preludono a quello che sarebbe dovuto accadere con il compromesso storico, peraltro realizzato per la prima ed unica volta in Italia a Lamezia proprio con la Giunta Esposito, ed anche alla nascita del PD, fino ad oggi non capace di interpretare ancora quella visione e quello spessore culturale e politico. E’ unanimemente riconosciuto che Armando Scarpino guardava veramente avanti. Ricordarlo significa ricordare tutti i compagni di partito che gli furono vicini ma anche gli avversari, per i quali nutriva profondo rispetto e del quale era profondamente ricambiato, tutti rappresentanti, anche se con visioni diverse, di una militanza ed una classe politica che – costa molto dirlo – non c’è più. A volte non facciamo caso che molte delle lotte politiche condotte da uomini come Armando Scarpino sono diventate diritti acquisiti ai nostri giorni. E’ difficile racchiudere la complessità della sua personalità in poche righe. Se si tiene conto che stiamo parlando di più di quarant’anni fa, alcuni suoi tratti lo pongono fuori dal tempo per la posizione critica rivolta allo stesso P.C.I., che si presentava per diversi aspetti dogmatico. Armando Scarpino sottolineava 3 l’importanza dell’apertura dello stesso P.C.I. al mondo cattolico, esprimeva senza alcun timore il dissenso, talvolta manifestato con forza, per alcune iniziative dell’U.R.S.S., auspicava la necessità di un dialogo costruttivo con la DC e con le altre forze democratiche. Ma era soprattutto di Armando Scarpino la profonda convinzione che fare politica significava mettersi dalla parte dei bisogni della gente, che nella storia vengono impersonati talvolta da diverse categorie di lavoratori. Era per lui fondamentale stare sempre dalla parte dei più disagiati e che la politica non si fa mai per ragioni personali. Ed ecco che il sacrificio di voler partire per l’ultima volta per il Senato – anche se non stava bene – trova una ragione ben precisa. Quell’ultima seduta faceva parte di quelle che avrebbero dovuto cambiare la storia del paese: il compromesso storico, la sintonia con Aldo Moro. Il resto della storia è ben noto. Armando Scarpino ha impersonato l’afflato per la responsabilità politica fino alla fine. Per tutto questo per la sua coerenza e per la disarmante attualità di alcune sue posizioni non meraviglia che venga ricordato con intensità, riconoscenza, stima ed affetto da ex studenti, amici, avversari, compagni, colleghi, semplici conoscenti e da non pochi che ne hanno semplicemente sentito parlare. Armando Scarpino era la sua terra e la sua gente, per cui avrebbe dato tutto. Così è stato. Le ragioni dell’impegno profuso da Armando Scarpino non hanno perso vigore riguardo ad un nuovo analfabetismo, che è figlio di quello storico, se si pensa a quanti siano inermi di fronte all’immenso flusso di informazioni che ci giungono dal Web senza che potersi difendere, appiattendosi passivamente senza alcuna possibilità di costruire un pensiero proprio, parimenti sulla Sanità: quell’Ospedale Civile tanto voluto da Armando Scarpino, affinché tutti potessero goderne, potrebbe rischiare la chiusura.

Anche l’impegno per la dignità accademica degli Insegnanti di Educazione Fisica è degno di attenzione in un momento in cui l’obesità infantile e seri problemi cognitivi riguardano l’infanzia e l’adolescenza, contro cui l’attività motoria a tutti i livelli costituisce un fondamentale baluardo. E’ stato già detto che Armando Scarpino era decenni avanti e Lamezia Terme oggi con il suo Circondario è decenni indietro! 4 L’augurio più grande è che la testimonianza del suo impegno possa essere compresa, e magari fatta propria, soprattutto oggi, dalle nuove classe dirigenti e dalle nuove classi politiche di Lamezia Terme e del Circondario nell’interesse di tutta una comunità e di un territorio che, oggi più che mai per ragioni eminentemente politiche, ha perso molto della sua dignità. Alla soglia delle Elezioni Europee, in un Paese in stato confusionario a causa di una Politica che è sempre più distante dalla gente con una situazione morale, economica e sociale in profonda crisi, forse è il caso di guardare all’operato di uomini come Armando Scarpino in quanto a senso di responsabilità politica, culturale ed umana.