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A Cagliari, Lamezia che dice no alla mafia con una cultura nuova

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La lettura sociale del sud che si è ribellato, ha mantenuto il lavoro e guarda al futuro.I libri aiutano a legger il mondo, il mondo a Sud, quello che si ribella alla ‘ndrangheta e che l’ha combattuta e la combatte con la denuncia e la cultura.

Il lavoro nel cuore il tema di quest’anno della sesta edizione del festival sardo e TRAME-2 copiasignificativo è  il titolo dell’incontro traduce in poche parole l’essenza del racconto di vita di Maria Teresa Morano e Gaetano Saffioti: “Il mestiere di vivere liberi”,  accompagnati dalla lettura di “Generazione Rosarno” (Melampo editore) con la sua autrice, la giornalista Serena Uccello, che dal palchetto della sala della Mediateca Mediterraneo di Cagliari snocciolano gli interrogativi di partenza: si può essere imprenditori in Calabria e dire di no alla ‘ndrangheta? Si può nascere in una famiglia di mafia eppure scegliere una strada alternativa e rigettare la violenza?Si può vivere in un territorio senza opportunità e rivendicarne con orgoglio il riscatto?

Hanno raccontato il possibile. Le loro storie fatte di denuncia e di vita, di impegno TRAME-4 copiache continua e che promuove la libertà di vivere e fare impresa al Sud, in Calabria, dove probabilmente si fa più fatica, si rischia di essere sotto scorta, come lo è Gaetano Saffioti,  si rischiano ricordi di scorte e di processi a viso aperto di Maria Teresa Morano.Ma si rischia anche la possibilità di raccontare, come accade oggi, storie di impresa possibile, di Cultura nuova, di educazione che passa attraverso questi insegnamenti importanti di libertà, fatti anche di libri e di cultura per combattere le mafie.