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A sostegno di Lorenzo Scarfone dimessosi dall’ Msi Fiamma Tricolore

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Giunte improvvisamente, come fulmine a ciel sereno, le dimissioni di Lorenzo Scarfone da tutte le cariche di partito ricoperte attualmente, sia a livello locale che nazionale, la Segreteria Regionale dell’MSI Fiamma Tricolore con una nota del portavoce regionale Natale Giaimo, nel tentare di respingerle, ne ha chiesto ragione al nostro valoroso militante il quale, nel riaffermarle irrevocabilmente, le ha giustificate come Msi  movimento sociale italiano Fiamma Tricolore Gaimonecessarie a seguito dell’articolo apparso su un noto quotidiano regionale il quale richiamava, apparentemente senza motivo visto che i fatti riportativi erano datati ed erano superati da più recente ed assolutoria sentenza di secondo grado ed in pendenza di definitivo giudizio del Consiglio di Stato, una condanna della Corte dei Conti al padre del nostro dirigente che – nobilmente richiamandosi alle fondamenta romane della nostra cultura etico-giuridica per cui la moglie di Cesare dev’essere al di sopra di ogni sospetto e nella convinzione dichiarata che laddove il colpevole di un reato, per come sosteneva Almirante, laddove fosse appartenuto alle nostre fila doveva essere viepiù condannato al massimo della pena – ha ritenuto dover fare un passo indietro nell’assoluto rispetto di quelle che saranno le determinazioni della Magistratura inquirente, in cui è posta la massima fiducia.Una fiducia ed un rispetto che invece sono disconosciute a quanti hanno “brigato” affinchè fosse forzato il giudizio ma, soprattutto, si ottenesse un giudizio di pizza sul caso utilizzando fatti parziali e avulse dal contesto. Agli estensori materiali dell’articolo chiediamo di provvedere immediatamente a ricostruire e pubblicare esattamente l’intera vicenda e, per il futuro, di fare massima attenzione a quanto pubblicheranno, per evitare di diventare, magari ignari, strumenti di disegni, mirati e più o meno oscuri, contro qualcuno.Il Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore calabrese, nel ribadire rispetto e fiducia nei riguardi del lavoro della Magistratura e sicura che i fatti oggetto dell’inchiesta ribadiranno quell’assoluta estraneità, sancita dalla sentenza di secondo grado e non emersa nel corso del processo di primo grado solo perché, per come esattamente scritto nell’articolo, l’accusato non si costituì ne comparse in quanto ingenuamente valutava la sua posizione chiaramente estranea ai fatti contestati, plaude al nobile gesto del suo dirigente e lo aspetta presto a riprendere la meritoria e preziosa azione politica che da anni porta avanti al fianco della Comunità missina e dei Cittadini borghesi e calabresi tutti.