Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Addio Ernest !!!

“Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è di dargli fiducia.”
,
1.01K 0

Il 2 luglio 1961 a Ketchum, nell’Idaho, il Premio Nobel per la letteratura Ernest Hemingway si toglieva la vita sparandosi un colpo di fucile in bocca.

Ernest Hemingway nacque il 21 Luglio 1899, a Cicero (ora a Oak Park), Illinois; si arruolò come volontario tra le file americane durante la prima guerra mondiale. In seguito si dedicò al giornalismo, e negli anni parigini conobbe Gertrude Stein e Ezra Pound. Fu in quegli anni che ebbe inizio la sua carriera letteraria. Divenne famoso grazie ai romanzi “Addio alle armi”, “Per chi suona la campana” e “Il vecchio e il mare” – con cui vinse il premio Pulitzer 1953. L’anno successivo, nel 1954, vinse il Premio Nobel per la letteratura.

Dal 1957 Hemingway cadde in una profonda depressione e, durante i frequenti ricoveri degli ultimi anni, fu più volte sottoposto ad elettroshock. La depressione delirante che lo aveva colpito lo portò al suicidio: si sparò con un fucile il 2 luglio 1961.

Secondo lo scrittore Aaron Edward Hotchner, amico e collaboratore di Hemingway, quest’ultimo fu “sostanzialmente indotto” al suicidio dall'”angoscia” causatagli dal fatto di essere continuamente spiato, pressato e forse perfino pedinato dall’Fbi.

Per anni, ha scritto Hotchner sul ”New York Times”, l’amico dette poca importanza alle paure che Hemingway aveva dell’Fbi, considerandole frutto della sue fissazioni, della sua depressione e della sua paranoia. La recente desecretazione di una serie di documenti dell’Fbi, compreso un dossier di circa 130 pagine sull’autore Premio Nobel hanno fatto luce sulla faccenda. Hotchner, successivamente, ha affermato: ”Ora credo che Ernest soffrisse davvero molto quella sorveglianza, diventata per lui una sorta di persecuzione, contribuendo sostanzialmente ad accrescere la sua angoscia e portarlo così al suicidio”.

Ad oggi è certo che Ernest Hemingway fu sorvegliato dagli agenti federali per espressa volontà di J. Edgar Hoover sin dagli anni Quaranta. La sorveglianza si intensificò negli ultimi anni di vita dello scrittore, quando Hoover si insospettì per i legami di Hemingway con Cuba e con Fidel Castro.

 

Fonte:  Giulia Astarita

 


“Addio Ernest, dopo che ho letto il tuo primo libro Il vecchio e il mare ho pensato,: Sì e bello, ma che fatica capire tutte quelle parole sula pesca e prua e di che cosa è fatta la barca, … Poi ho letto uno dei miei libri più amati in assoluto – “Per chi suona la campana” e da quel giorno mi pareva di conoscerti personalmente. Esso racconta attraverso un alter ego, Robert Jordan, l’esperienza diretta dello stesso autore, che prese parte alla guerra civile spagnola come corrispondente di guerra, nelle file dell’esercito popolare repubblicano. Non era sicuramente una persona facile da comprendere. Ma volevo essere là. Insieme con lui a combattere. Così scriveva Ernest. Appassionatamente. Come lo era anche nella vita. E guarda caso, anche nella scelta di morire.”

(“…And therefore never send to know for whom the bell tolls. It tolls for thee”.)

“E allora, non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te”.

 

Anche la nipote del celebre scrittore: MargauxHemingway  ha scelto la stessa fine. Il 1 luglio 1996 la polizia irrompe nell’appartamento dell’attrice (allertata dai vicini che non l’avevano vista uscire) e la rinviene morta. Dall’autopsia si scoprirà che la causa della morte è stata un’overdose di pentobarbital, il barbiturico che usava per curare l’epilessia. Secondo il verdetto del coroner si è trattato di un probabile suicidio. Il giorno successivo, il 2 luglio 1996 era il trentacinquesimo anniversario del suicidio del nonno Ernest Hemingway.

 

 

 

Monika Momon Sojkova