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Alla giovane ricercatrice scientifica calabrese, Benedetta Pellegrino, la prestigiosa borsa di studio dell’Esmo.

Potrà sviluppare specifiche ricerche oncologiche nell'ambito di importanti istituti europei
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Alla giovane ricercatrice scientifica calabrese, Benedetta Pellegrino, la prestigiosa borsa di studio dell’Esmo.

Ricercatori scientifici italiani, soprattutto nel campo della oncologia,

 ancora una volta sui podi più alti nel campo delle ricerche scientifiche.

L’agenzia stampa Dire Sanità ha infatti reso noto che le prestigiose borse di studio dell’Esmo (Esmo clinical research fellowship), che tradizionalmente vengono assegnate ai più promettenti giovani oncologi europei; su sei Fellowships attribuite per il 2017, ben tre sono andate a ricercatori italiani, che sono: Antonio di Meglio (30 anni, di Ischia), Giulia Martini (30 anni, abruzzese) e perfino un a calabrese, che è Benedetta Pellegrino (28 anni).

i tre ricercatori grazie al supporto di Esmo, che mette a disposizione cifre dal vario importo (da 40mila euro a 70mila euro), potranno sviluppare specifiche ricerche oncologiche nell’ambito di importanti istituti europei.
Due di loro andranno per un anno a Barcellona all’Istituto oncologico Vall d’Hebron; Benedetta Pellegrino, ematologa dell’Azienda ospedaliera di Parma,  nella metropoli catalana lavorerà sulle risposte del sistema immunitario nell’ambito dei tumori alla mammella.

L’Esmo Fellowship è stato avviato 25 anni fa dalla società Europea di oncologia medica ed ha distribuito circa 7milioni di dollari in assegni di ricerca scientifica, coinvolgendo 462 giovani ricercatori in attività di ricerca oncologica. «Nostro obiettivo – ha sottolineato durante la cerimonia di premiazione Christoph Zielinsky, direttore del Centro di oncologia dell’Università di Vienna e coordinatore del Fellowship and Award Committee dell’Esmo -, è selezionare e supportare i più promettenti giovani ricercatori in oncologia affinché sviluppino progetti reali, portando un contributo concreto alla comunità medico-scientifica ed alla propria carriera professionale. Il tutto favorendo la comunicazione virtuosa tra i maggiori centri oncologici europei». È la prima volta che ben tre giovani oncologi del nostro Paese accedono contemporaneamente all’Esmo Fellowship. Durante il loro periodo di ricerca – che dura da uno a due anni, a seconda della complessità dei lavori – i giovani oncologi dovranno riportare periodicamente lo stato di avanzamento dei loro studi direttamente ad una commissione Esmo.