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La mostra collettiva di fotografia dei corsisti di Seziona Aurea Lamezia Terme
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Una visione sfaccettata e singolare dei luoghi del territorio: diverse le anime e differenti le sensibilità

In questi primi giorni di intenso settembre, mese di risveglio anche artistico-culturale, è stato possibile ammirare a Lamezia Terme l’esposizione degli elaborati realizzati dagli allievi del corso di Fotografia tenuto dall’Associazione Sezione Aurea, in una collettiva in mostra nel suggestivo Chiostro di San Domenico.
Gli scatti degli allievi del corso sono i risultati di un lavoro condotto con entusiasmo, in cui indomiti corsisti armati di passione per la fotografia sono stati condotti per mano oltre le finestre sulla città e lungo le facciate dei palazzi, per conoscere i segreti dell’arte della cattura dell’immagine, a seguire lezioni su tecniche e strumenti a disposizione, ma soprattutto a comprendere, con queste dedicate sessioni all’aperto, come esplorare con lo sguardo il proprio territorio.
Un’accurata selezione dei loro lavori fotografici, in cui gli allievi si sono confrontati con diversi aspetti del paesaggio, ha restituito una visione sfaccettata e singolare di questi luoghi, perché questi diligenti esercizi di fotografia non sono che immagini di un viaggio dalle tematiche diversificate ma così intense che in ogni visione c’è una storia che seduce gli occhi e la mente.

Perché naturalmente sono diverse le anime e differenti le sensibilità: così è accaduto che qualcuno degli allievi si sia interessato a vecchi oggetti ormai in disuso, a quotidiani ingialliti e vecchie cornici assemblate dal tempo; e la sollecitudine di qualcun altro invece si sia riversata sui luoghi brulicanti di ricordi e memoria, di pareti di pietra scrostati dal vento come mani che cercano, come occhiate curiose dedite a scovare il valore simbolico da attribuire agli scatti.
Così accade che guardando queste visioni metaurbane, che creano nuovi scorci dai luoghi conosciuti e reinventano personalità borderline in un paese che non vuole eroi, ci si può imbattere nei dettagli di un semplice lampione per restituire della città un momento senza luogo e senza tempo, in figure di uomini e donne che si sostituiscono ai ricordi che i luoghi suscitano collocando nel presente i loro volti contemporanei. O ancora si può restare rapiti da un meraviglioso e claudicante ponte di legno sul lago, come metafora esistenziale, come ritratto rubato di provvisoria serenità, per ribadire che la fotografia è un gesto unico e solo all’interno di una lunga sequenza di sensazioni.
E a ben vedere, il filo conduttore della mostra è stato questo continuo ritrovarsi in uno spazio ormai familiare, intriso di una socialità di cui la fotografia tiene in custodia l’aspetto più suggestivo, soprattutto quando riesce a convertirsi in estetica dell’immagine catturando quell’incanto in episodi di immobile bellezza.

Le fotografie della collettiva sono state realizzate da:
Angela Giampà, Antonino Bova, Antonio Gatto, Claudio Godino, Danilo Marasco, Erika Godino, Fernando Quattrone, Giovanni Franzì, Giuseppe Molinaro, Luana Gigliotti, Mariannina Amato, Nando Caligiuri, Nina Frolova, Paola Perri, Paolo Molinaro, Raffaella Filippa, Renato Brescia, Santina De Raffaele, Teresa Bova, Tommaso Chiellino.

(foto in copertina di Angela Giampà)

  • Ma mi sbaglio manca qualcosa…. Le fotografie della collettiva sono state realizzate da:
    Angela Giampà, Antonino Bova, Antonio Gatto, Claudio Godino, Danilo Marasco, Erika Godino, Fernando Quattrone, Giovanni Franzì, Giuseppe Molinaro, Luana Gigliotti, Mariannina Amato, Nando Caligiuri, Nina Frolova, Paola Perri, Paolo Molinaro, Raffaella Filippa, Renato Brescia, Santina De Raffaele, Teresa Bova, Tommaso Chiellino.