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Almeno davanti alla morte di un bambino, fermiamoci!

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Non se ne può più di tutto quello che si sente e che si legge sulla morte del piccolo Loris. Dopo Sarah Scazzi, dopo Yara, dopo i casi Ragusa e Ceste era prevedibile che il giornalismo sciacallo si avventasse anche sul suo piccolo povero corpo strappandone la carne a morsi, sbrindellando e seminando in ogni dove i resti della sua ormai spenta e preziosa esistenza. Davanti a tanto orrore dovremmo ritrovare, tutti, il coraggio di fare un passo indietro per recuperare decenza e pudore.
Il silenzio davanti alla morte, quando non è omertà ma rispetto, è un atto di eroismo. Nobilita al contempo chi lo esercita e restituisce dignità a chi ha subito quell’ultimo insulto.
Nulla giustifica la frenesia che la maggior parte dei media dimostra davanti a certi crimini.
Che siano professionisti abilitati con tanto di tesserino rilasciato dall’Ordine o semplici “soubrette” prestate con troppa superficialità all’informazione, si sono tutti scoperti, col tempo, profondi conoscitori di dna, di diatomee delle alghe e di celle telefoniche; se poi si presenta anche la ghiotta occasione di poter discutere e questionare intorno a un paio di mutande appartenute alla vittima è sempre tanto di riguadagnato.
E’ ora di dire basta al circo mediatico degli avvoltoi microfonati e di tutti quelli che vivono di ospitate tv banchettando sulla morte altrui; gente peraltro che spesso assegna, con una leggerezza che mette i brividi, il marchio di assassino a chicchessia sulla base di ricostruzioni non di rado avventate.
E’ ora che le indagini ritornino a farle in via del tutto esclusiva gli inquirenti: se a stringere la fascetta da elettricista intorno al collo del piccolo Loris è stata davvero la madre dovrà essere la polizia scientifica a stabilirlo, nei modi più giusti e nei tempi che serviranno, e non il professor Alessandro Meluzzi dalla sua poltrona targata ora Rai ora Mediaset.

  • Pasquale Allegro

    Dici bene, non se ne può più. Ma poi, perché mai si trova tutta ‘sta gente disponibile a farfugliare testimonianze davanti al primo microfono? Si ha come l’impressione di assistere ad un interminabile reality, tanto è difficile distinguere la realtà da questo talent death…

  • TOH! QUESTA E’ BELLA E ME LA VOGLIO GODERE…. E CHI TACITA I PRURITI ANALI …. DEGLI ITALIANI DEFINITI <> ????? …LA STUPIDITA’ IMPERANTE … TROVA GODURIA IN QUESTI ISTANTI …INSEGUENDO TUTTI QUEI PROGRAMMI CHE PIU’ SONO SCHIFOSI E PIU’ CI GODONO COME DI MEGLIO NON POTREBBERO TUTTI I GAUDENTI …