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Comune di Lamezia Terme
lunedì, Aprile 12, 2021

Il futuro del nostro mare: punire chi lo sporca ma anche chi non muove un dito per ricercarne la soluzione ottimale

Il mare inquinato o sporco e gli effetti devastanti che causa, sono paragonabili per alcuni versi a quelli che producono la criminalità organizzata o la mafia. Ecco perché ho ritenuto giusto ed opportuno proporre l’istituzione di un Pool o di una Task Force che 12 mesi all’anno si possa occupare della risoluzione del problema e dell’individuazione delle cause e dei responsabili”.

L’invito appena trascritto è stato lanciato dall’avvocato Giancarlo Nicotera, che lo fa anche nella qualità di Segretario cittadino di U.D.C., riproponendo una riflessio0ne serie, attenta, profonda sulle condizioni del “mare nostrum”, ovvero il Tirreno calabrese in genere, ed in particolare quello del litorale lametino.

Iniziando il suo dire dal punto delle responsabilità, anche e forse principalmente penali che ricadono sia su quelli che sporcano il mare e sia contro coloro che, pur vedendo, non reagiscono, il noto professionista lametino puntualizza: ,

l’obbligo di impedire che si verifichi un evento dannoso. Invero, il nostro codice penale stabilisce che: “Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”.

giancarlonicotera
I responsabili non sono solo i delinquenti e i farabutti che sporcano il nostro mare ma anche coloro che, avendone l’obbligo e potendolo fare, non lo impediscono.
In questi giorni le nostre acque, e mi riferisco al Tirreno del lametino e del suo hinterland”, commenta ancora l’avvocato Nicotera, “sono tornate all’antico splendore con un mare trasparente come da tempo non si vedeva. Per molti è stato un gioco positivo di correnti, per altri invece è merito dei tanti che stanno vigilando e prestando attenzione dalle loro rispettive posizioni sulla tutela del nostro mare.
La prima interpretazione che io ritengo la più verosimile, seppur legata a meri fortuiti fattori contingenti, sarebbe la più plausibile. Se fosse invece vera la seconda, rimarrei sconvolto dalla domanda spontanea che mi verrebbe d’impeto fare:

Perché questa attenzione non viene prestata tutto l’anno e, soprattutto, da maggio a ottobre con ancora più risolutezza?
La verità è che il nostro depuratore, stando a ciò che risulta anche pubblicamente, funzionava bene prima e funziona ottimamente anche ora”.

Una situazione ed una riflessione che non possono rimanere nella indifferenza generale, almeno se si ha a cuore sia la fruibilità del mare e delle spiagge calabresi e lametine, così come egli approfondisce, fino ad arrivare a concludere testualmente:
“Non si può più andare così… anche i topi nel mare sono davvero troppo in quanto evidenziano e fotografano una situazione assurda ed assai pericolosa.
Occorre ridare fiducia alla gente che crede nella giustizia e nella buona amministrazione e soprattutto occorre credere in quegli amministratori onesti che comunque esistono e svolgono i loro ruoli, nei rispettivi ambiti di competenza, con assoluta preparazione ed onestà.

Occorre pertanto fare qualcosa da subito per evitare che tante persone non tornino più in Calabria o che altre preferiscano investire o spendere i loro soldi altrove o, ancora, che tanti calabresi per godersi un po’ di mare non siano costretti a villeggiare fuori dai nostri confini territoriali.

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