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Comune di Lamezia Terme
domenica, Aprile 11, 2021

“ Mare Nostrum” o “ Mare Mostrum” ?

Nel pieno della stagione estiva puntualmente si fa massiccia la protesta per l’inquinamento del mare  e per la incapacità – volente o nolente- di arrivare alla soluzione del problema. Tentativi se ne stanno facendo, ma molti – se non la maggior parte – scivolano a mare, assieme alle sostanze inquinanti, come emerge benissimo da dati che sono in netta contraddizione, nel mentre si sviluppano le proteste dei cittadini, dei sindaci e principalmente dei turisti che sono stati tenuti allo scuro di questa situazione.

C’è anche il problema di una  comunicazione che non c’è o, quando c’è, anch’essa è contraddittoria; l’esempio, a tal proposito, di una rivista il cui servizio sosteneva che da Praia a Mare ad Amantea il mare non è inquinato, mentre – appena una settimana dopo – un quotidiano smentiva tali dati.

Ed allora, dove sta la verità ?

E’ necessario importare un programma che porti alla soluzione razionale del problema. Ed è quello che ha cercato di iniziare a fare il  Centro “Riforme – Democrazia – Diritti” di Lamezia Terme con il convegno sul tema “  Mare nostrum o mare mostrum “ sul tema specifico della qualità delle acque  marine per la stagione balneare 2016.

Centro

“ Il nostro intento, come Associazione”,  ha sottolineato il Presidente del Centro, on. Costantino Fittante, “ non è tanto quello di protestare ma di approfondire un ragionamento pacato per portare alla luce  i motivi strutturali che emanano questi dati contraddittori.

Il Dr Mario Pileggi, geologo e componente dell’Associazione “ Amici della Terra”, ha riferito che  la situazione di Lamezia Terme si presenta peggiore di quella che esiste in tutta la Provincia ed in tutta la Regione.

Qualche considerazione intanto si può approfondire. La Calabria è la Regione in Italia con più chilometri di spiaggia. Il patrimonio costiero della nostra Regione rappresenta più del 20% delle spiagge balneabili dell’intera Penisola.

Abbiamo spiagge formate da frammenti di roccia di tutte le ere geologiche che documentano la crescita e l’evoluzione del Bel Paese. Spiagge classificate tra le prime in Europa al servizio del turismo balneare. Eppure si è schiavi di questa non balneabilità di alcuni tratti di mare e ciò è dovuto ad una serie di coincidenze che il geologo ha trattato sia sotto il punto di vista scientifico che sotto quello pratico – dimostrativo.

Dai vari esami compiuti, viene a galla una verità che, d’altronde, tutti ben conoscevano; ed è che il mare non è stato considerato come una importante risorsa, mentre la Regione ha offerto una informazione distorta ed anche completamente assente.

Putame
Dr Putame

Per il Sindaco di San Pietro a Maida, Dr Putame, ogni anno si assiste al solito, penoso tran – tran. Il monitoraggio del mare è  mancante o, quando c’è, rimane privo di finanziamenti. Del problema degli scarichi a mare, sempre secondo il Sindaco Putame, nessuno ne parla più e nessuno parla delle opere di bonifica da fare.

Il giornalista Chieffallo ha puntato il dito contro l’Arpacal, che sostiene sempre la costante pulizia del mare; invece c’è di tutto e c’è di più, mentre esistono gravi rischi, specialmente per i bambini. Non si riesce a fare rete.

Per risolvere il problema, ha sostenuto Putame, basterebbero solo due anni di normale, attento, serio lavoro.

L’ex assessore regionale, Dr Silvestro Greco , riferendosi alla presenza di alghe, ha sostenuto che il semplice parlarne è comunque una barzelletta.

Ha affrontato poi la presenza dei “ colpevoli” dell’inquinamento, che sono maggiormente i Comuni, la maggior parte dei quali non ha depuratori e neanche reti fognarie. Ma nel giro rientrano altri elementi, come le seconde case o la presenza di aziende industriali o quelle dedite alla produzione di olio : la sostanza delle le olive molite va a finire a mare.

Ed allora, il Dr Greco ha invocato un’Arpacal molto più autorevole nei dati e nei controlli, mentre è di partitaria importanza una struttura regionale che sia di collegamento con i Sindaci.

In pratica c’è tanto da fare ed il tanto richiede la collaborazione di tutti. Che non sia nato da tale incontro pubblico uno stimolo in più perché decisamente il mare, da “mostrum”, diventi veramente e piacevolmente “ nostrum” .

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