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Comune di Lamezia Terme
domenica, Aprile 11, 2021

A Roma la prima riunione dei Comitati Civici Italiani in Difesa della Sanità Pubblica.

Documento sulla  situazione drammatica nella quale si trova la sanità pubblica 

Noi, sottoscritti rappresentanti dei Comitati dei cittadini per la tutela della salute nelle aree periferiche e disagiate della Toscana, dell’Emilia Romagna, del Piemonte, delle Marche, del Molise, della Calabria, della Campania, della Basilicata e del Friuli, riuniti oggi 12 marzo 2016 a Volterra, rivolgiamo la presente petizione ufficiale al Governo, alle Commissioni Sanità di Camera e Senato, ai Parlamentari delle nostre Regioni, ai Ministeri della Salute e dell’Economia, ai Presidenti e agli Assessori Regionali alla Sanità, nonché ai Consigli Regionali delle Regioni per chiedere la stesura e l’approvazione di uno specifico Regolamento esplicativo del Regolamento sugli standard ospedalieri approvato con Decreto Ministero della Sanità n. 70 del 2 aprile 2015 per le Aree Particolarmente Disagiate ed anche un Regolamento sui Servizi Territoriali in Aree Disagiate, viste le continue e pericolose sperimentazioni in atto tese a sminuire nei fatti anche i punti fermi sanciti dall’attuale regolamento con previsione di servizi largamente inferiori e non in linea con lo standard oggi normativo, che costituiscono una pericolosa violazione dell’art.32 della Costituzione e sanciscono la non uguaglianza dei diritti e doveri dei cittadini in Sanità nelle aree disagiate, montane ed insulari, non in linea con quelli dei cittadini del resto della Nazione.

In modo particolare e puntuale, chiediamo che in tale Regolamento Esplicativo sia espressamente previsto, per le Aree Particolarmente Disagiate:

a. La chiarificazione per il Riconoscimento di Area Disagiata della distanza media dei comuni dell’area dal centro Hub o Spoke di riferimento di 60 minuti, la presenza di condizioni di viabilità disagevole, l’avversità di condizioni meteorologiche, la bassa densità abitativa con dispersione territoriale, l’essere comuni situati in piccole isole;

b. La chiarificazione che il Pronto Soccorso di Area Disagiata è un vero Pronto Soccorso di base con posti di OBI, con personale medico dedicato di specialità previsto dal DM 30/01/1998 (Medicina e Chirurgia di Accettazione e d’Urgenza), con supporto di Chirurgia Generale e Anestesiologica H24 assicurate con personale in rotazione collegato all’HUB/SPOKE di riferimento, e di Medicina Generale, assicurata dal personale del reparto previsto di 20 posti letto, con possibilità di appoggio fino al 70% dei posti letto per i pazienti chirurgici trattati in emergenza/urgenza non dimissibili in giornata, con possibilità di chirurgia di elezione in Day e Week surgery, con presenza H24 di laboratorio analisi di base, Radiologia con lettura degli esami a distanza, Emoteca.

c. Qualora nell’Area Disagiata, così individuata, vi sia la presenza di un Punto Nascite di primo livello con un numero inferiore a 500 parti annui, data la particolare condizione di disagio dell’Area così individuata, si sancisce la permanenza dello stesso, collocato nell’Ospedale di Area Particolarmente Disagiata, con personale ostetrico, medico ginecologico e pediatrico in rotazione collegato all’HUB/SPOKE di riferimento, per il necessario aggiornamento e il mantenimento della professionalità del personale, onde assicurare tutte le garanzie, gli standard di qualità e sicurezza previsti per un punto nascite di 500 parti annui, oltre a prevedere il Servizio di Trasporto Assistito Materno (STAM) presso il Pronto Soccorso di Area Particolarmente Disagiata, in modo da garantire quanto previsto dal Decreto del Ministero della Salute dell’11 novembre 2015, il quale, in deroga a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 2010, consente di mantenere in attività i punti nascita delle aree montane e disagiate che non raggiungono il tetto dei 500 parti annui, purché vengano mantenuti standard di qualità e sicurezza.

Il Decreto stabilisce che siano le Regioni ad avanzare al Ministero della Salute la richiesta sul mantenimento dei punti nascita, ed affida al Comitato percorso nascita nazionale il compito di esprimere, entro 90 giorni, un parere motivato.

d. Prevedere, verificata in modo particolare la situazione epidemiologica della popolazione e la sua anzianità media, la presenza aggiuntiva in detti presidi di posti ospedalieri di post acuzie di Lungodegenza Ospedaliera (cod.60) e di Recupero e Rieducazione Funzionale di primo livello (cod. 56). Le due tipologie sono previste possibili negli Ospedali di Area Particolarmente Disagiata in considerazione della condizione di disagio per le famiglie dell’area disagiata di assistere i propri cari in realtà molto distanti dai comuni di residenza. Questo in quanto il ruolo del reparto di lungodegenza è quello di trattare pazienti provenienti dai reparti per acuti, particolarmente complessi, ancora instabili da un punto di vista clinico che necessitano ancora di cure e trattamenti intensivi appropriati al fine di una stabilizzazione e/o miglioramento clinico-funzionale e tratta solo pazienti, che necessitano di assistenza infermieristica 24 ore su 24, trasferiti dai reparti per acuzie dell’area ospedaliera di riferimento con la quale si opera in stretto collegamento funzionale/operativo (multidisciplinarietà del trattamento). Tali posti letto possono essere collegati al reparto previsto di Medicina Generale anche attraverso l’organizzazione interna del presidio ospedaliero. La responsabilità settore, infatti, è in capo ad un medico con specialità di area medica. Per quello che concerne gli eventuali posti di Recupero e Rieducazione Funzionale di primo livello, tali attività interessano pazienti con disabilità di entità rilevante, nell’immediata post-acuzie, croniche o in fase di stabilizzazione che richiedono un intervento riabilitativo non complesso, né intensivo, ma protratto nel tempo, nonché pazienti con disabilità croniche stabilizzate di entità contenuta per le quali possono essere necessari interventi riabilitativi, di mantenimento o di prevenzione del degrado motorio-funzionale acquisito, non realizzabili in modo appropriato all’interno del setting complessivo; il trasferimento dal setting ospedaliero a quello territoriale spesso trova ostacoli in quanto alcuni pazienti presentano costi particolarmente rilevanti ad esempio per terapia oncologica o antibiotici di ultima generazione. E’ necessario che queste terapie rimangano a carico del SSN indipendentemente dal livello assistenziale assegnato al paziente (ospedaliero / territoriale); anche in questo caso è possibile garantire tali posti con il collegamento al reparto di Medicina Generale previsto dall’organizzazione interna del Presidio di Area Particolarmente Disagiata.

NOTA :

Con questo articolo i Comitati preposti chiedono  di dare un riscontro sulla Vostra adesione, in modo che possiamo organizzare al meglio la giornata del 22.
E’ importante essere presenti con una delegazione e cercare di trovare la massima unità di intenti perché la Salute è un bene primario che non ha colore politico.  

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