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Audiologia da Lamezia ritorna a Catanzaro, è legittimo?

Se lo chiede l'esponente politico Fabrizio Muraca
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Il reparto di audiologia dell’ospedale di Lamezia trasloca al Pugliese di Catanzaro però i costi del personale e della struttura rimangono a carico dell’Asp.

Lo sostiene Fabrizio Muraca, già presidente dell’Asi.

Sono molte le lamentele dei cittadini di Lamezia e del lametino per il trasferimento, dal primo dicembre prossimo, del reparto di audiologia dell’ospedale di Lamezia Terme all’ospedale Pugliese di Catanzaro. Molti pazienti in cura al reparto, tra cui anche numerosi bambini, saranno infatti costretti a recarsi a Catanzaro per le visite, perchè il reparto, con tutto il personale, la strumentazione e gli arredi si sta trasferendo al Pugliese. Una decisione presa in sordina e di cui nessuno parla, emblema della cattiva gestione della sanità lametina, soprattutto se si considera che questo reparto era stato trasferito dall’azienda Mater Domini all’ospedale di Lamezia sanitameno di due anni fa, con un aggravio economico per l’ASP di Catanzaro che si è fatta carico non solo delle spese per il personale ma anche per le apparecchiatura. Con questa decisione la popolazione lametina subirà oltre al danno anche la beffa, in quanto l’intero reparto, quindi il primario, che è l’attuale direttore generale f.f. Mario Catalano, i medici, gli infermieri e il personale ausiliario, rimarranno sempre a carico dell’Asp ma svolgeranno il loro servizio nell’ospedale Pugliese, quindi in un’altra azienda, che tra l’altro percepirà i soldi delle prestazioni che verranno effettuate. Come è possibile che il personale, la manutenzione delle apparecchiature e il materiale di consumo siano a carico dell’Asp e gli introiti dei ticket vadano al Pugliese?Per non parlare dell’apparecchiatura di ultima generazione comprata dall’Asp per l’ospedale di

F. Muraca

F. Muraca

Lamezia e che ora verrà utilizzata dall’ospedale Pugliese. A ciò bisogna aggiungere anche tutti i soldi che sono stati spesi per ristrutturare i locali da destinare al reparto di audiologia di Lamezia, trasferito meno di due anni fa dall’azienda universitaria Mater Domini, per fare sorgere nella nostra città il centro regionale per gli impianti cocleari. Tutto parte con il decreto di giunta regionale n. 577 del 19.3.1999 poi modificato con il decreto della giunta regionale n. 1469 del 26.4.1999 che ha istituto il centro regionale di riferimento per gli impianti cocleari a direzione universitaria, costituto dalle unità operative di audiologia e foniatria dell’ex Asl 7 di Catanzaro e dall’azienda ospedaliera Mater Domini. Nel 2000 l’Asl 7 e l’Ao Mater Domini decidono di accorpare le due unità operative e lasciarla alle dipendenze dell’Azienda ospedaliera universitaria. Nel 2001 viene stipulato dall’ex Asl 7, dalla Mater Domini e dalla Regione Calabria un atto d’intesa per l’accorpamento funzionale delle unità operative di audiologia e foniatria, già esistenti nelle rispettive aziende, ai fini dell’espletamento delle attività chirurgiche di impiantologia cocleare e di Otorinolaringoiatria.Il 10.2.2012  l’Asp di Catanzaro e l’Azienda universitaria Mater Domini hanno proceduto   allo scorporo funzionale dell’unità operativa di audiologia e foniatria dell’azienda universitaria da quella a direzione ospedaliera ex Asl 7, ricollocando le attività nuovamente presso l’Asp di Catanzaro e quindi trasferendo tutto il personale all’Asp, a decorrere dal 1.03.2012.Il 17.9.2013 l’ex dg dell’Asp Mancuso e quello del Pugliese Rizzo hanno richiesto alla Regione l’autorizzazione a procedere alla stipula di un atto d’intesa per la collocazione dell’unità operativa complessa di audiologia e foniatria dell’Asp di Catanzaro nei locali dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio. Il dg del Dipartimento Tutela della salute, con nota del 30.9.2013, ha comunicato ai direttori generali delle due Aziende che, “ferme restando le indicazioni contenute nella stessa nota, una tale tipologia organizzativa avrebbe potuto trovare soluzione solo nell’ambito dell’autonomia gestionale delle SanitàAziende  interessate, non contrastando con le previsioni del piano di rientro e con le indicazioni dei successivi decreti di attuazione”. L’Asp di Catanzaro, acquisiti i pareri dei direttori sanitario (Mario Catalano) e amministrativo (Giuseppe Pugliese), ha deliberato di disporre la collocazione dell’U.O. complessa di audiologia e foniatria dell’Asp di Catanzaro nei locali del presidio ospedaliero Pugliese-Ciaccio. Siamo di fronte a un conflitto d’interesse non di poco conto, dato che Mario Catalano all’epoca era direttore sanitario dell’Asp (e oggi dg f.f.) e anche primario di tale reparto. Ma la cosa che va chiarita, prima che questo trasferimento del reparto sia completato e la città di Lamezia sia spogliata di un altro servizio a scapito dei cittadini, è se questa operazione di trasferire fisicamente l’unità operativa in un’altra Azienda sia legittima oppure no, considerando che l’ASP di Catanzaro ha utilizzato risorse economiche per un servizio che era destinato a Lamezia e che continuerà a farsi carico dell’intero costo della struttura, compresi gli stipendi del personale, senza ottenere benefici né per l’Azienda né per i lametini.