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Aumento di capitale SACAL, Barbanti: “Per il comune di Lamezia Terme disastro annunciato e soluzione improponibile”

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Il 24 settembre con un articolo denunciavo che – come prevede la normativa vigente – la Sacal avrebbe dovuto provvedere ad un aumento di capitale di circa 5,2 milioni di euro pena la revoca della concessione con relativo ed “immaginabile” danno per l’economia della nostra Regione. Inoltre aggiungevo che il Comune di Lamezia come titolare del 20,7% delle quote del capitale che ne fanno il primo azionista, non disponeva minimamente di quel milione di euro circa che avrebbe dovuto corrispondere e si sarebbe dovuto studiare una soluzione per tempo.

E così, arrivati al redde rationem, la previsione si è avverata ma di una soluzione concreta e percorribile non ve n’è traccia.

La soluzione individuata infatti non solo appare confusa, pasticciata e poco realizzabile, ma rischia di essere una beffa per i cittadini. Nella delibera comunale infatti, da un lato si parla di azionariato diffuso mentre dall’altro si fa riferimento ad una norma del codice civile (artt. 782. 783 e 792) che disciplina le donazioni.

La differenza tra le due cose è rilevante: nel primo caso, infatti, i cittadini effettuerebbero un vero e proprio investimento diventando titolari di quote dell’azienda con tutti i diritti che ne conseguono, nel secondo invece regalerebbero al comune i loro soldi, un po’ come si fa con una colletta, con il vincolo che l’amministrazione li spenda per sottoscrivere l’aumento di capitale. Insomma, per sottoscrivere tutto l’aumento di 1 milione di euro, ogni cittadino lametino dovrebbe versare nelle casse comunali mediamente circa 15 euro.

Il rischio è quello di un forte ridimensionamento nel controllo della società da parte del Comune di Lamezia; insomma, l’amministrazione comunale conterebbe sempre di meno nella gestione e nella vita del principale aeroporto calabrese che è proprio sul suo territorio.

Un ulteriore depauperamento di una ricchezza che si è andata formando nel corso degli anni. Viene a questo punto da chiedersi, oltre alla concreta realizzabilità dell’operazione da realizzarsi in meno di 10 giorni, che fine abbiano fatto i soldi dei cittadini lametini versati con le tasse. Soldi che, se gestiti con lungimiranza ed oculatezza, sarebbero dovuti servire anche per mantenere il ruolo di primo azionista nella SACAL. E purtroppo, chiusa ormai la “finestra” del piano di riequilibrio, nel quale si poteva provare ad inserire anche questo investimento, non si intravedono all’orizzonte altre soluzioni (a meno che non si vada all’ennesimo rinvio dell’aumento di capitale) e mi sa che ci toccherà vedere un pezzo del nostro aeroporto finire nelle mani di qualche investitore privato.

Sebastiano Barbanti

Deputato XVIILegislatura