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Avanzata una proposta per rendere vivo il ricordo del poeta sambiasino FRANCO COSTABILE.

Il movimento culturale intende lanciare una proposta che nella sua realizzazione può dare nuova visibilità tanto al poeta, quanto alla nostra città.
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Avanzata una proposta per rendere vivo il ricordo del poeta sambiasino FRANCO COSTABILE.

L’interesse che il movimento culturale “Dorian – la cultura rende giovani” ha nei confronti del poeta Franco Costabile è risaputo, prova ne è la serata denominata “Rêverie degli Ulivi”, con la quale, il 27 agosto, ha ricordato il poeta nel 95° anniversario della nascita.

Un interesse che non potrebbe non sussistere, vista l’attenzione totalitaria rivolta dal movimento culturale verso l’intero patrimonio di conoscenze che il nostro territorio è capace di elargire e del quale riteniamo che Costabile sia una delle punte di diamante.

Proprio per ravvivare sempre più la sensibilizzazione e l’interesse verso il poeta di Sambiase, il movimento culturale intende lanciare una proposta che nella sua realizzazione può dare nuova visibilità tanto al poeta, quanto alla nostra città.

L’idea che il movimento “Dorian” intende proporre è nata dopo un colloquio con un nostro sostenitore, Paolo Cimorelli, il quale, entusiasta, ci ha raccontato di un suo viaggio a Bologna e di aver ammirato la strada in cui ebbe i natali Lucio Dalla interamente arredata con luminarie che riproducono alcuni versi delle canzoni del celebre cantautore.

Ci chiediamo perché non fare qualcosa di simile anche a Lamezia con le poesie di Franco Costabile?

Un’installazione da collocare all’inizio di via Domenico Porchio, all’inizio del quartiere Miraglia, nel centro storico di Sambiase, nella zona in cui risiede la casa natale di Franco Costabile – cantore per eccellenza di ciò che Iacopetta definì Calabritudine – e che arrivi fino alla chiesetta dell’Addolorata o perlomeno in piazzetta Santa Sofia, ove vi è l’ingresso del parco Gancìa.

Franco Costabile nella sua poesia, in due soli libri – La via degli ulivi (1950) e La rosa nel bicchiere (1961) – affronta diversi temi attinenti alla società calabrese dell’epoca, in genere con versi brevissimi, martellanti, con soluzioni linguistiche innovative sul piano formale, con una ben precisa valutazione storica, e senza il tradizionale e sterile “lamento” dell’intellettuale del Sud. Nella produzione costabiliana spicca, inoltre, “Il canto dei nuovi emigranti”, pubblicato in Sette Piaghe d’Italia (1964), insieme ai componimenti di altri autori tipo Sciascia, il quale è stato definito da Vigorelli come “uno tra i più spietati, ed ispirati, inni civili dal ’45 ad oggi”.

Il nostro invito è, dunque, la realizzazione di un’installazione che riproduca i versi di Franco Costabile. Giovanni Mazzei, ideatore del movimento culturale, dichiara come: “Tale opera oltre alla valorizzazione del poeta avrebbe ricadute importanti – in termini di rivalutazione e sviluppo – sullo stesso centro storico, favorendo anche dinamiche turistiche e culturali non indifferenti, affrancando lo stesso dallo stato di abbandono e desolazione nei quali le zone antiche della città versano”.

Essa potrebbe essere costituita da luminarie o realizzata in altro materiale e illuminata tramite appositi faretti.

La scelta dei versi verrebbe operata tramite sondaggio sui social, offrendo al pubblico una scelta di brani fra i quali scegliere. In tale ottica la pagina facebook del movimento culturale “Dorian – la cultura rende giovani”, si dichiara disponibile ad ospitare tale strumento.

L’auspicio è che a breve Lamezia, dopo un triste e buio periodo, riesca nuovamente a ritrovare la speranza e l’entusiasmo perduti; l’augurio è che dopo questo lungo incubo Lamezia Terme si svegli e nuovamente si alzi – mettendo a terra il piede giusto – riaccendendo la luce che le consenta di imboccare una strada nuova e propizia.

L’invito è quindi rivolto in special modo alle venture forze politiche, con la speranza che – ottemperate le priorità – possano consegnare a Lamezia e alla sua comunità un gesto di raccordo con la propria storia e la proprie radici, proiettando nel futuro l’immagine di una città colta e sensibile.