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Avrà delle “conseguenze” la candidatura dell’avvocato Enzo Richichi a Sindaco di Lamezia ?

Lo ipotizza il M5S, spiegandone i motivi
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Avrà delle  “conseguenze” la candidatura dell’avvocato Enzo Richichi a Sindaco di Lamezia ?

” Non mi pare che questo caso ricada nelle ipotesi di ineleggibilità previste dalla legge e non sta a me ma ad altri di valutarle, ma voglio dare atto all’amico Richichi della sua profonda onestà intellettuale e sono sicuro che lui stesso rifletterà su tali fatti e sulle ragioni d’opportunità che già lo hanno giustamente indotto a rifiutare la presidenza della Multiservizi e ne trarrà le ovvie conseguenze” : è la dichiarazione rilasciata dal candidato – Sindaco per il M5S, avvocato Giuseppe D’Ippolito, all’indomani della nomina dell’avvocato Enzo Richichi a candidato Sindaco scelto dal PD e che, molto probabilmente, lo sarà anche per tutta la coalizione del centrosinistra.

Quella di D’Ippolito appare a prima vista come una risposta buonista a tale scelta; ma, in effetti, dietro c’è tutto un apparato di dichiarate “conseguenze”, come già le pone in avanti lo stesso M5S tramite un apposito comunicato stampa:

Conseguenze –sottolinea il Movimento grillino- che se forse non portano ad una causa di ineleggibilità, ma che sicuramente rappresentano un grave e palese caso di conflitto d’interessi che peserà per tutta la campagna elettorale, come un macigno.

Questa sarà la nostra campagna elettorale: proposte, denunce, informazione o, come si diceva una volta, contro-informazione”.

Il caso nasce da una proposta avanzata qualche giorno fa da parte dell’attuale Giunta comunale lametina allo stesso avvocato Richichi, per come si pone in evidenza nello stesso comunicato:

“Non sono passati che pochi giorni da quando il fresco candidato a sindaco del PD, avv. Vincenzo Richichi, ha rifiutato l’incarico di presidente della Lamezia Multiservizi, generosamente offertogli da Speranza per tentare di riconciliarsi col PD e magari anche con la sen. Lo Moro.

Per motivare il rifiuto, l’avv. Richichi ha fatto presente che una sua società aveva vinto da appena un anno una gara di appalto dalla stessa Multiservizi: la nomina non gli era sembrata opportuna.

Strano che dopo soli pochi giorni, tale ragione di opportunità non esista più quando si tratta di candidarsi a sindaco cioè alla carica di colui che esercita il controllo di gestione sulla Multiservizi che, come tutti sanno, é una società in house del comune”.