Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Basta carne di cane e attenzione al kebab!

,
421 0

È l’ultima “atrocità per turisti”: carne di cane spacciata per pollo venduta in ristoranti, chioschetti e ambulanti!

L’orrore è frutto di un accurato reportage dell’Associazione Animals Australia, che grazie ad un investigatore sotto copertura, ha documentato la cattura, la violenza e il macello di migliaia di cani a Bali, paradiso dell’Indonesia.

Si parla di una cifra assurda: circa 70.000 cani all’anno rinchiusi in gabbie di bambù o sacchi di plastica, con le zampe e il muso legato, lasciati senza cibo né acqua anche per due/tre giorni prima di essere massacrati e macellati.

È purtroppo un mercato fiorente, quello di animali a costo zero, catturati e avvelenati ogni notte, smembrati, dissanguati e “cotti a puntino”, propinati come pollo ad ignari turisti che approdano su spiagge da sogno e si tuffano in un mare incontaminato, alimentando inconsapevolmente una barbarie che non può essere in alcun modo tollerata dal mondo civile!

L’Associazione No Profit Change Destiny sostiene la petizione lanciata da Animals Australia al link diretto https://secure.animalsaustralia.org/take_action/bali-dog-meat-trade o nella sezione “Petizioni” del Portale della Change Destiny www.change-destiny.org/petizioni.html, affinché il Governo Indonesiano metta fine ad una pratica così raccapricciante e disumana.

La Change Destiny inoltre, come chiaro e concreto segnale, invita tutti gli amici dei Cani a boicottare le vacanze a Bali e in ogni altro Paese –specialmente nel Sudest asiatico- dove ancora, nonostante le proteste mondiali, purtroppo spietatezza e brutalità contro i nostri fedeli Amici a 4 Zampe rappresentano la normalità.

Dobbiamo agire e subito, con tutte le armi pacifiche in nostro possesso!

E per coloro –speriamo pochi- che non fossero ancora abbastanza disgustati, offriamo uno spunto di riflessione supportato dai fatti… Uno studio inglese della Food Standards Agency ha condotto una scrupolosa indagine sul kebab, appurando la dubbia provenienza della carne utilizzata e l’oggettiva impossibilità di individuarne la tipologia: potrebbe indistintamente essere carne di cane, gatto e topo.

Quindi, quella che potrebbe sembrare una problematica così distante da noi, in realtà è molto più vicina di quanto si pensi…

Massima allerta, a quello che mangiamo!

Dott.sa Angela E.M. Morabito
Antropologa
Presidente Ass.ne No Profit Change Destiny
www.change-destiny.org