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Birra artigianale calabrese

Gli artigiani della birra al Parco Peppino Impastato
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Sabato 5 luglio, presso il parco “Peppino Impastato” di Lamezia Terme, si terrà il “Festival della buona birra artigianale” organizzato da: Pieffe comunicazioni e Talìa Impresa sociale ed in collaborazione con la condotta Slow Food di Lamezia. Slogan della manifestazione è: “Fermento culturale”. Proprio questo fermento culturale è ciò che ha dato il via al festival, che ha come finalità quella di dar voce e rilievo a una realtà, come quella della birra artigianale, in via d’espansione e non più legata esclusivamente alla passione di qualche amatore. Si è deciso di lavorare solo con prodotti calabresi, non solo per una valorizzazione, anche culturale del nostro territorio, ma perché le nostre produzioni rappresentano ormai un’eccellenza all’interno del panorama nazionale.

L’intento di Slow Food è di valorizzare i territori, quindi essendo a Lamezia, la nostra attività deve valorizzare la produzione agricola del nostro territorio. Non tutti sanno, ad esempio, che la sola provincia di Catanzaro produce più olio della Toscana e dell’Umbria, messe insieme. Questo dato mette in risalto l’importanza che l’agricoltura riveste, e deve rivestire, per la formazione della nostra identità.

Questo è quanto affermato da Antonello Rispoli, fiduciario della condotta Slow Food di Lamezia, che aggiunge:

Il nostro obiettivo è di promuovere un concetto di cibo buono, pulito e giusto. Ci sembrava corretto, quindi, far sì che accanto all’abbinamento classico del vino favorissimo in un qualche modo anche la degustazione di una buona birra locale.

Il classico abbinamento birra e pizza è ormai assolutamente riduttivo. Molte delle nostre birre artigianali risultano essere ottimi abbinamenti per i prodotti tipici della gastronomia calabrese come le carni o il pesce azzurro. Considerando ciò, una piccola osteria con cucina tipica calabrese può offrire ai propri clienti non solo un vino locale ma anche una buona birra made in Calabria sponsorizzando ancor più il territorio e rinnovare la tradizione per mezzo dell’innovazione. Nel corso di quest’appuntamento è stato presentato il birrificio Esperia di Catanzaro Lido, fondato nel 2007.  Il birrificio di Gianni Mellace e Cristina Alexoa, seguendo una progettazione del tutto innovativa e tecnologica con un impianto moderno è un’eccellenza non solo in ambito calabrese ma nazionale. Produttore, oltre che della birra col proprio marchio, anche la birra “Bona” di Siracusa, della “Zion” di Rende (CS), e, presto, della birra “Hipponion” di Vibo.

La birra artigiana nasce, soprattutto, dalla passione. La passione si può trasmettere solo vivendola

La passione è, appunto, ciò che ha spinto il sig. Mellace alla produzione della birra. Passione nata durante un soggiorno in Francia e Belgio dove ha potuto avere un contatto diretto con le brasseriè, antichi centri di produzione della birra artigianale, e che ha poi importato in Italia, tentando di mettere in rilievo la cultura della birra, spesso messa in secondo piano rispetto alla cultura del vino.

La birra non nasce gassata, poiché in origine, i monaci non disponevano, ovviamente, di CO2!

La Esperia, da buona birra artigianale qual è, si presenta quindi con una gassatura minima e naturale data dal processo di fermentazione, fattore che, di conseguenza, determinerà una netta diminuzione della classica sensazione di gonfiore data dalla birra.

Una produzione lenta e faticosa, che va seguita, in ogni passaggio, con attenzione e concentrazione, per avere un risultato d’eccellenza, un prodotto unico, biologico, non pastorizzato e non alterato.

Questo il percorso che ha portato l’azienda catanzarese ad divenire un prodotto d’élite nel panorama del gourmet italiano. Le birre prodotte da Esperia sono: la bionda speciale (lager); la bionda waizen (waizen); la rossa doppio malto (ale inglese); e la birra nera (stout irlandese).