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Bucatini all’amatriciana: Marilena Cittadino e il racconto baudelairiano della giovane protagonista Costance

Efficace l’abbinamento con alcune opere pittoriche di Rina Minardi e di Aurora Amato
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Già, da subito, il titolo dato da Marilena Cittadino al suo libro è veramente accattivante: “Bucatini all’ amatriciana”. Non solo riconduce al pensiero di gustare una graditissima e nota pietanza culinaria, quanto alla necessità di entrare nel pensiero dell’Autrice per svelare il perché di questo titolo ed i contenuti del libro stesso.

È un libro molto bello e ricco di metafore, come sottolinea il professor Giovanni Buffone nell’esporre la sua critica letteraria dinanzi ad una platea di persone molto ampia e particolarmente “stuzzicata” da questa idea di presentazione del libro in una frizzante serata di metà estate ed in uno scenario ritoccato da alcune belle opere pittoriche di Rina Minardi e di Aurora Amato. Le trame si intersecano tra  una serie di personaggi che molto bene interpretano lo stile di Balzac, così abile nel descrivere cose e personaggi che non stancano mai.

Costance, la protagonista sconosciuta ed intrigante del libro, ha l’amore sviscerato verso la cucina, che diventa per lei come un  rifugio dell’anima. È una donna fragile e contemporaneamente  forte, abituata a coltivare la pianta dell’amore, smaniosa di raccoglierne i frutti preferiti. La storia di Costance può anche apparire come la storia di ciascuno di noi, dove – leggendola – vi trova i propri accostamenti, proprio come in un viaggio interiore che si presta ad essere anche un viaggio di crescita.

La protagonista, Costance, ha una sua grande forza interiore, attraverso la quale riesce a superare qualsiasi difficoltà.
Suggestiva diventa poi la descrizione di una partenza per l’Italia, in un paese che conosce, anche se rimane per lei sempre una citta estranea e quindi stenta  a rientrare nel ritmo giusto della sua vita. Costance incontra poi l’uomo che in fondo ha sempre cercato nella sua vita e diventa la sua meta, quasi come fosse stato un paradiso. Thomas Milton sosteneva che il paradiso si raggiunge sempre se l’amore lo sospinge fino a quelle vette. Infine, la protagonista ritrova una serenità quanto meno apparente.

Il libro mette in risalto la grandezza della dignità femminile. L’abilità dell’autrice è che fa dire ai suoi personaggi femminili quel che pensano, come da copione a copione, da avventura in avventura, dove gli uomini incontrati portano una certa dolcezza nella sua vita. Chiamatelo, pure, se volete, “un gioco d’amore”.

Il libro  contiene anche  una ricca varietà di ricette, tra le quali i bucatini alla matriciana. Del resto, Costance, ha nella cucina una sua grande alleata, un rifugio dei sensi e dell’anima.

bucatini alla matriciana