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Calabria a rischio idrogeologico. Si corre ai rimedi

Per la Calabria sono previsti complessivamente 185 interventi, per un totale di spesa di 220 milioni (di cui 110 da fondi ministeriali e 110 da fondi regionali).
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Non se la passa decisamente bene la Calabria sul fronte dei rischi reali nel campo idrogeologico; ed è proprio per queste accertate evidenze che s’è deciso di accelerare la costruzione di tutti quei previsti sistemi di sicurezza, approfittando dello stanziamento di 220 milioni di euro per un totale complessivo di 185 interventi ( di cui 110 da fondi ministeriali e 110 da fondi regionali).

Tra questi primi interventi, la sistemazione degli argini del fiume Crati nella piana di Sibari e del torrente Budello nella piana di Gioia Tauro. Due delle situazioni di maggiore rischio che vive attualmente la Calabria e che già in passato hanno dimostrato tutto il loro potenziale di emergenza sia per gli abitanti delle due aree che per la tenuta idrogeologica del territorio.

Responsabile di questa programmazione è stato nominato un Commissario ad acta nominato dal Governo nazionale, nella persona di Maurizio Croce, per l’attuazione del piano di riqualificazione del territorio, previsto in un accordo nazionale tra Stato e Regioni risalente 2011.

In soli due mesi – commenta Croce – abbiamo avviato altri 59 cantieri, 5 dei quali già conclusi, 16 in corso di esecuzione e 38 in fase di gara d’appalto”. Il tutto per un impegno di spesa complessivo di 69 milioni, circa un terzo dei fondi previsti per la Calabria.

Le abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni hanno nuovamente portato alla luce il problema.

A livello regionale – commenta Croce – c’è ancora tanto da fare. Ma ad oggi, almeno secondo una mia valutazione, non ci sono le condizioni per richiedere lo stato di calamità, che normalmente viene assegnato per eventi alluvionali molto più grossi. In questo caso siamo di fronte a situazioni di fragilità sul territorio che vanno sanate nell’ambito degli interventi già previsti”.