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Calabria: i 5 stelle avviano percorso per legge regionale su riassetto sanitario

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Calabria: i 5 stelle avviano percorso per legge regionale su riassetto sanitario

Ieri a Tropea (Vv) la deputata M5s Dalila Nesci ha annunciato una proposta di legge regionale sulla gestione amministrativa della sanità calabrese, per la quale partirà a breve una raccolta di firme nelle piazze. L’annuncio è avvenuto durante l’incontro “Sanità calabrese: Tutta la verità”, tenuto presso la biblioteca comunale “Albino Lorenzo” e promosso dalla stessa deputata Nesci. Hanno partecipato anche il deputato M5s Paolo Parentela, il consigliere nazionale di Anaao-Assomed (il sindacato dei medici dirigenti) Gianluigi Scaffidi e il dottor Giacinto Nanci, medico di base e rappresentante dell’associazione Mediass. Il giornalista Emiliano Morrone ha moderato l’incontro, da cui è emerso che la Calabria è la regione più penalizzata per la sanità, dato l’alto numero di malati in più rispetto agli altri territori: circa 287mila, come certificato anche dalla struttura commissariale per il rientro dal disavanzo. Partendo da questo dato, Nanci ha testimoniato come dal 1999 ad oggi manchino nelle casse regionali ben 1 miliardo 700 milioni, che avrebbero permesso di tutelare il diritto alla salute, se lo Stato non li avesse sottratti alla Calabria. Un credito inspiegabilmente “trasformato” in debito, che per un vero e proprio imbroglio ha portato la Regione Calabria ad essere sottoposta a piano di rientro e ad essere commissariata, come denunciato anche in una specifica interpellanza di Nesci, cui il governonon ha ancora risposto.

Dopo Nanci è intervenuto Paolo Parentela, deputato M5s che ha fatto delle problematiche ambientali il vessillo della sua attività parlamentare. Non a caso, Parentela ha illustrato le azioni del gruppo M5s a Montecitorio in materia, strettamente collegata alla sanità, specie in una regione come la Calabria, fortemente inquinata. Non poteva, a riguardo, mancare un riferimento all’attualità più stringente, con l’invito a partecipare al referendum di domenica 17 aprile, per votare sì al blocco delle trivellazioni, in difesa del mare.

La parola, poi, è passata al dottor Gianluigi Scaffidi, che si è ricollegato immediatamente a quanto illustrato già da Nanci. Il consigliere Anaao-Assomed si è soffermato sull’ospedale di Tropea, uno dei più martoriati dal Dca 30/2016 (quello relativo alla nuova rete assistenziale) dei commissari Massimo Scura e Andrea Urbani. Basti questo: il nosocomio tropeano ha a disposizione 35 posti letto, ma di norma ne dovrebbe avere almeno 60. Ecco perché, ha detto Scaffidi, se il sindaco di Tropea, Giuseppe Rodolico, vuole, il Movimento cinque stelle è pronto a scrivere gratuitamente il ricorso contro il decreto commissariale. Si attende, dunque, soltanto un segnale da Rodolico, se davvero si vuole cambiare le sorti dell’ospedale di Tropea.

Infine, a intervenire è stata la deputata Dalila Nesci, che già aveva preso la parola a inizio dibattito, illustrando come il pur lodevole comitato per la difesa dell’ospedale tropeano non le abbia concesso di parlare alla manifestazione dei giorni sabato scorsi. In conclusione Nesci ha presentato in generale la proposta di iniziativa legislativa partorita dalla task force sulla sanità calabrese, che la deputata stessa ha messo in piedi con l’apporto significativo, oltre a Nanci e Scaffidi, dei dirigenti medici Tullio Laino, autore della bozza dell’articolato della proposta di legge regionale, Ivan Potente e Antonio Scuteri .

La proposta, che mira a un riordino dell’assetto delle strutture sanitarie, prevede la creazione di tre macro-aree – Nord, Centro e Sud – e tre aziende sanitarie e tre aziende ospedaliere per ognuna di queste. Ma non basta: il disegno di legge, infatti, si basa anche su una netta distinzione tra aziende sanitarie e aziende ospedaliere. Queste ultime, infatti, si occuperanno soltanto della gestione degli ospedali; tutto il resto (e dunque anche dell’ambito amministrativo), invece, rientrerà nelle competenze delle tre aziende sanitarie. Si tratta di una bozza, condivisa tutti i parlamentari e portavoce M5s calabresi, nonché con gli attivisti del Movimento, che lavoreranno insieme alla sua definizione, per raccogliere le firme necessarie alla presentazione presso il Consiglio regionale. Nesci comincerà un tour per le piazze della Calabria, per presentare insieme a Laino e agli altri componenti della task force la proposta di legge in questione, con l’obiettivo di concorrere a sollevare la sanità regionale, riducendo sprechi e migliorando la gestione delle strutture.

Insomma, si tratta di un tentativo concreto di costruire una nuova sanità per la Calabria. Nesci ha ricordato, infine, che il Movimento 5 stelle è al servizio dei cittadini, è uno strumento dei cittadini per agire insieme, consapevolmente. «Solo ritornando ad essere comunità – ha sottolineato la Nesci – si può trovare una via d’uscita da questa situazione difficile di mancanza di democrazia effettiva e di diritti, a partire da quello alla salute».