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Calabria: Nesci (M5S) investe il governo dei guai della Campanella, “menefreghismo di Oliverio e Quattrone”

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Calabria: Nesci (M5S) investe il governo dei guai della Campanella, “menefreghismo di Oliverio e Quattrone”

La deputata M5s Dalila Nesci ha interrogato il presidente del Consiglio e i ministri della Salute e dell’Economia sui problemi della Fondazione Tommaso Campanella, in liquidazione.

La parlamentare ha chiesto loro «quali iniziative urgenti intendano assumere per favorirne la risoluzione, soprattutto dato che la regione Calabria è sottoposta a piano di rientro e in ragione della pesante sofferenza, intanto economica, degli ex lavoratori della Fondazione Campanella, rimasti vittime uniche di un intero sistema».

Nell’interrogazione la deputata 5 stelle compaiono i silenzi del governo, cui il 17 giugno scorso il commissario liquidatore della Campanella, Andrea Bonifacio, aveva esposto fatti gravi: l’immobilismo tenuto dai soci Regione Calabria e Università di Catanzaro, la mancata gestione dei rischi legali e l’indifferenza davanti alle proposte. Nell’atto la parlamentare ha scritto che per la Fondazione è stata accertata una «situazione debitoria di 88,4 milioni di euro oltre a 23,5 milioni per accantonamenti».

La parlamentare ha aggiunto che all’inventario della Campanella mancano stazioni diagnostiche, computer portatili, monitor e attrezzature per un controvalore complessivo di circa 644 mila euro. Il commissario liquidatore ha già citato la Regione Calabria, la Aou Mater Domini e l’Università di Catanzaro «per i costi sostenuti – prosegue l’interrogazione – per la gestione delle unità operative a direzione universitaria estranee all’ambito oncologico nel periodo dal 01/01/2012 sino al 01/08/2014, per l’importo complessivo di  38.950.490,3 di euro».

Circa, poi, l’acquisizione di beni e servizi alla luce della normativa sugli appalti e anticorruzione, il commissario liquidatore ha segnalato che «dall’analisi dei decreti di assegnazione – si legge nell’interrogazione di Nesci – risulta che la stragrande maggioranza degli stessi sono stati effettuati sotto soglia, anche in maniera sistematica, ripetitiva e consistente». Vi sono poi passaggi su una tenuta anomala dei conti. In particolare, figura che «alla data del 30.09.2015 nei confronti del policlinico universitario Mater Domini residuano iscritti nel bilancio della Fondazione crediti per circa  28,856 milioni, debiti per circa 27,232 milioni e fondi per oneri per 9,932 milioni di euro». Ciononostante, per i consulenti Bonura e Passi «non risultano – si legge – debiti intrattenuti dal Mater Domini nei confronti della Fondazione Tommaso Campanella». La parlamentare M5s ha chiesto pure «quali verifiche i ministri interrogati intendano attivare in relazione agli elementi forniti dai citati consulenti dell’Aou Mater Domini, discordanti con gli accertamenti effettuati dal commissario liquidatore Bonifacio». Nesci commenta: «Il quadro è gravissimo come il menefreghismo del governatore regionale Oliverio e del rettore Quattrone. Il caso Campanella è paradigmatico del ruolo che l’Università di Catanzaro ha finora giocato nella sanità calabrese. Ciononostante, l’ateneo vorrebbe perfino inghiottire l’ospedale Pugliese-Ciaccio con l’integrazione di cui tanto si discute».