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Calabria: sanità, fa tappa a Corigliano (Cs) il tour parlamentare 5 stelle sulla legge di riassetto

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Sabato 7 maggio fa tappa nella sala polivalente del castello di Corigliano (Cs), alle ore 17, il tour dei parlamentari 5 stelle “Sanità calabrese: tutta la verità”, con il quale il movimento calabrese sta condividendo nei territori la proposta di legge regionale sul riassetto istituzionale della sanità in Calabria, promossa dalla deputata Dalila Nesci, coadiuvata da specialisti del settore. Oltre a Nesci, all’appuntamento pubblico, moderato dal legale Francesco Forciniti, interverranno i parlamentari 5 stelle Federica Dieni, Nicola Morra e Paolo Parentela, i consiglieri comunali M5s Davide Tavernise, di Mirto Crosia, e Francesco Sapia, di Corigliano, insieme a Tullio Laino, già dirigente dell’Asp di Cosenza e consulente per la specifica proposta di legge. In un comunicato congiunto, i 5 stelle precisano: «È un dovere civico, al di là dei colori della politica, contribuire a migliorare i servizi sanitari nella regione, danneggiati da un piano di rientro infondato, fatto di approssimazione e abusi e condotto senza ascolto delle comunità locali». «Per questo – aggiungono i 5 stelle – in un contesto generale di silenzio e bugie quotidiane del potere, il Movimento agisce sul terreno della concretezza, proponendo, con la nostra legge regionale di iniziativa popolare, una diminuzione e differenziazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, per ridurre i costi pubblici e rendere più efficiente la gestione dei servizi». «Riguardo all’ospedale di Corigliano – precisano i 5 stelle – ci siamo di recente occupati della grave carenza di personale in pronto soccorso, chiedendo al direttore generale dell’Asp di Cosenza di utilizzare personale che sia altrove in esubero, senza aspettare, per la necessaria copertura dei posti vacanti, la conclusione di procedure di concorso». «Siamo convinti – concludono i 5 stelle – che il primo passo per cambiare davvero la sanità calabrese sia il coinvolgimento popolare nell’interesse di tutti. Infatti, l’indifferenza del governo nazionale e la complicità di quello regionale hanno creato sfiducia collettiva e pesante rassegnazione».