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Canale svela i motivi della sua non candidatura per le primarie

La mancata rinuncia di Oliverio fa ritirare il penalista reggino, ma non solo..
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Canale svela i motivi della sua non candidatura per le primarie

Come anticipato ieri, le acque sono agitate in casa del partito democratico calabrese. Difficile da decifrare l’arcipelago in salsa bianco rossa. Questa mattina la lunga conferenza stampa di Massimo Canale, trombato candidato unitario, lo ha confermato, certo non ha rivelato tutto. Con signorilità ha spiegato i fatti e la lealtà del tentativo dei renziani di trovare un candidato che unisse il partito democratico. Inizialmente sembrava unito tutto il gruppo che lo aveva sostenuto per la segreteria regionale, poi come appreso dalla cronaca il presidente Mario Oliverio con i suoi ha deciso di correre comunque e di non consentire una strada unitaria con le varie anime. Canale ha detto chiaramente: “È bene che si sappia che l’ipotesi di una candidatura sul mio nome come segreterio regionale e avallata da quella nazionale, con la quale sono stato in contatto continuo, intendeva superare lo schema congressuale tra renziani e non. Proprio ciò che invece è accaduto”. Cosi Canale ha spiegato nella sede regionale del Pd  aggiungendo di aver “sentito il bisogno di fare questa conferenza stampa dopo un mese di assoluto silenzio per dare la mia versione dei fatti. Si era lavorato per raggiungere un duplice obiettivo e contare su un’unica candidatura del Pd alle primarie del centrosinistra e al contempo, superare la fase congressuale attraverso l’unità delle varie aree. La mia candidatura pur avendo raccolto la convergenza di civatiani, federazione di Reggio Calabria, Villella e di tutto il gruppo dei consiglieri regionali renziani, si è fermata al momento in cui il presidente della provincia di Cosenza Mario Oliverio contattato dal vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini ha ribadito di non essere disposto a ritirare la sua candidatura”.

In questo quadro il tentativo unitario era caduto per merito del gruppo cosentino, che voleva giocare la carta Mario Oliverio forte di un consenso territoriale articolato. “A questo punto – ha detto Canale – è venuta meno la ragione stessa della candidatura, che non sarebbe stata più unitaria. Non potevo certo reinventarmi renziano. Si ritorna allo schema congressuale tra i renziani che hanno scelto legittimamente Gianluca Callipo, un loro esponente, e i non renziani, che sostengono Oliverio, ma rappresentavo il candidato unitario delle segreterie regionale e nazionale. Candidatura che fallisce per la determinazione di Oliverio di rimanere in campo. in ogni caso non avrei accettato di fare il candidato di una parte.”