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Capitolo 6* -IL MUSEO ARCHEOLOGICO

Capitolo sesto del libro: "Lamezia: da conoscere e da amare-
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Capitolo 6* -IL MUSEO ARCHEOLOGICO

Atrio del Complesso Monumentale del San Domenico

Nella convinzione, maturata da poderosi studi storici e facilitata dagli innumerevoli ed interessanti ritrovamenti archeologici, sulla ipotesi che l’attuale Lamezia Terme fosse sorta sulle rovine assopite nelle misteriose viscere di questa terra, acquista importanza fondamentale la presenza del Museo Archeologico Lametino, che -al termine di varie iniziative succedutesi in svariati anni e che sfociarono nell’assunzione di una apposita delibera comunale del 1989 , su proposta dell’allora Assessore alla Cultura -Rag.Massimo Sdanganelli- fu finalmente inaugurato il 28 luglio del  1997 , per merito di una sensibile ed efficace determinazione assunta dal Sindaco di allora, la Dottoressa Doris Lo Moro, su preziosissimo apporto da parte della Soprintendenza Archeologica della Calabria.

Il Museo, che ha trovato opportuna e suggestiva collocazione nella straordinaria cornice dell’ex Convento di San Domenico e che ospita interessanti reperti archeologici ritrovati via via nelle viscere del territorio lametino e che risalgono ad un periodo storico che va dalla Preistoria fino al Medioevo, è stato sapientemente suddiviso in tre distinte sezioni di riferimento : Preistorica, Classica e Medioevale.

Ogni Sezione è poi ordinata con delle apposite vetrine , che accolgono una varietà di materiale archeologico, di grandi effetti e di documentata rilevanza ai fini delle conoscenze, nonché per ulteriori studi che portano a scoprire direttamente non soltanto il volto storico e culturale di questa stupenda porzione di territorio, quanto di tutta la Calabria.

Nella dovuta sintesi, la composizione del Museo è quindi scandagliata in Sezioni e ,queste, in vetrine.

Prima Sezione ( Unica Sala) – IL PREISTORICO

E’ dedicata alla Preistoria, che ha interessato il comprensorio del lametino ma che ramifica i suoi riferimenti nel più ampio contesto regionale. Questa Sezione è poi suddivisa in varie vetrine espositive che mettono in risalto forme di vita e di società formatesi fin nella Preistoria e che trovano espressioni significative in un arco di tempo che si ramifica dal Paleolitico fino all’età del bronzo. Tali vetrine espositive sono così organizzate :

1^ vetrina :  strumenti litici risalenti al Paleolitico Inferiore Arcaico, facenti parte di una terrazza dominante l’abitato di San Pietro Lametino, a pochi chilometri dal centro urbano di Lamezia.

2^ vetrina : dedicata al Paleolitico medio, mostra ancora strumenti litici risalenti allo specifico periodo storico.

3^ vetrina :  materiali archeologici risalenti al periodo neolitico, periodo ampiamente attestato nella piana di Curinga “dove sono stati messi in luce i resti di un villaggio costruito con capanne” (dalla “Guida al percorso”).

4^ vetrina :  sono esposti sempre materiali riferiti al neolitico; qui di grande rilevanza è un’urna cineraria in stato di integra conservazione che farebbe supporre pratiche di incinerazione in questo angolo della Calabria.

La sezione preistorica si conclude con la presentazione di un laboratorio didattico in cui sono mostrati da un lato i calchi di teschi che definiscono l’evoluzione della specie umana, dall’altro l’ipotesi ricostruttiva di una fornace per la cottura dei vasi neolitici.

Seconda Sezione  – IL CLASSICO –

Prima Sala: (Magna Grecia)

Nelle vetrine allestite all’interno di questa sala troviamo altri reperti molto interessanti, tra i quali:

–   una lamina bronzea (è copia in argento della originale ospitata dal Museo di Reggio Calabria-

  • il tesoretto di Acquafredda , risalente al 520 a.C. (esposto nel piano inferiore), mentre nel piano superiore sino esposti reperti trovati in una tomba del 470 a.C. circa;
  • la tabella testamentaria, alta circa 7 cm. e parimenti larga, copia della originale che trovasi nel Museo di Reggio Calabria. La tabella, databile alla seconda metà del IV sec. A.C., contiene un testamento, in cui si dispone la divisione di una proprietà garantita dalla presenza di un magistrato (prytanis), un’anticipazione di un notaio di oggi;
  • tesoretto di Curinga (480 a.C.);
  • il tesoretto di Sant’Eufemia Vetere (400 a.C.).

Nell’ultima vetrina è esposta un’hydria, databile tra il 380 e il 370 a.C., molto affascinante per la ricca e significativa parte decorativa.

Seconda Sezione  – IL CLASSICO –

Seconda Sala:

Domina innanzitutto la vetrina centrale, dove sono state esposte tre teste femminili di differente tipologia cronologica.

Nelle altre due vetrine laterali sono esposti i materiali raccolti dagli esperti dell’Associazione Archeologica Lametina; in maggior parte sono vari contenitori a vernice nera, come – tra l’altro – una lucerna, sempre a vernice nera; un frammento di piatto e altri frammenti, sempre di piatti e sempre in vernice nera, ma usati per la portata del pesce; sono oggetti “riferibili alle suppellettili della quotidianità domestica”.

Al centro di questa seconda sala museale domina uno tra gli ultimi reperti venuti alla luce nella zona di Terina, ed esattamente in contrada san Sidero: una tomba senza fondo, rivestita con quattro lastre di pietra locale chiara, mentre la copertura è costituita da quattro lastre di pietra. All’interno della tomba, oltre ad un frammento di femore, è stata ritrovata una lucerna a vernice nera. Questa tomba è databile tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C.-

Seguendo il percorso, in una prima vetrina dopo la descritta bara, sono esposti corredi di varia tipologia ritrovati nella zona di Sant’Eufemia Vetere.

In un’altra vetrina, sempre a fianco della tomba, si può osservare una selezione di tipi di anfore usate nella piana lametina tra il V ed il IV secolo a.C.

In fondo alla sala, al centro, fa bella mostra di sé una statua alta circa 75 cm. e larga 36 cm. , rappresentante una figura muliebre; essa doveva ornare una dimora di riguardo, tipo una villa di gran lusso. E’ stata ritrovata a Sant’Eufemia Vetere ed è databile tra il II ed il I secolo a.C.

Sempre in fondo alla sala, sono stati sistemati i resti di una tomba “alla cappuccina “, di età imperiale romana. Di particolare evidenza anche la vetrina in fondo sala che accoglie 39 monete facenti parte del tesoretto di monete in bronzo ritrovati presso i “cardini di Renda” e risalenti al III sec. a.C.

Infine completano la sala una serie di strutture appartenute ad una villa romana d’età imperiale, come base di colonne e architrave.

Terza Sezione : IL MEDIOEVO

In questo scorcio espositivo si evidenzia l’influenza che la presenza e la cultura dell’età romana ebbero sul territorio lametino; esso diventa di fondamentale importanza per scoprire la secolare presenza delle “Aque Ange”, ovvero la stazione termale di Caronte conosciuta e molto apprezzata dai romani, e non solo.

Questa sala dedicata al Medioevo è composta da tre vetrine espositive medie, più un’altra grande.

Nella prima vetrina, oltre a vari reperti, sono esposti:

  • orecchini in argento del VI – VII secolo d.C., ritrovati nella chiesa dei SS 40 Martiri; così come provenienti dalla stessa chiesa sono:
  • – una lucerna del II sec. a.C.;
  • monete di età angioina.

Dopo aver ammirato alcune colonne che erano all’interno del Castello federiciano, in una vetrina grande sono esposti reperti provenienti sempre dallo stesso Castello, più un cannone di bombarda (una documentazione di indescrivibile bellezza e rarità storica, essendo certamente il pioniere delle dotazioni di artiglieria;  e, adagiati sul pavimento, alcuni reperti lapidei provenienti dagli scavi all’interno dell’Abbazia benedettina.

 


LA PRODUZIONE DI OLIO ATTRAVERSO IL TEMPO (ESPOSIZIONE IN UN CORRIDOIO  ATTIGUO ALLE SALE).

Questa interessante esposizione ha raccolto reperti sicuramente storici e che dimostrano l’antica produzione di olio basata su oliveti ultra secolari.

Si possono notare contenitori per trasporto olio risalenti all’VIII – VI secolo a.C. e, pressappoco su stessa datazione, vari unguenteri e portaprofumi; illuminatori; un’anfora olearia risalente al I – III secolo d.C.

Il percorso è arricchito da tabelle descrittive molto interessanti perché riportano il visitatore a prendere visione diretta di come si caratterizzava la coltivazione e la produzione dell’olio.

VISITA AL MUSEO:

Da martedì a venerdì : dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,00

Sabato dalle 9,00 alle 12,30

Chiuso domenica e lunedì