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Il Capodanno estivo in Calabria con un sorriso di ottimismo-

Ripresa sia nelle presenze che nella spesa- Tre calabresi su quattro lo trascorreranno all’insegna della buona tavola e del relax e all’aria aperta. Gli agrichef punta di diamante della cucina calabrese
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“Mare, montagna, collina e piccoli borghi, ma anche campagna, parchi e riserve naturali. Non ci facciamo mancare niente in Calabria e tutto questo poi – afferma Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – condito da manifestazioni culturali, sagre ed  eventi religiosi e tanto altro hanno creato terreno fertile con una ripresa sia nelle presenze turistiche che nella spesa.  Non più solo un turismo di ritorno, ma anche tanti che scelgono la Calabria come meta di una vacanza originale e dai costi giusti. Una offerta che comunque cresce a ritmi costanti e che prosegue – trova nell’agricoltura e agroalimentare che hanno scelto di non coltivare ogm e messo al bando il diserbante glifosate un sicuro “appeal” oltreché una risposta lungimirante alle emergenze alimentari come l’ultimo caso delle uova contaminate.

Le feriae Augusti (riposo di Augusto) in Calabria – in base ai dati elaborati da Coldiretti Calabria acquisiti nei mercati di “Campagna Amica”, nei punti di vendita diretta e nelle botteghe dislocati su tutto il territorio regionale, ma anche negli agriturismi – si registra in questo periodo una incoraggiante ripresa che necessità di politiche virtuose per essere sostenuta.  Insomma è il caso di fare un sorriso di ottimismo perchè ci sono, nonostante gli incendi (gestiti male) e la siccità, aziende, località, segmenti e nicchie che continuano a crescere. I vacanzieri, una volta sul posto domandano e ricercano la  qualità con cibo rigorosamente del territorio ed in questo la Calabria con le sue 269 specialità agroalimentari censite, 17 prodotti tra Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione geografica Protetta (IGP) e svariate etichette di vini con costante qualità in  ascesa, risulta molto attraente.

 Ormai si riscontra  la sapienza e la costante innovazione di tanti ristoratori (si può fare di più)  ma anche il forte contributo degli agrichef che sicuramente concorrono a fare la differenza e sono la punta di diamante della cucina calabrese. L’agroalimentare, con il buon cibo, sempre di più contribuisce a ridare vita e unire agli spazi storici e ambientali  accontentando  tutti i palati, dai giovani alle famiglie che possono trascorrere momenti di letizia e di festa all’insegna della sana convivialità “potendo contare – afferma Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – su un rapporto qualità prezzo, tranquillità e contatto con la natura”. Insomma  – conclude – una ripresa che consolida lo stretto  rapporto tra l’industria turistica e l’agroalimentare che sempre di più devono diventare sistema poiché sono settori economici  che fanno la differenza e che possono garantire reddito e occupazione vera ai territori”.