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Catanzaro: città cerniera e sintesi di una Regione che tende storicamente a dividersi e a frammentarsi

L’analisi da parte della consigliera regionale di Calabria in Rete, Flora Sculco
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“E’ giusto dare ruolo, contenuti e prospettive a Catanzaro – città capoluogo che deve proporsi anche come città-territorio, sede istituzionale e amministrativa e di governo della Calabria. Una città cerniera e sintesi di una regione che tende storicamente a dividersi e a frammentarsi”. L’ha detto la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco ieri a Catanzaro, durante un incontro finalizzato a “mettere a punto un’iniziativa per spiegare le ragioni del ‘sì’  che si terrà martedì 29 novembre nel centro della città e alla quale prenderanno parte politici, esponenti delle forze sociali e della società civile”. Ha aggiunto: “Nella direzione di individuare le giuste modalità per valorizzare la città e per ridare slancio all’area Calabria-centro, ritengo che le prossime elezioni amministrative a Catanzaro non dovranno essere intese come una circostanza ordinaria. L’occasione non può essere vista come il solo rinnovo degli organi comunali. Al contrario, dovrà essere l’occasione per andare oltre gli angusti confini della città e per consentire a Catanzaro di volare alto. Per questo, pur  condividendo la proposta legislativa illustrata dal sindaco Sergio Abramo, sono convinta che Catanzaro debba urgentemente dotarsi di una strategia che le consenta di proporsi come il capoluogo pulsante della Calabria, capace di farsi apprezzare come capoverso di un’intera area-sistema che ricomprenda tutta l’area centrale della regione”. Ancora Flora Sculco: “Per fronteggiare le sfide del cambiamento e per costruire nell’area baricentrica un sistema istituzionale, economico e sociale che sia attrattivo, a Catanzaro serve un sindaco in grado di esercitare un’autorevole leadership politica e amministrativa, innovativa e inclusiva, e con elevate capacità di governo, al fine di interpretare efficacemente la funzione che la città è chiamata a svolgere, sia per accrescere la forza e il prestigio del capoluogo che per dare prospettive all’area centrale della Calabria”. Ad avviso della consigliera regionale, “laquestione Catanzaro’ e la ‘questione Area centro’  non sono questioni separate, ma hanno un comune denominatore e costituiscono ‘la mappa’ dei problemi da affrontare in una visione d’insieme e unitaria. Serve, appunto, una ‘nuova visione’ per tutta l’Area centro che deve sempre più configurarsi come ‘Area sistema’ al cui interno convivano specificità e risorse che ne costituiscono i punti di forza che possono concorrono a realizzare crescita e nuovo sviluppo. Per fare tutto questo, abbiamo a disposizione strumenti, opportunità e nuove e consistenti risorse. Penso alla nuova programmazione comunitaria dei fondi 2014-2020 e al Patto Calabria discendente dal Masterplan del Governo Renzi. Penso alla filiera dell’istruzione e formazione, dell’innovazione e all’università. Ai nostri aeroporti da difendere e al sistema di comunicazione viaria e ferroviaria che, specie nella parte ionica, rappresenta un’offesa alla dignità dei cittadini. Penso al sistema sanitario ed a quello dei servizi. Penso allo sviluppo manifatturiero ed al sistema commerciale. Penso alle grandi infrastrutture e a quelle cosiddette ‘corte’ per compattare e rafforzare ‘l’area sistema’. Sono temi e problemi che devono interessare e coinvolgere tutti i soggetti, politici, istituzionale e sociali. Se l’area centrale della Calabria rimane così com’è, non solo Catanzaro come capoluogo è destinato a restare nell’ombra, ma pagano un prezzo altissimo anche Crotone, Vibo, Lamezia e le aree interne, in tal modo Catanzaro non potrà essere riconosciuta come capoverso dell’intero sistema territoriale dell’Area e leader della Calabria”.