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CATANZARO, Istituto di vigilanza privato – USB: “Scriviamo al vescovo di Catanzaro dietro le parole del Papa!”

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Continua la battaglia della USB settore vigilanza contro gli abusi che vengono perpetrati nei confronti dei lavoratori; una amministrazione questa della vigilanza, che si regge solo su licenziamenti e contestazioni di addebito nei confronti di chi chiede solo di essere retribuito per il lavoro svolto.

Abbiamo intrapreso tutte le iniziative sindacali che ci erano dovute per mettere all’attenzione di questa città la situazione cui vivono sulla loro pelle questi lavoratori, i quali dovrebbero avere una attenzione particolare visto che sono a tutela della salvaguardia umana e dei beni comuni. Invece, anche nella città di Catanzaro sembra che tutto passa nell’impassibilità, prima di tutto delle istituzioni, ma anche dei cittadini: ma non sarà questo a farci demordere.

Oggi prendiamo spunto dalle parole del Papa per scrivere e chiedere un incontro al vescovo non perché debba risolvere la vertenza, ma solo perché prenda atto che, quanto “denunciato” pubblicamente dal Papa sui diritti al lavoro, nelle nostre terre è decisamente moltiplicato.

Qui a Catanzaro, infatti, accade che i lavoratori:

Non vengano pagati – vengano discriminati per l’appartenenza sindacale – vengano inviati in posti al confine della regione, solo perché iscritti al sindacato – lavoratici donne fatte lavorare più di quanto dovrebbero ed in posti desolati – orari notturni con più notti consecutivi, senza che nessuno abbia nulla da dire – lavoratori che dopo quaranta anni di lavoro Non hanno diritto al trattamento di fine rapporto dopo anni di trattenute sullo stipendio, perché l’azienda dice di non aver soldi per pagarli, mentre i titolari acquistano beni di lusso – assicurazioni e fondi pensioni non pagati benché siano state effettuate le trattenute…

Cosa deve succedere più??

Il Papa ha affermato che: «Il lavoro è una priorità umana e, quindi, della Chiesa e del Papa»; che «Non c’è buona economia senza buon imprenditore» e che «Il lavoro va fatto bene».

Noi il nostro lavoro lo facciamo bene, ma come si può pensare che il lavoratore possa svolgere il proprio servizio serenamente (cosa fondamentale, soprattutto svolgendo una attività così pericolosa), se è pagato occasionalmente e se viene trattato in questo modo?

Per lavorare bene, bisogna che ci sia rispetto per la dignità delle persone, cosa che in questo caso manca totalmente.

Viste le tante porte in faccia ricevute, siamo fiduciosi che almeno il vescovo ascolterà le disperazioni dei lavoratori.