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C’era una volta… Il Cantastorie e il regno di Beisogni

Intervista a Laura Montuoro e Francesco Papasodaro, autori del bel libro
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C’era una volta… Il Cantastorie e il regno di Beisogni

Un mondo fantastico che lascia spazio all’immaginazione e alla fantasia. È questo Il Cantastorie e il regno di Beisogni, il libro di Laura Montuoro e Francesco Papasodaro, edito da Apollo Editore.

Un Cantastorie che con il suo liuto magico incanta e attira intorno a sé bambini pronti ad ascoltare le sue storie.

Un mondo che fa sognare i più piccoli e fa tornare bambini i più grandi. Tutte le fiabe sono ambientate in un mondo fantastico che però lascia spazio alla riflessione. Un mondo dove anche gli adulti possono sorprendersi ancora. Di seguito l’intervista ai due autori del libro.

Da dove nasce l’idea di scrivere un libro di fiabe per bambini?

FRANCESCO: Abbiamo scelto le fiabe innanzitutto perché rappresentano un genere che tocca molto da vicino l’intimità più profonda dell’uomo, ma soprattutto perché, nel loro veicolare messaggi e valori in modo “semplice”, si prestano ad essere accolte facilmente da un pubblico di bambini tanto quanto quello degli adulti.

Tutte le storie narrate hanno una morale, tentano di trasmettere ai piccoli lettori e non solo, un’etica. Il libro nasce proprio con questo scopo?

LAURA: Certo. Il nostro intento è proprio quello di trasmettere dei valori ai bambini attraverso quello che consideriamo il mezzo più facilmente fruibile e diretto: le storie. Non valori astratti, tutt’altro. Valori concreti e tangibili, quali ad esempio il rispetto degli insegnamenti dei propri genitori o la diffidenza per qualunque pregiudizio.

Ogni favola è raccontata attraverso descrizioni accurate in cui il lettore si sente coinvolto totalmente. Com’è nato questo mondo fantastico fatto di gnomi, orchi?

FRANCESCO: È nato dall’attenzione per le piccole cose, le più comuni, i dettagli che ci circondano. Su questi abbiamo fatto lavorare la fantasia, l’immaginazione. Da un chicco di riso, ad esempio, è nato il principe Gelsomino.

Il libro è scritto a quattro mani, come vi siete divisi i compiti? Insomma “chi ha scritto cosa”?

LAURA: Dal momento che il libro è costruito su due livelli (quello del Cantastorie che narra le fiabe e quello delle storie stesse), abbiamo deciso di dividere il lavoro, anche per evidenziare una inevitabile differenza di stile: io mi sono occupata delle fiabe, Francesco del Cantastorie.

Sono a conoscenza dei vostri “tour” di presentazione del libro per alcune città calabresi dove avete incontrato e coinvolto i bambini nella lettura del vostro primo libro. Ci raccontate brevemente questa esperienza?

FRANCESCO: La riassumerei con un solo aggettivo: eccezionale. Avere a che fare con gruppi di bambini che si cimentano nella lettura improvvisata del nostro libro, mettendosi nei panni di principi, orchi, elfi, gnomi con un entusiasmo e una curiosità speciale, è stata un’esperienza che ha arricchito noi autori per primi e gli adulti tutti.

Progetti per il futuro?

LAURA: Abbiamo già delle idee in cantiere per un eventuale seguito de “Il Cantastorie e il regno di Beisogni”. Attualmente siamo impegnati entrambi, invece, su progetti individuali che ci vedono nella veste di romanzieri. In questo caso non si tratta di narrativa per bambini, ma è rivolta principalmente ad un pubblico maturo.