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Che si intende fare con le società partecipate della Regione Calabria?

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Nessuno dei vari candidati a palazzo Campanella ha fin qui parlato di una delicata situazione che interessa l’ente regionale e che è fondamentale per la gestione dello stesso da parte di chi andrà a governare. Mi riferisco alle società partecipate con capitali regionali che attualmente sono una ventina e che la loro gestione ed esistenza è costata alla collettività oltre 70 milioni di euro nell’ultimo anno. Come mai nessun candidato sia alla carica di governatore sia a quello di consigliere non né parla e soprattutto non né annuncia quantomeno uno snellimento?

A domandarselo è Igor Colombo, portavoce regionale Forza Nuova Calabria, il quale illustra quale è la situazione ” ben dieci di queste sono in stato di liquidazione e si trascinano da anni come un effettivo carrozzone e vanno a  pesare sul Bilancio regionale e i costi relativi al loro mantenimento sono troppo elevati e che per questo la Regione rischia e rischierà  il dissesto finanziario in un futuro prossimo”. Per il rappresentante di FN ” le società partecipate rappresentano lo spreco per eccellenza di denaro pubblico in Calabria, strutture create per accontentare i vari trombati della politica  con tanto di assunzioni e lauti stipendi elargiti a dirigenti ed amministratori e con tanto di strano aumento di personale in attività in queste società, che finiscono poi quasi sempre col cedere per il loro stesso elefantiaco peso. Nessun governo regionale ha seriamente affrontato la questione attraverso l’approvazione di una legge che andasse a razionalizzare la gestione ed il numero delle società partecipate, solo timidi tentativi nel corso degli anni e specie dal 2007 fin ad oggi ma tutti poi abortiti ed accantonati”

Forza Nuova, dunque, chiederà o da subito al nuovo governo regionale che andrà ad insediarsi,un riordino di queste società partecipate perché “solo attraverso un’attenta revisione di tutti questi costi potranno essere risparmiate nel futuro prossimo importanti risorse economiche da poter destinare alle famiglie calabresi più in difficoltà ed ai tanti disoccupati. Tutto ciò dovrà avvenire attraverso la salvaguardia di tutti i posti di lavoro,i cui dipendenti delle società dismesse e liquidate dovranno essere inseriti in altri progetti e strutture utili alla collettività calabrese, dei tagli  dovranno essere interessati infatti solo i dirigenti che già godono di altre retribuzioni e che sono stati messi alla guida di questi carrozzoni solo per esigenze partitiche e di gestione e spartizione di potere”