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Chi ha diritto non ringrazia

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Il segretario calabrese del PD, Ernesto Magorno, poche ore fa in un comunicato stampa pubblicato su Facebook ha informato che Matteo Renzi in agosto sarà in Calabria a visitare “10 realtà particolari del nostro Paese”. Fino a qui nulla da confutare.

Il comunicato stampa di Magorno sulla sua pagina Facebook

Il comunicato stampa di Magorno sulla sua pagina Facebook

Ad un certo punto della nota però ci si imbatte in un passaggio parecchio pruriginoso che è un invito ai calabresi a dimostrare profonda gratitudine per chi manifesta nei nostri confronti cotanto interesse: “Occorre – scrive precisamente il segretario del PD calabrese – essere profondamente grati al premier per questo rinnovato interesse per la Calabria, che, come ho più volte detto, è un fatto praticamente inedito per la nostra regione, ecc… ecc…”.

Cercando online il significato del termine “gratitudine” ho trovato quanto segue: “Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare”.
Per quanto abbia provato a riesaminare tutto il bene che i calabresi hanno ricevuto da Matteo Renzi, risalendo per scrupolo finanche ai tempi in cui egli partecipò alla ‘ruota della fortuna’, non sono riuscita a trovare un solo motivo per cui, da calabrese, io dovrei essergli grata.
Non è sano dover rendere grazie a chi ha il dovere di amministrare e governare una nazione.
Il fatto che i calabresi debbano sentirsi eternamente riconoscenti a chiunque, a prescindere e sulla fiducia, è un (tacito) vincolo che solo noi cittadini possiamo e dobbiamo disfare.

Oramai dovremmo averlo capito: per chi ci amministra ogni promessa è possibilità, mai un obbligo. Difficilmente chi viene a chiedere il nostro supporto onorerà ciò che ha promesso di portare a termine.
C’è un proverbio che dice che “la gratitudine è il pagamento del povero” ma può anche essere “lo sprone dei benefici”. Può esserlo, appunto: negli anni ci siamo scorticati le mani davanti alle passerelle dei politici da cui abbiamo sempre accettato una miriade di rassicurazioni e impegni rimasti tutti irrealizzati.
Nel lontano 1848 Carlo Cattaneo ne le “Considerazioni sulle cose d’Italia” scriveva “Chi ha diritto, non ringrazia”.
Perché i calabresi dovrebbero farlo nel 2014?

  • salvatore

    Brava davvero per la schiettezza di dire le cose. Come vedi I servi del potere sanno adulare per crescere. Una visita come le tanti la vogliono far diventare il passaggio di San Francesco sul mantello nello stretto di Messina ! Che Renzi faccia cio che deve fare il resto é solo lecchinaggio