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Chizzoniti mette in guardia dal nominare i manager sanitari

Ricordando al centrodestra che criticò il comportamento di Loiero in regime di prorogazio
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Circa la vicenda della nomina dei manager nella sanità calabrese, il presidente della Commissione speciale di Vigilanza del Consiglio regionale, Aurelio Chizzoniti, ha inviato una comunicazione formale alla dottoressa Antonella Stasi, presidente f.f. della Giunta regionale. Spiega, prima di trarre le sue conclusioni, il presidente Chizzoniti:

Ho seguito e continuo a seguire frigido pacatoque animo le vicende connesse alla ventilata nomina dei manager nel comparto sanitario nel cui contesto si Chizzonitifronteggiano due pareri altrettanto autorevolmente espressi: l’uno dell’Avvocatura distrettuale dello Stato sicuramente asettico, l’altro, tutt’altro che neutro, promanante da un organo dipendente dalla Giunta regionale, che ne ha nominato anche il Direttore generale dalla stessa retribuito. Ciò premesso, a mio modesto e rispettoso avviso – aggiunge il presidente Chizzoniti – privilegiare l’assunto ermeneutico offerto dall’avvocatura regionale – rectius – dalla medesima Giunta, mi appare decisamente in conflitto con il noto principio secondo cui ‘nemo iudex in causa propria’ con tutte le conseguenze, non solo di ordine formale, che ne deriverebbero. Del resto – evidenzia il presidente Chizzoniti – non va sottaciuto che, indipendentemente dallo spessore tecnico delle opinioni giuridiche formulate, esistono regole etiche, magari non scritte, la cui efficacia dovrebbe ritenersi più doverosa rispetto a quelle codificate. Inoltre, rammento a me stesso, anche se in politica la coerenza comportamentale resta ‘rara avis’ che quando correva l’anno 2010, in piena campagna elettorale, il governatore in carica Agazio Loiero – in regime di prorogatio -nominò Renato Carullo direttore generale dell’ Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria ed il Centrodestra – a sezioni unite – stigmatizzò duramente l’opzione esercitata ed anche i profili di innegabile rilevanza penale. Mi sfugge, quindi, il singolare concetto legalitario intermittente ed a seconda delle circostanze, rischiando di essere travolti dagli stessi vizi contro i quali ex ante si era legittimamente insorti. Ed ancora, cui prodest le prospettate frettolose nomine? Sul punto soccorre anche l’eloquente pensiero dantesco secondo cui ‘la fretta che l‘onestade ad ogni atto dismaga’ (la fretta altera ogni atto). Anche perché, paradossalmente, a livello romano non si avverte la stessa sensibilità tempistica, antonella-stasivisto che fino ad oggi non è stato nominato il commissario preposto alla sanità calabrese. Tutto il mare è salato! Non sarebbe quindi più corretto demandare proprio al Governo od anche alle proiezioni territoriali dello stesso le predette nomine? È una questione anche di buon senso che Aristotele considerava la migliore virtù di un uomo. In quest’ottica, non va dimenticata l’esigenza perseguita dall’art. 97 della Carta Costituzionale in ordine al buon andamento della pubblica amministrazione che, nella specie, ove si dovesse procedere alle nomine apparirebbe scandita dalla portata offensiva della condotta, ancorché priva degli attributi di legalità, imparzialità e quant’altro indispensabile per il rispetto del richiamato modello tecnico costituzionale.