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Ciò che la società esige ed implora: protagonisti veri per un cambiamento vero.

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Ciò che la società esige ed implora: protagonisti veri per un cambiamento vero.

C’è una netta correlazione tra una  crisi politica di generale portata ( qual è quella che stiamo percorrendo a cavallo di un particolare, incerto momento storico), e la parte terminale di un’altra crisi “ altra”, da individuare- questa volta- nelle prossime elezioni regionali e comunali.

Tra un caos generale, emerge che proprio nessuno sta mettendo in agenda un prossimo fine autunno che è specificatamente individuato nel ricorso alle urne e questa volta per i rinnovi del Consiglio regionale della Calabria, che scorre uguale ed  in parallelo con il rinnovo del Consiglio comunale di Lamezia Terme, oltre ad altre realtà urbane .

Attualmente siamo del tutto presi da un silenzio spettrale a riguardo di un interesse giustificato verso la politica a qualsiasi livello: da quella nazionale ( ed internazionale) alla politica regionale e comunale.

Ora succede che, stranamente se vorremo riflettere sui ritardi e sui vuoti chiaramente visibili, andremo a prendere atto che il tutto si concentra in un annichilente disinteresse da parte dei politici, proprio come se questo periodo che stiamo vivendo non esista proprio, limitandoci a soffermarci invece in chiacchiericci che non portano da nessuna parte e che, anzi, ne aggravano la situazione.

E’ del tutto evidente, però, che la politica ed il suo ruolo centrale appaiono come  “un  vuoto a perdere” : quasi tutti, cioè, ne parlano ma quasi tutti la disattendono, proferendo invece esternare qualsiasi commento fuori tema, senza mai avviare una proposta, una iniziativa, un sussulto per farci vicendevolmente coraggio nell’offrire  una giusta soluzione. E qui s’apre un varco molto pericoloso e che si condensa in questo interrogativo : chi saranno i protagonisti chiamati ad imprimere un passo deciso e decisivo per gli stessi tempi che viviamo, per i nostri anziani, per le nostre prossime generazioni.

Dovrà essere necessariamente una politica che la farà uscire da questo pericoloso steccato. E qui siamo come un cane che si morde la coda, se è vero – come lo è – che come elettori responsabili dovremmo collaborare a mandare in campo politici di una certa esperienza e di una certa cultura. Il mondo sta cambiando vertiginosamente,  e non solo se ci mettiamo dalla parte del clima e dei suoi eventi disastrosi. Sta cambiando e ci sta mettendo di fronte alle nostre responsabilità che sono quelle precedentemente evidenziate ma facilmente desumibili.

Ovviamente tutto questo ci porta in direzione di un azzeramento tou court delle improvvisazioni e dei inammissibili ritardi, da accomunare ad una esigenza di base: l’esigenza di vedere schierati tra le liste, e poi ai posti dove si è stati mandati a servire il Paese, le Regioni ed i Comuni, sapendo che il tutto sarà solo possibile a quanti si sono avvicinati ad appropriarsi di una  formazione rigida ed irrinunciabile; ed oggi la politica, più di ieri, esige  comunque e dovunque il confronto tra saperi e voleri per poi saper intercettare e rispondere alle sollecitazioni delle leggi del mercato e della Finanza, se non anche ai dettati di un’etica agganciata ai valori.

Visto in questi termini il richiamo che ci è stato rivolto, non ci resta che invocare l’urgente ritorno ad una politica seria e di sviluppo, lasciando da parte ogni ammiccamento verso altri obiettivi che stanno comunque all’opposto del servizio per la realizzazione del bene comune.