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Cisl Calabria : sulla sanità confronto a tutto campo

(Dichiarazione congiunta del Segretario Generale CISL Calabria Paolo Tramonti e del Segretario Regionale Rosy Perrone).
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La CISL Calabria, pur apprezzando il risultato per il piano delle assunzioni attuato dalla struttura commissariale per il Piano di rientro in Sanità, esprime forte preoccupazione per il tanto atteso salto di qualità nell’organizzazione del sistema sanitario regionale della nostra Regione e le conseguenti erogazioni di prestazioni e servizi al cittadino.

Per questi motivi è urgente attivare il confronto con le parti sociali per quanto concerne la riorganizzazione dei Servizi e delle prestazioni territoriali, della definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera previsti dal Decreto del Ministero della salute del 2 aprile 2015 in attuazione del Patto della salute 2014-2016 per concretizzare le direttrici del nuovo modello regionale del sistema salute.

L’integrazione della medicina del territorio con la rete ospedaliera rimane ad oggi un mistero, quali le scelte rispetto alla rete ospedaliera e le case della salute?

La proposta di rete territoriale efficace, efficiente, ed economica, che superi le attuali realtà di sanità ospedalocentrica, i nuovi ospedali della Piana di Gioia Tauro, della Sibaritide, di Vibo Valentia, la sanità pubblico/privata, l’aumento della spesa farmaceutica (tema che aveva avuto in passato buoni risultati), le attività della stazione unica appaltante dovrebbe essere potenziata per consentire una maggiore velocità nell’espletamento delle gare sono temi non più rinviabili.

Le tre Aziende Sanitarie che abbiano come finalità l’ADI, le Case della Salute i CAPT, i Consultori familiari, il piano di prevenzione regionale, la medicina veterinaria con il controllo delle filiere alimentari, la rete delle dipendenze patologiche, l’assistenza territoriali ai minori, la sanità penitenziaria , la rete delle cure palliative.

Le tre Aziende Ospedaliere che coordinino i presidi ospedalieri, creando reti ospedaliere virtuose per intensità di cura con equipes mediche itineranti che valorizzino presidi ospedalieri in sofferenza.

Bisogna dare forza alle reti di oncologia, ortopedia che sono le voci maggiormente emorragiche su tema emigrazione sanitaria e conseguenti spese oltre che i bassi standard dei servizi creano disagi logistici ed emozionali ai calabresi.

E gli standard dei LEA che a tutt’oggi rappresentano un diritto negato per il popolo calabro.

Su questo incombe la Legge di Stabilità che ad oggi prevede che il blocco degli aumenti delle tasse locali varrà per tutte le Regioni, fatta eccezione per situazioni straordinarie legate all’addizionale, per le Regioni in disavanzo finanziario, se così dovesse essere i calabresi dovrebbero sopportare un ulteriore aggravio sui bilanci delle famiglie dei pensionati, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei disoccupati.

Aggravio non sopportabile sotto alcun aspetto, stante una Regione che non riesce ad uscire dall’emergenza e che, qualora dovesse verificarsi, ci vedrà fortemente contrari.

La CISL Calabria si farà parte attiva affinché siano garantiti i diritti alla salute dei calabresi, anche attraverso iniziative di mobilitazione che facciano da pungolo alle istituzioni affinché la Calabria possa essere annoverata tra le Regioni virtuose per le prestazioni sanitarie qualificate al servizio del territorio e del cittadino.