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Cna balneatori Calabria chiede taglio delle tasse per i titolari dei lidi

Crollo delle presenze in spiaggia del 45%
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“L’estate 2014 è, senza alcun dubbio ormai, una stagione di grave crisi economica per i balneatori. Nel contesto di una congiuntura già fortemente negativa, si è inserito il problema delle avverse condizioni meteo, con temporali, piogge, vento e cielo grigio per almeno due o tre giorni a settimana.“

Mario Scaramuzzino – Presidente Regionale Cna Balneatori Calabria – lancia l’allarme anche nella nostra regione e chiede il taglio delle tasse per i titolari dei lidi, tenendo conto che i dati parlano di un crollo delle presenze in spiaggia vicino al 45 %.

“Si tratta di un danno economico pesante che, senza un intervento serio, porterebbe alla chiusura di tantissime attività balneari. I già risicati incassi infatti verrebbero ulteriormente ridotti dall’incidenza degli importi da pagare per le tasse, da quella sui rifiuti ai canoni demaniali. Per limitare le perdite resta solo una soluzione: ridurre i tributi, in virtù delle condizioni avverse di carattere eccezionale che si sono verificate in questa stagione. L’idea di uno sconto sui canoni demaniali non è peregrina, spiega Scaramuzzino. Vi è infatti una legge del 2006 che prevede una consistente riduzione dei dazi proprio nei casi di eventi dannosi di eccezionale gravità che inficiano l’ottimale utilizzazione dei beni in concessione. Le avverse condizioni metereologiche dei mesi di giugno e luglio hanno comportato un netto calo delle presenze dei bagnanti sulle spiagge. Molti sono stati i potenziali vacanzieri che hanno addirittura disdetto le vacanze, già prenotate , a causa del maltempo. Il mese di agosto non promette nulla di buono e quand’anche il tempo dovesse mantenersi stabile, gli operatori del settore dovranno comunque adoperarsi con sconti e promozioni per incentivare le presenze.”

Insomma i danni non sono più rimediabili, evidenzia il presidente regionale Cna Balneatori Calabria. L’unico intervento che potrebbe tamponare le  disastrose perdite già registrate sarebbe quello dell’abbattimento dei canoni dei tributi che, a questo punto, si rende quanto mai necessario. Tutto questo per tentare di salvare le tantissime imprese balneari che lavorano esclusivamente nella stagione estiva, già messe in ginocchio dalla durissima congiuntura economica ed ora vicinissime al baratro della chiusura. Le autorità competenti, conclude Scaramuzzino, non possono rimanere indifferenti a questo appello se vogliono scongiurare la chiusura definitiva di queste attività e la conseguente perdita di tantissimi posti di lavoro.