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COLDIRETTI – Il Presidente Molinaro replica al consigliere regionale D’Acri

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Riceviamo e  pubblichiamo

Le dichiarazioni del Consigliere D’Acri già dall’inizio della nota diffusa ieri, – scrive Pietro Molinaro nella replica – introducono elementi aleatori, indice di una debolezza della tanto decantata strategia regionale. Dove abbiamo sbagliato? Questa la domanda che avrebbe dovuto inseguire D’Acri rispetto alle denunce, tutte documentate e verificabili, che Coldiretti ha fatto. Invece, è andato in affanno e nella sua disunita replica, non emergono vie d’uscita ma solo coriandoli. Più che un tentativo di risposta la leggiamo come una autocritica da parte di chi pensa che le Istituzioni si possano governare con slogan e che, ancora, il confronto con i portatori di interessi e componenti il Partenariato si esaurisca con qualche battuta, rinviando sempre le scelte e l’assunzione delle relative responsabilità. Tale impostazione ha prodotto troppe patologie che puntualmente e, crediamo anche legittimamente, abbiamo messo in evidenza.

Sarebbe stato un miracolo accrescere la consapevolezza sui ritardi, le inefficienze del Dipartimento ed il disagio che subiscono le imprese agricole.Macchè! Emerge una reazione viscerale che purtroppo ci riporta subito alla cruda realtà quando afferma che:”le effettive esigenze dei produttori agricoli sono distanti anni luce dalle denunce di Coldiretti“.

La perplessità –continua Molinaro – aumenta in modo esponenziale e, perciò, non vogliamo e non possiamo perdere altro tempo nella speranza ormai remota che siano state comprese le difficoltà degli agricoltori e si possa correre ai ripari.

In questi 21 mesi di Legislatura regionale,- afferma il Presidente di Coldiretti – l’Assessorato all’Agricoltura ed in particolare il Consigliere D’Acri, hanno costantemente ricevuto collaborazione dalla Coldiretti, sempre nell’interesse più generale, così come è nella cultura di governo propria di una forza sociale amica della Calabria.

Si rassegni il Consigliere D’Acri perché Coldiretti nella sua storia, di oltre 70 anni, non ha mai rinunciato alla difesa degli interessi che rappresenta, ed oggi, gli agricoltori calabresi, se non fosse ancora chiaro, sono stanchi di fronte ai tanti problemi irrisolti ed alle difficoltà che aumentano per la confusione che si tocca con mano.

Nel merito delle questioni poste, suggeriamo al Consigliere D’Acri di rileggere attentamente i comunicati di denuncia, i documenti inviati da Coldiretti, costantemente reiterati al Dipartimento, così come i verbali delle riunioni al fine di evitare di parlare invano, con difese d’ufficio infantili e scomposte.

Il coraggio delle proprie azioni non può essere un optional, così come tentare di mistificarei fatti è decisamente un comportamento poco corretto!

Di pessimo gusto ed inquietante è il tentativo di utilizzare la reputazione del Commissario di Calabria Verde per glissare sulle responsabilità politiche del post alluvione di Rossano-Corigliano, ben sapendo che le procedure sono fissate negli atti amministrativi prodotti dal Dipartimento, sempre verificabili.

Negare l’evidenza ed i fatti oggettivi certamente sono doti non comuni. Affermare che la proroga sulle misura 4 e 6 non danneggi i giovani e le imprese, impone al Consigliere D’Acri di spiegare, senza sorvolare e rileggendo le disposizioni attuative e procedurali dei bandi.Ogni giorno che passa, infatti, giovani che si sono già insediati o che superano la soglia dei 41 anni (vedi condizioni di ammissibilità a pag. 4 e pag. 7- Requisiti del progetto)non potranno più accedere ai benefici. Inoltre, dal 29 giugno al 9 settembre, le domande presentate  (si fa per dire) il numero “zero”, così come l’eleggibilità della spesa, legata alla presentazione della domanda da parte delle imprese (vedi pag. 9 delle disposizioni attuative-capitolo Requisiti del progetto).

Sarà un caso che mentre il Consigliere D’Acri forniva non risposte, con tante parole e poca sostanza,alle denunce di Coldiretti, il Dipartimento convocava il Tavolo Tecnico sulle proroghe dei bandi.

In ultimo, e ci dispiace ammetterlo, prima di fornire al Consigliere D’Acri queste precisazioni – chiosa Molinaro – devo dire che ci siamo morsi per tre volte la lingua ed attuato l’esercizio della misericordia!