Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Color Fest 2: La seconda serata chiude l’emozionante edizione 2014

,
929 0

Con la serata di ieri, si è ufficialmente conclusa la seconda edizione del ColorFest. Non voglio elencarvi dati e numeri, e annoiarvi con comunicazioni ufficiali. Oggi voglio parlarvi di sensazioni e note, e di queste il Color ne ha regalato in abbondanza. Un festival emozionante, e altrimenti non poteva essere quando si ha la possibilità di avere di fronte ai propri occhi un susseguirsi di artisti di tale levatura. Un’organizzazione impeccabile, attenta nella cura di ogni minimo dettaglio, ha dato la possibilità alla città di Lamezia e al parco Mitoio di essere cornice magnifica di un dipinto ancor più prezioso. Si potrebbe dire, con un paragone ardito, quasi una piccola Woodstock fra le montagne di Caronte.

Nel via vai di volontari e fotografi, piano piano, seppur in misura minore rispetto al primo giorno, lo spazio di fronte al palco ha iniziato a riempirsi, e molte altre persone hanno deciso di accomodarsi sui gradoni dell’anfiteatro.

La band che ha dato inizio alla serata, sono stati i bravi (AllMyFrienzAre) Dead, band reggina formatasi nel 2006. Il gruppo, che ha all’attivo vari concerti tenuti in tutta Italia, con il suo rock alternativo, ha fatto da apripista per gli ospiti d’onore della serata.

Dopo di loro, infatti, è stata la volta dei Perturbazione. Il gruppo torinese, formatosi nel 1988, con il loro indie pop ha saputo emozionare e rallegrare la platea. Testi semplici, che raccontano cose quotidiane e piccole storie umane, ma che sanno non scadere mai nella banalità, risultando a volte quasi poetici. Portami via di qua, sto male, Leggere parole, Diversi dal resto, queste le canzoni che hanno fatto cantare e ondeggiare ritmicamente, come spighe di grano sotto un caldo vento di scirocco, il pubblico di Lamezia. Poi L’unica, il pezzo sanremese che ha avuto il merito di far conoscere a un maggior numero di persone questo gruppo di talento, con il suo elenco di nomi femminili: Angela, Erika, Monica, Arianna. L’elenco è stato poi prolungato da un omaggio alla canzone italiana, un medley composto da canzoni che hanno un nome proprio di donna nel titolo: “Non è Francesca”, “Margherita”, “Laura non c’è”, “Gloria”, “Sara”. La performance è stata chiusa da una toccante interpretazione di Agosto.

Uno dei direttori artistici del ColorFest, Mario Vitale, appare visibilmente (e comprensibilmente) soddisfatto:

Il nostro obiettivo era di migliorarci rispetto allo scorso anno e credo che ci siamo riusciti. Abbiamo avuto una grandissima affluenza di pubblico, quindi ci sono tutti i presupposti per continuare quest’avventura del ColorFest. Un progetto da ripetere assolutamente nei prossimi anni, cercando di trovare nuove risorse che ci aiutino a prolungare sempre più il nostro cammino.

Già dall’anno scorso, abbiamo puntato ad avere anche un pubblico fuori dall’ambito esclusivamente calabrese. Quest’anno con il servizio campeggio e le navette abbiamo offerto la possibilità, a chi veniva da fuori, di poter restare in tutta tranquillità, abbiamo puntato a portare gente in Calabria: secondo me è stato un successo!

Abbiamo ricevuto inoltre diversi complimenti anche dagli artisti presenti e dai loro tour manager, se pensiamo che l’organizzazione è stata completamente autofinanziata, fatta da ragazzi e dal contributo volontario: questo per noi è un grande motivo di orgoglio.

Ed ecco poi i Marlene Kuntz, forse il nome più importante fra gli artisti presenti al ColorFest. Pionieri del noise rock in Italia, la band nasce a Cuneo nel 1990, il loro primo album “Catartica” è del 1994, e ha rappresentato una novità nel panorama rock italiano. Capaci di mescolare liriche emotive toccanti al noise, il rumore tanto caro ai Sonic Youth, musica abrasiva, cupa, riff di chitarra che lasciano ematomi sulla pelle. Overflash il primo pezzo che ha fatto scatenare i partecipanti alla serata. Poi ancora Ape Regina, Sonica, L’esangue Deborah, La canzone che scrivo per te, interpretate magistralmente dalla voce di Godano, leader del gruppo, quasi tarantolato, indiavolato nei suoi movimenti sul palco, frenetico come la musica dei Marlene.

Un concerto toccante, una performance coinvolgente, un’ottima prova dei Marlene Kuntz, proprio come lo stesso Cristiano Godano ha confermato al sottoscritto, quando gli ho chiesto di tirare le somme di questa esperienza:

Buon concerto dei Marlene Kuntz! Un’ottima performance (ride, NdA)!

Il ColorFest è una manifestazione positiva che, piano piano, deve crescere sempre più. Queste sono iniziative che vale certamente la pena di riproporre: viva chi investe e chi punta su una terra come la Calabria. Quest’anfiteatro, poi, è bellissimo, siamo stati davvero contenti di aver potuto suonare in un posto come questo. Siamo assolutamente contenti di questo soggiorno calabrese, senza poi parlare del buon vino e della cucina (continua a ridere, NdA )!