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Con la “discesa degli dei” inizia la campagna elettorale!

La gente però si è disaffezionata alla politica e disgustata dalle solite promesse da marinaio
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Inizia, da questi giorni in avanti, tutta quella sfilza di “visite lampo” che alcuni signori della politica italiana riservano ai propri candidati per la prossima competizione elettorale regionale.

Verrebbe forse meglio il termine aggiungere: “la discesa degli dei”, che sono – appunto – tali uomini politici incamminatisi sulla strada del loro candidato di turno; politici che poi hanno tutti – sia di destra che di centro o di sinistra – una pari connotazione, l’unica fonte di accomunamento tra di loro: per mesi e per anni si sono altamente disinteressati dei problemi di Lamezia e della Calabria e che, poi, tutto d’un tratto, si sentono difensori delle nostre cause, di     poveri calabresi ridotti sempre più su soglie di una povertà non qualunque, bensì di una estrema povertà.

sfottòOra vengono ad appoggiare tizio, caio, sempronio, e li sentiremo ripetere all’unisono – nelle loro inesistenti diversità – che la colpa della crisi è di quello, di questo, dell’altro e mai del loro candidato o del loro schieramento politico, ai quali poi vanno tutti i meriti.

Meriti di che cosa?

Queste figure di “politici viaggiatori” si sforzano poi di spiegare – dopo essere stati frettolosamente “aggiornati” dal proprio candidato in pochi minuti – quei problemi della Regione o della Città che non sono stati risolti per anni e per decenni, e che immaginano di risolvere con una classica bacchetta magica.

E’ la solita farsa della politica; una commedia di sfottente satira napoletana che ormai non convince più il cittadino – elettore. Non convince i giovani che stanno scappando altrove; non convince le famiglie sempre più esautorate dal ruolo sociale ed anche economico; non convince il povero pensionato che – al solo pensiero di arrivare a fine mese – perde quegli ultimi fili di capelli che gli sono rimasti in testa.

Una politica che non convince nessuno e che viene messa nel cesto della spazzatura perfino da quelle persone (non tante, per la verità) che sono state invitate dalla Chiesa a seguire corsi e convegni di dottrina sociale e di avviamento ad una sana politica.

Sorge spontanea la domanda: “perché la Chiesa li chiama e perché loro si nascondono e scappano?”

In tale “deserto politico”, questi personaggi della politica nazionale vengono nel profondo Sud nella convinzione di far sprigionare un po’ di speranza, per la verità più ai propri candidati che agli smarriti cittadini.

Fino a qualche tempo fa, non proprio lungo, questi signori della politica riscuotevano un certo interesse ed anche un certo entusiasmo: pensate, ad esempio, ai comizi o di un Berlinguer, di un Moro o di un Malagodi (tanto per citare alcuni nomi).

Oggi non attirano più anche per colpa della globalizzazione della informazione e della politica.

Una persona anziana mi faceva notare: “Li sopportiamo già alla televisione ed ancora dobbiamo perdere tempo ad andare ad ascoltare le solite loro pappardelle?”

Già, come dare torto a chi la pensa così!
Non ci resta che dare un suggerimento: evitare queste visite elettorali ed invece intensificarle nel momento in cui bisogna far partire la macchina dello sviluppo della Regione e di questa Città, Lamezia, di cui ci si riempie la bocca di progetti e di promesse.