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Cono Cantelmi sugli sfidanti: «Se sei il problema non puoi essere la soluzione»

Il candidato alla presidenza della regione Calabria per il M5S si racconta nel giorno del suo compleanno
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Il 23 novembre prossimo si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria, e il Movimento Cinque Stelle ha deciso di presentare la propria Giunta di assessori prima delle elezioni, con un “avviso pubblico di selezione”. L’annuncio è lo stesso candidato presidente per il M5S, Cono Cantelmi, a farlo, sulla sua pagina ufficiale: i calabresi che vogliano rendersi utili alla causa sono invitati ad inviare i propri curricula all’indirizzo email: conocantelmi2014@gmail.com e a seguire le indicazioni riportate sulla pagina Facebook ufficiale:
https://www.facebook.com/nucciocantelmi?ref=ts&fref=ts.
Sarà lo stesso Cantelmi a selezionare dopo il 15 novembre i curricola più meritevoli e “quelli che daranno maggiori garanzie dal punto di vista della professionalità nel settore specifico delle cinque aree tematiche che rappresentano le proposte del movimento”.
La notizia mi è sembrata una ventata d’aria fresca, quasi una rivoluzione epocale per le elezioni in Calabria, eppure nessun giornale la divulga. Ho ripensato alla denuncia di poco tempo prima di Dalila Nesci sul suo blog secondo cui la stampa calabrese ha la palese abitudine di strombazzare notizie di poco conto su Mario Oliverio (di lui sappiamo addirittura che ama le auto d’epoca) o su Wanda Ferro, mentre a Cono Cantelmi, “nonostante l’impegno profuso sui problemi reali del territorio, riserva silenzi imbarazzanti – secondo Nesci- con una strategia mirata e sottile, quasi per non dare fastidio al potentato”.
Questa intervista nasce dalla domanda: quanto sappiamo in Calabria di Cono Cantelmi? Mentre si racconta a Lamezia Live, rivela che domani (cioè oggi) sarà il suo compleanno.
cono cantelmi j
«Sono un cittadino, avvocato, quarantenne (giovedi 41 ma oggi ancora 40) attivista da molti anni. Da diverso tempo, ormai, giro la Calabria assieme ad un amico Massimiliano Capalbo per scoprire quei talenti che definiamo “imprenditori eretici”, persone che sfidano i luoghi comuni, che percorrono strade non usuali attraverso la radicazione territoriale, culturale o l’innovazione condivisa. C’è una Calabria che vive con passione il territorio e le opportunità che esso offre in termini di costruzione di trame di relazioni virtuose. Bisogna imparare a leggerle e farne tesoro, soprattutto raccontarle ai nostri giovani come abbiamo fatto in giro per le province calabresi dinnanzi a 3000 ragazzi di circa 60 scuole superiori»
Non hai molta visibilità in tv, né troppo spazio sui giornali, ma da quando sei in campagna elettorale stai girando in lungo e in largo la regione e sei quotidianamente in contatto diretto con i cittadini alla conquista dell’elettorato. Come si pongono i cittadini nei tuoi confronti? Qual è la tua sensazione?
«Sono facilmente raggiungibile da chiunque e centinaia sono le telefonate o gli incontri quotidiani. I Calabresi sono persone stupende che sono capaci di infinite emozioni. I problemi che mi vengono riversati quotidianamente sono legati al lavoro, all’assistenza ai disabili o anziani, alla carenza di sanità pubblica, alla qualità della vita e salubrità del territorio. Sul lavoro c’è da impostare una nuova mentalità che non veda nel pubblico l’unico motore territoriale. L’istituzione non deve creare lavoro ma le opportunità affinché i cittadini inventino il loro lavoro».
Il tuo slogan: “Assaltiamo il fortino per cambiare davvero”. Cosa significa esattamente?
«Assaltare il fortino è incitare i calabresi a riprendere possesso delle istituzioni e della gestione della cosa pubblica. Il tempo delle deleghe in bianco è finito, occorre entrare nelle stanze del potere e generare un flusso di trasparenza nelle informazioni, da questo nasce la consapevolezza e da questa la passione. Con la trasparenza si colpiranno gli sprechi e le malversazioni ed i soldi che andremo a scovare saranno reimmessi nel circuito virtuoso per la sanità, le bonifiche e la cultura di impresa.
Hai detto “Non è colpa della politica se la Calabria oggi versa in queste condizioni. La colpa è di ciascuno di noi”. Ci spieghi dove sbagliamo?
«Sbagliamo a considerare la politica una cosa cattiva. Son cattivi i politici che abbiamo delegato a rappresentarci, ma è nella nostra assenza che si genera la tentazione di “allungare le mani”. La colpa della malversazione è nostra, in fin dei conti…»
‘Noi calabresi moriamo di fame e abbiamo la dispensa piena’. Lo hai detto nel tuo intervento al Circo Massimo. Mai frase fu più vera…
«Che dire? Non sappiamo guardarci dentro per capire i nostri talenti e guardarci intorno per capire la vocazione del territorio. Non sappiamo vedere perché non vogliamo vedere e ci nascondiamo dietro falsi miti e motti di spirito (“in Calabria non c’è nulla da fare e non si può fare niente). Il vittimismo è la cifra culturale di cui potremmo fare esportazione o corsi di formazione…»
circo massimo

Uno dei cavalli di battaglia del M5S è il reddito di cittadinanza. Raccontaci i vari step per realizzarlo. Dove troverete i soldi utili a finanziare il reddito di sussistenza?
«Partiremo con 350mln circa da prendere dal fondo di riserva per gli stanziamenti di cassa previsto dalla legge 8/2002 (di 700 mln). Una volta dentro andremo a caccia di sprechi e malagestione e perseguiremo gli amministratori poco virtuosi. Se una diga in Calabria ci costa 260 mln senza neppure essere finita, quanto possiamo andare a riprenderci del maltolto?»
Ricordiamo la tua passione per l’ambiente: perché hai dichiarato di amare così tanto la Calabria da sentirtene ferito?
«La Calabria è un fico d’india. Il frutto più buono che c’è ma non puoi toccarlo a mano libera senza riempirti di spine. Io non posso fare a meno di farmi pungere perché amo profondamente questa terra. La vedo oltraggiata, violentata e abbandonata. Sappiamo che ci sono emergenze ambientali gravissime che vengono tacitate e lasciate in silenzio. Quando chiediamo del ‘registro tumori’ ci ridono in faccia ma la gente si ammala in silenzio. Se l’ambiente non è salubre, non possiamo immaginare un futuro per i nostri figli. Ma mi chiedo quale sviluppo turistico si può pensare se prima non si bonifica il territorio? E tutto il cemento che imbratta le nostre coste?»
Cosa pensi degli altri candidati per le elezioni regionali in Calabria?
«Se sei parte del problema non puoi essere la soluzione. Decenni di permanenza poltronistica sono più che sufficienti a lasciarci intuire la loro disponibilità al cambiamento. La politica non può essere una professione a vita. Noi ci limitiamo a due legislature. Ci riduciamo lo stipendio a 2500 euro. Restituiremo tutto il resto in un fondo di solidarietà per le emergenze abitative per aiutare chi non riesce a pagare l’affitto. Rinunciamo ai rimborsi elettorali. Questa è la differenza tra noi e loro. Se vorranno seguire queste indicazioni minime di decenza politica e umana, noi li apprezzeremo».