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Il consigliere regionale Alessandro Nicolò sul Salone dell’Orientamento

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Il consigliere regionale Alessandro Nicolò sul Salone dell’Orientamento

“Se il Salone dell’Orientamento a Palazzo Campanella rappresenta occasione per conoscere il mercato del lavoro, facilitare l’incontro domanda-offerta e verificare anche le opportunità di studio dei diversi Atenei, agevolando la scelta di un percorso universitario in linea con le proprie vocazioni ed inclinazioni – sarebbe utile avere preciso riscontro degli indicatori, dei dati e del contesto di riferimento”.

È quanto sostiene il consigliere regionale Alessandro Nicolò.

“Un confronto sinottico di numeri e cifre rispetto a tutte le voci e agli indicatori coinvolti – spiega – potrebbe rappresentare interessante report di conoscenza ed approfondimento sull’evoluzione del quadro complessivo, nonché sulla bontà o meno delle politiche occupazionali messe in atto, ed eventualmente sugli aggiustamenti e correttivi da adottare. In un contesto in continua evoluzione segnato da una persistente crisi occupazionale, potrebbe essere necessario infatti rimodulare anche l’impostazione del Salone dell’Orientamento a partire dalla valutazione delle effettive ricadute occupazionali e dall’accesso alle opportunità formative grazie a questo evento che vede insieme istituzioni, scuole e imprese”.

“Dati alla mano, se la Calabria resta al top in Europa per tasso di disoccupazione giovanile, con una percentuale che si attesta intorno al 55,6%, seguita da Campania e Sicilia, si può indubbiamente affermare – al di là della pesante situazione congiunturale – che gli interventi messi in atto, ai vari livelli di governo, non sono stati capaci d’invertire la rotta, confermandosi ancora le croniche debolezze del Sud”.

“Tanti giovani hanno lasciato la Calabria per trovare lavoro, addirittura all’estero. Peraltro, la nostra terra continua a registrare inarrestabile la fuga dei cervelli poiché l’identikit prevalente dell’emigrato è ‘under 35 anni, laureato, spesso con un dottorato di ricerca, dunque con un livello di istruzione medio-alto’. E l’effetto diretto di questa ‘emorragia’ – afferma il consigliere regionale di FdI – è un generale impoverimento della nostra terra assieme allo spopolamento dei nostri centri, soprattutto quelli montani, che diventano sempre più borghi-fantasma”.

“Quale futuro è possibile dinanzi ad una realtà così preoccupante?”.

“Di certo, non è facile trovare una ‘ricetta’ risolutiva ma – prosegue – occorre pur partire dalle cifre a disposizione per progettare un piano coerente, anche utilizzando i dati che emergono dal Salone dell’Orientamento dove si riscontrano offerte di lavoro provenienti anche da Svezia e Germania per i profili di ingegneri meccanici, elettronici, meccatronici, informatici e specialisti dell’ICT”.

“Chiediamo all’Assessorato al Lavoro di fornire i report aggiornati su contesto di riferimento e risultati conseguiti rispetto agli interventi già messi in atto, valutando eventualmente l’opportunità di rimodulare politiche ed azioni” – conclude il consigliere regionale.