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Consiglio comunale: Il PD non è pronto a votare il bilancio

Aggiornamenti live dal consiglio comunale
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Si apre la disscussione sul bilancio consuntivo con Cristiano che annuncia criticamente voto contrario. Chirumbolo (FI), invece, si lamenta dei tempi lunghi con cui si approva un consuntivo di un anno sei mesi dopo il termine del medesimo anno:

Quelli dell’amministrazione Speranza sono stati anni fallimentari che non hanno prodotto sviluppo, nessun percorso che proietti verso una qualità della vita migliore per i lametini

L’esponente di Forza Italia sottolinea la corresponsabilità del PD, il cui intervento in aula è il più atteso. Nel memtre si attende Spinelli (Lamezia Indipendente) De Biase, UDC sottolineano la prima volta del Comune di Lamezia nel chiudere i conti in rosso (-3 milioni circa).

È il consiglio più difficile per il PD

Così esordisce il capogruppo democratico Petronio:

Si è creata una situazione di incomunicabilità per cui si son verificati tutto una serie di fatti che sul piano politico hanno deteriorato le acque. Se mi avessero interpellato stamattina, io avrei detto che al bilancio avrei votato no perché il gruppo del PD in consiglio non ha motivo di essere se non esercita il suo ruolo di carattere collaborativo e di iniziativa politica

Petronio poi lancia la bomba “non siamo pronti per approvare il bilancio”. Tali parole sembrano essere l’inizio dei titoli di coda della esperienza da primo cittadino di Gianni Speranza al quale il capogruppo PD rivolge una preghiera:

Gianni affronta questi ultimi mesi in maniera seria, assumendoti l’onere di presentare al consiglio una giunta di responsabilità

Il PD ufficializza così in aula la proposta di governissimo, maggioranza e opposizione assieme. Petronio non risparmia parole dure verso il neo vice sindaco Muraca e conclude precisando che “il gruppo del PD ha la piena volontà di chiudere la consiliatura in modo naturale, ma il Sindaco deve prendersi le sue responsabilità”.

Il PD, quindi, chiede un aggiornamento del consiglio, “è un problema di metodo e non di nomi, un problema politico più che amministrativo”.