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Consiglio comunale di Lamezia Terme: tra dissesto sventato e tasse in arrivo

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Con ogni probabilità, ha le ore contate l’attesa decisione che la Corte dei Conti andrà  ad assumere a Roma a proposito degli aumenti di Imu ed Irpef, che non di poco condizionerà il “dopo” dallo scampato pericolo seriamente corso a proposito della questione del dissesto comunale. Una decisione, quella febbrilmente attesa, che dovrebbe determinare la consistenza di evidenti “fragilità” che visibilmente esistono all’interno dei blocchi politici consiliari, mai tanto divisi – come in questo momento – tra di loro e al loro stesso interno.

E’ inutile nascondersi dietro ad un dito che sono finiti i “periodi forti” vissuti sia dal centrodestra che dal centrosinistra, ove, a parte la tattica (peraltro fortemente contrastata) usata dal Terzo Polo e da “indipendentisti”, si sono sganciati frantumi di pezzi politici della vecchia maniera e che ora appaiono come schegge impazzite nel quadro amministrativo e politico cittadino.

Il caso ora vuole che il cerchio disegnato fin dal sorgere dei primi sospetti sul disseto comunale possa chiudersi proprio dopo la decisione che ne ha scongiurato gli effetti e le determine, con esiti non sicuramente imprevisti ed imprevedibili.

Frattanto torna a riunirsi, martedì 10, il Consiglio comunale nella sua storica residenza di corso Numistrano, con umori che potrebbero paragonarsi a quelli di fine legislatura, come del resto ne accennano sia il neo consigliere comunale Mastroianni, del Gruppo Misto; sia l’ex uddiccino (ed ora di MTI) Cristiano, i quali addirittura hanno invitato il Sindaco Gianni Speranza a “presentarsi in aula con un programma di fine consiliatura, essendo venute a mancare le linee programmatiche di inizio mandato”.

Tra i punti inseriti nell’odg, tatticamente “dribblati” nella riunione di prima convocazione, c’è il tentativo del Sindaco e dell’attuale Giunta cittadina di esporre le motivazioni del NO al dissesto e di ricordare le battaglie condotte per evitarne gli effetti, sicuramente deleteri per quei poveri cittadini che sono sempre più francobollati (se non proprio vessati) da tasse di ogni sorte e maniera, mentre avanza il pericolo “povertà” , già messo in preallarme da specifici indicatori statistici. E c’è anche l’arrivo di una pericolosa allerta sociale che dovrebbe portare in città e nel suo comprensorio effetti devastanti, ad iniziare dai paventati aumenti di Imu ed Irpef ; e perché non aggiungere la enigmatica rimodulazione della tariffa regionale dei rifiuti solidi urbani, che costituiscono , in affetti, “un vero e proprio aumento”, così come sottolineato dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), che in una nota così testualmente aggiunge: “Un raddoppio, in pratica, delle attuali tariffe che viene a minare ancora di più la tenuta economica di tanti comuni della Calabria, che penalizza i cittadini e al quale non corrisponde un servizio efficiente ed efficace. Solo per fare riferimento alla tariffa di conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati si passa dall’attuale 91,84 euro per tonnellata a 176,29 euro/t. Nel provvedimento del Dipartimento Politiche per l’Ambiente della Regione Calabria – scrive ancora l’Anci – è tutto un rosario di aumenti che vanno dal 100% al 300% se si guarda ad altre categorie come RSU o trattamento della frazione organica. Questi aumenti stridono con la tariffa di smaltimento ponderata nazionale che si attesta sui cento euro”.

Questo quadro tristemente drammatico venutosi a creare a Lamezia Terme va a rovinare su un parallelo quadro politico – amministrativo di tutta fragilità e di inconsistenza per poterne delimitare opportunamente gli effetti deleteri sui cittadini lametini, i quali – anziché prendere atto di necessarie convergenze politiche e di gesti di distensione e di solidarietà (come richiamati ripetutamente dal Vescovo diocesano) , assistono ai “balletti di corte”, ove per “balletti” si intendono i passaggi da un gruppo politico ad un altro; e per “corte” il civico consesso.
Ed allora: che giornata sarà quella di domani, martedì 10? Arriverà, tempestosa, la risposta della Corte dei Conti su Imu ed Irpef? Che si dirà di nuovo a proposito di dissesto comunale? Quali responsabilità assumeranno le forze politiche (?) presenti in Consiglio comunale? Si terrà in dovuta considerazione il dramma che la città vive per mancanza di lavoro e di stipendi e per altre cause sociali? Si correrà il rischio che tutto il previsto dibattito in aula finirà per essere condizionato dai focolari di guerra per una manifestazione culturale, come “Trame” che, da “antimafia” sta tramutandosi in “anticittà”?