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Contemplare Dio e dimenticare se stessi

L’appassionata omelia del Vescovo Cantafora per la solennità del Corpus Domini
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La dimenticanza genera superbia, presunzione di riuscire a farcela da soli, ingratitudine e se il cuore non è grato si chiude nell’egoismo, nella sfiducia e nell’amarezza

Ancora una volta il Vescovo di Lamezia, Monsignor Luigi Cantafora, ha fatto ritorno sulle responsabilità che ha l’uomo nei confronti del suo prossimo, nei rapporti di filiazione al Padre, Centro dell’Universo, Lui si il centro del centro, e non l’uomo.

Approfittando della solennità del “Corpus Domini”, il Pastore della Chiesa lametina ha quindi rivolto l’invito a seguire Cristo con fiducia, con passione, con cristiana riservatezza, con trasporto e contemplazione. Infatti, ha sottolineato

Chi contempla Dio, chi si nutre di Dio, dimentica facilmente se stesso e il proprio egoismo e impara a uscire da sé, a non ritenersi più il centro del mondo, perdendosi di vista

Bisogna necessariamente riscoprire, attualizzare e testimoniare i valori autentici del cristiano, che si ciba del Corpo e del Sangue di Cristo per essere un “Christifidelis”.  Ed allora, l’Eucaristia come centro della vita del cristiano e della Chiesa, la celebrazione eucaristica come memoriale che va oltre il semplice ricordo e consiste nell’ “invitare il Padre a ricordarsi di ciò che Gesù ha fatto per noi e, per amore di Lui, beneficarci e perdonarci”. Così il Vescovo di Lamezia ha parlato del Mistero del Corpo e Sangue di Cristo, una delle verità fondamentali della vita cristiana, “memoriale del dono d’amore di Gesù per noi”: “il sacerdote, invocando il Padre, durante la preghiera eucaristica” – ha detto il Vescovo nell’omelia –  “aiuta tutti noi a non dimenticare tutti i benefici del Signore, ci aiuta a ricordarci di Gesù”.

Avviandosi alla conclusione, prima del momento prolungato di preghiera in Cattedrale assieme a tanti che fanno parte di movimenti ed associazioni , monsignor Cantafora ha invitato a ritornare

a valorizzare l’immenso potenziale spirituale racchiuso in questo ricordo di Gesù per fare, del ricordo di Gesù, la nostra gioia e la nostra forza nel nostro pellegrinaggio” è il monito di Mons. Cantafora che ha invitato i fedeli ad “accompagnare e ad adorare il Signore Gesù senza temere di bruciare il nostro tempo in pura perdita, senza temere l’incomprensione del mondo, ma gustando la sua presenza di pace e attingendo da Lui la forza per vivere in questo nostro mondo così turbato e disorientato.