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Continua la polemica, Crapis replica e precisa a Ruberto

L'Anac promuove il Comune a differenza di Calabria Etica. L'esponente di Sel chiede lumi sui tanti consulenti
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Non si placa la polemica a botta di comunicati tra Giandomenico Crapis e Pasqualino Ruberto sulla gestione del Comune e della Fondazione Calabria Etica. Adesso l’esponente di Sel e consigliere comunale risponde a quanto dichiarato ieri sera, dal presidente della Fondazione Calabria Etica.

Lo scaltro Ruberto afferma che l’errore è stato sanato otto giorni dopo. Ne prendiamo atto. La truffa non è stata consumata ma qualcuno ci deve spiegare come il 20 settembre possa diventare 31 agosto (più comprensibile se fosse stato il 20 agosto). Vabbè, lasciamo perdere. E veniamo al nocciolo della questione. Non prima di avere risposto alla sua insinuazione che quello di cui lui parla è un esposto anonimo all’agenzia anticorruzione che riguardava il mancato completamento dei dati che riguardavano due consiglieri, uno di maggioranza e uno di opposizione, un fatto marginale e irrilevante come si vede. Piuttosto come faceva lui a sapere dell’esposto che appunto è anonimo? Forse lo scaltro Ruberto ha ‘un grande orecchio’ che lo informa o conosce l’autore dell’anonimo, anche se non pare che ciò rientri nei compiti assegnatigli dalla Regione?

E visto che ha chiamato in causa l’agenzia anticorruzione, siamo andati a dare Giandomenico Crapisun’occhiata al sito di quest’ultima per verificare se la trasparenza di Calabria Etica protestata a parole dal suo presidente sia vera o farlocca: peccato che proprio l’ANAC, che lui chiama incautamente in causa per il Comune, lo bocci sonoramente  nella sezione ‘verifica nuovi adempimenti D.Lgs 33/2013’, scrivendo che il numero degli ‘’indicatori di trasparenza soddisfatti’ dal sito www.calabriaetica.org è “nessuno su 67” (mentre promuove a pieni voti il Comune)!

Sempre sul sito c’è da aggiungere come sabato e domenica sia diventato improvvisamente clandestino,  irraggiungibile e oscurato. Per ricomparire lunedì mattina. Siamo troppo maliziosi?

Restando in tema di limpidezza sicuramente Ruberto  conosce gli elenchi di ‘esperti’, incaricati e collaboratori. Ma tali elenchi non vengono resi pubblici in nome di una privacy che per l’ente pubblico pubblicamente finanziato non esiste. Il consigliere regionale Mimmo Talarico li ha chiesti ufficialmente ma glieli hanno negati. Eppure sarebbe non solo utile ma obbligatorio chiarire in quali mansioni, in quali sedi di lavoro, con quali competenze  sono distribuiti i ben 404 co.co.co di cui dispone dall’anno 2012 (erano 270 nel 2011) per una spesa di quasi tre milioni di euro (2.817.758,00 per l’esattezza), nonché chi siano nel resto del personale dipendente, evidentemente assunto o incaricato per  chiamata diretta, le due unità lavorative alle voci “quadri” e “ altri incarichi” retribuite con un compenso rispettivamente di Euro 103.589,42 e 136.3650,18.

Come si vede più si va avanti più gli interrogativi incalzano per un presidente che gode, lo ricordiamo, di un compenso annuo omnicomprensivo di 137.907,96 euro (di cui euro 61.153,73 indennità netta, 20.218,10 euro netti quali rimborso spese, somme alle quali vanno aggiunti altri euro 56.536,13 per oneri a carico sempre della Regione). Una bella sommetta, che tale rimane pur ridotta nel 2013 del 20%.

Ma al di là di tutto noi pensiamo che sia profondamente sbagliato, non ‘etico’, che una Fondazione che si occupa di beneficenza abbia a capo un politico in campagna elettorale permanente, che grazie a questo ruolo nascano movimenti e forze politiche che intervengono pesantemente nell’agone pubblico, che sempre grazie a questo ruolo si cerchino adesioni alla propria causa, e che tutto avvenga al riparo dell’ombrello dei finanziamenti regionali per l’assistenza e la solidarietà. Sarebbe contento Ruberto se a parti invertite domani Oliverio  mettesse al suo posto, non un sacerdote o un esperto senza aspirazioni politiche, ma uno dei suoi  sodali pronto a reclutare personale, scegliere lui chi selezionare (avvocati, architetti, ingegneri, giornalisti, ma anche semplici diplomati per progetti di pochi mesi, sempre rinnovabili), tessere relazioni, aprire circoli di partito, presentarsi  a tutte le elezioni? Insomma se si usasse un ente in cui l’assistenza verso i deboli  diventa leva di  consenso elettorale?

E nessuna ironia sul disagio, caro Presidente, da parte nostra, solo sul metodo clientelare come capisce chi non scambia il complemento oggetto con il soggetto. Auguri naturalmente alla sua, di campagna elettorale, l’ennesima, ma questa volta vissuta a sostegno di Nazareno Salerno già assessore al lavoro. Ruberto forse si crede un benefattore e noi non vogliamo contraddirlo,  ma non vorremmo  che alla fine si sentisse un po’ come Gesù visto che sostiene un candidato di nome Nazareno. Gesù non si candidava alle elezioni, nè faceva campagne elettorali, nè costruiva movimenti politici.