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” Coronavirus ” :L’accorato messaggio da parte di Emanuela Muraca, Presidente Angsa Lamezia T

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” Coronavirus ” :L’accorato messaggio da parte di Emanuela Muraca, Presidente Angsa Lamezia T

Riceviamo e pubblichiamo

Care e cari, in un momento così difficile per la nostra nazione siamo chiamati ad un forte senso di responsabilità.

Dobbiamo tenere comportamenti che non arrechino danno alle fasce più fragili della popolazione. Ce lo sentiamo ripetere da tanti giorni eppure qualcuno ancora non lo ha compreso. I nostri ragazzi da giorni hanno dovuto modificare le loro abitudini.
Per alcuni è stato veramente difficile spezzare la routine quotidiana. Tenere i ragazzi a casa è molto complesso in quanto l’attività scolastica rappresenta per loro assieme all’ approccio terapeutico, l’unico momento di interazione sociale. Chi conosce l’autismo sa della rigidità di alcuni comportamenti e ciò che può scaturire dall’interruzione delle abitudini. A casa cerchiamo di tenerli occupati il più possibile con attività ludico ricreative e legate all’acquisizione delle autonomie personali.

Ma rendiamoci conto che anche per noi genitori questa situazione  è fonte di stress. Non possiamo metterci a leggere un libro o rilassarci anzi il nostro lavoro aumenta in modo esponenziale. Alcune realtà locali sollecitate dalle associazioni hanno messo a disposizione le ore degli assistenti educativi scolastici per l’assistenza domiciliare. Stiamo discutendo in associazione e se sia opportuno o meno richiedere questo aiuto, sarebbe fondamentale in modo particolare  per quei genitori che lavorano e quindi non possono seguire i figlioli in questo periodo, ma anche per gli altri per prendere fiato.
Voglio aggiungere una riflessione: noi famiglie autistiche siamo abituate a frequentare i luoghi pubblici nei momenti di minor affollamento, siamo abituate a rinunciare alla pizza al sabato sera, a rinunciare all’ aperitivo e tutte quelle forme di aggregazione che mancano tanto ad alcuni che sembrano non rendersi conto della difficoltà che stiamo vivendo. Noi siamo abituati ma i nostri figli non sono abituati a non andare a scuola. Ripeto la scuola è probabilmente uno dei pochi.momenti di socializzazione ed integrazione dei nostri ragazzi. Anche la didattica a distanza che viene attuata per i loro compagni normotipici rappresenta per loro una ulteriore difficoltà. Si rischia di creare un gap ancora maggiore di quello esistente. Faccio un appello a tutti coloro che sono in salute sono giovani e possono restare a casa lo facciano! Abbiate rispetto per le categorie più fragili della società! Parlo degli immunodepressi, parlo delle persone che sono soggette a chemioterapia, parlo degli anziani, parlo dei diabetici, parlo del vostro amico con problemi respiratori.

Da madre vi chiedo di rimanere a casa per proteggere gli altri non solo voi stessi ma per proteggere gli altri. Il bene comune deve essere anteposto all’egoismo del singolo!Da madre di un bambino autistico non verbale
Vi chiedo di proteggerlo perché se anche lui stesse male non potrebbe dirmelo, non saprebbe dirmelo.
Mostriamo un vero e profondo senso di comunità aiutiamoci, stiamo uniti Ma distanti!

La tecnologia ci aiuta a non restare soli, siamo connessi 24 ore al giorno con il mondo.Impariamo a stare insieme con gli affetti in casa facciamo una torta, facciamo giardinaggio, andiamo sul terrazzo a prendere il sole  Ci viene chiesto di cambiare ritmo invece di guardarci intorno guardiamoci dentro. Il silenzio a volte insegna tanto. Possiamo fare in modo che tutto questo finisca presto.