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Fine corsa: congedati i consiglieri regionali. Ed ora viene il bello!

Musi lunghi e sospetti dentro
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Una cosa è chiara, decisamente inequivocabile: il Consiglio regionale non sarà più formato da 50 consiglieri. I cittadini aggiungerebbero: “meno male, finisce una pacchia!”

Qualcuno ci spieghi la differenza che passa da un Consiglio con tanta gente dentro (50 sono veramente un bel po’!), da quello con soli 30. Meno traffico in aula, meno confusione, forse, e certamente meno spese sulla spalle di una Regione effettivamente riconosciuta povera fino all’osso …che più non posso!
Politicamente nasce il quadro nuovo o, meglio, rinnovato, delle Circoscrizioni, da ridisegnare come in effetti erano fino alla nascita delle nuove Province di Crotone e di Vibo Valentia. Si avrà così geograficamente una Circoscrizione del Centro (con dentro Catanzaro, Crotone e Vibo); una del Sud (Reggio Calabria) ed una del Nord (Cosenza). Anche politicamente rinasce una nuova / vecchia Calabria politica e  battezzata, come sempre, da mugugni, da sospetti, da veri e propri “distinguo” politici. Basti soltanto leggere nel di dentro delle schermaglie registrate nel corso di questa ultima seduta del Consiglio regionale per farci riportare alla memoria il clima respirato fin dalle prime riunioni del Consiglio e quello con il quale è calato il sipario con la fine amministrativa e politica della IX Legislatura, segnata vistosamente dalle vicende Scopelliti.

Il Capogruppo del PD, Sandro Principe, accenna a “gravi responsabilità” nel voler cambiare le regole aspettando proprio l’ultimo giorno del Consiglio regionale.
Più marcata è la riflessione di Nicola Adamo, secondo cui è stato portato a termine un “colpo di mano che cambia le regole del gioco”. Qualcun altro decide di appesantire la situazione sul ritorno ai vecchi e deprecabili campanilismi,  definendo – come ha fatto Giamborino – un passo indietro di 20 anni, quando Crotone e Vibo venivano elevate a rango di province. E Giamborino aggiunge che di fatto si ha un ritorno “ad una sudditanza nei confronti di Catanzaro”.

Si chiedono, ora, i cittadini, comprensibilmente indispettivi: perché su questa decisione si è intervenuti all’ultimo giorno  della IX Legislatura e non lo si è fatto in tempi meno burrascosi (sic!) e certamente con maggiore tranquillità?
Ma ormai il dado è tratto e, comunque, questa estrema decisione del Consiglio regionale deve essere accettata come un “male minore” e magari anche sorvolando su un qualcosa che è apparso di strano: che senso ha il limite dei due assessori esterni e principalmente l’introduzione del consigliere supplente!

Forse sarà il caso di attendere tempi migliori per capire bene quali ingranaggi si sono voluti mettere in azione e che, comunque, hanno ancora una volta fatto scattare dubbiosi e preoccupanti interrogativi sull’insieme del cammino di questa IX Legislatura che  lascia sul percorso tante mine forse ancora non esplose, ad iniziare dagli scandali e dalle tragedie di cui si sta occupando la Magistratura sul “caso Malara”, sulle “vicende Scopelliti”, su tanti retroscena che appaiono ora come i tanti cadaveri nell’armadio.
Ed è qui che si posiziona maledettamente il “quibus”: vallo ad interpretarlo, quanto meno!
Ora, o tra poco ancora, ci sarà il “tutti a casa!”.

“Congedo definitivamente i consiglieri”: così ha sentenziato il Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico,   nell’ordinare la chiusura del sipario su una sospettabile  IX Legislatura.

E sarà, comunque, un’estate di fuoco …altro che “estate romana” cantata a squarciagola sui successi passati della Nazionale Azzurra!