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Cortale: 2-3 maggio Festa della Santa Croce

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Il 2 e il 3 maggio, come da tradizione, la comunità cortalese celebrerà la festa in onore della Santa Croce.

Si tratta di una liturgia antichissima, che risale a parecchi secoli fa e che la popolazione di Cortale (CZ)  fa risalire al ritrovamento di una croce di pietra tufacea che venne alla luce dalle campagne circostanti il centro storico del paese.

I festeggiamenti – preceduti dal Novenario di preparazione all’evento  ̶  avranno inizio martedì 2 (con i giochi popolari, spettacolo musicale, ecc.) e culmineranno mercoledì 3, giorno della ricorrenza liturgica della festa. Per questa giornata il programma prevede anzitutto la celebrazione alle ore 11:00, nella Chiesa di S. Giovanni Battista, della Santa Messa presieduta dal Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme Mons. Luigi Antonio Cantafora. Nel pomeriggio (ore 15:00) la Santa Croce verrà portata in visita presso le case di riposo per anziani del paese (Villa Elisabetta e San Francesco). Alle ore 18:00 di nuovo raduno in Chiesa S. Giovanni per la solenne Messa officiata dal parroco del paese don Michele Siler, giovane prete polacco giunto da Lamezia Terme e Curinga il 13 ottobre 2015. Un sacerdote che, peraltro, è stato missionario in America Latina ed in Amazzonia e che a Cortale è riuscito a rivitalizzare gli animi, dando alla comunità un nuovo slancio.

A seguire (ore 19:00) si svolgerà la suggestiva processione che attraverserà le vie principali del paese. Come da tradizione il corteo sarà preceduto dal parroco, il sindaco Francesco Scalfaro e le autorità civili, poi il baldacchino con la Santa Croce, dietro la banda musicale e la folla dei devoti.

A conclusione dei festeggiamenti l’immancabile spettacolo pirotecnico.

NOTIZIE SULLA S.CROCE

Molto venerata dal popolo cortalese, la Santa Croce di Cortale riveste grande importanza anche in tutto il circondario. Lo denota il fatto che in occasione della visita pastorale di Benedetto XVI a Lamezia Terme il 9 ottobre 2011, la sacra effigie sia stata ospitata nella città. Nella stessa circostanza un’imponente riproduzione della Croce di Cortale è stata posizionata sul presbiterio costruito per la celebrazione della Messa officiata dal Papa. L’opera – realizzata in metallo e alta 18 metri – è stata progettata da Gerardo Sacco in collaborazione con la Diocesi di Lamezia Terme e Ruggero Pegna (organizzatore dell’evento).

L’orafo crotonese ha inoltre realizzato, come suo dono personale al Papa, una croce pettorale in argento e oro ispirata anch’essa alla Santa Croce di Cortale e decorata a mano sul motivo della veste che ricopre la Croce.

 

 

 

Origini e descrizione della S. Croce

Scolpita nella pietra tufacea, la Santa Croce – misteriosamente rinvenuta nei campi di Cortale parecchi secoli fa  ̶  è di origini e autore ignoti.

La forma della scultura è particolarissima, strana e inconsueta e i bracci – inferiore e superiore – richiamano la figura geometrica di due trapezi. La superficie è granulosa e reca visibilmente i segni del tempo, ma è priva di ornamenti, simboli e decori. Aspetti che rendono molto difficile stabilirne la provenienza.

Alcuni scritti locali contemporanei la rinviano al periodo bizantino considerandola come una delle numerose tracce che tale dominio ha lasciato sul territorio. In realtà la conformazione della Croce si presta ad altre interpretazioni in quanto i bracci superiore e inferiore obliqui e di diversa lunghezza differiscono dallo stile bizantino che prevede forme molto più regolari; piuttosto sembra avere tratti da croce celtica e da croce dei Cavalieri di Malta; ma richiama, a prima vista, ancor di più un simbolo della cristianità etiope, nel quale i quattro bracci presentano una forma trapezoidale. Resta tuttavia da capire e indagare come un tale simbolo possa essere finito nei campi di Cortale.

Del resto non è da escludere la possibilità che questa Croce dalla forma unica e singolare, che non sembra corrispondere perfettamente a nessuna delle croci note, possa essere opera di qualche artista locale che l’ha realizzata secondo il gusto personale.

Molto tempo dopo il ritrovamento (nel 1910 ca.), il simulacro in pietra fu coperto da una veste ricamata di oro e splendidamente ornata con varie figure, opera veramente egregia della ditta Serpone di Napoli, tant’è che è stata esposta, per la preziosità e ricchezza del ricamo, in una mostra a Parigi ed ancora in Vaticano in una esposizione di arte sacra. Sul raffinato manufatto è presente la seguente simbologia: al centro il volto del Cristo sofferente circondato da piccoli angeli, nella parte superiore un angelo porta alcuni simboli della passione (la corona di spine, la lancia del centurione, la spugna imbevuta di aceto, fruste di saggina, il gallo che canta per il rinnegamento di San Pietro, la scala, un tamburo coi dadi usati dai soldati per tirare a sorte la tunica di Gesù, i tre chiodi della Crocifissione), mentre ai lati sono riprodotte alcune spighe di grano, simbolo del Cristo che dona se stesso sulla Croce e nell’Eucarestia. In basso è invece raffigurato il pio pellicano che con il proprio sangue sfama i suoi piccoli.

Accompagna il simulacro anche una reliquia del legno della Croce Santa di Gesù conservata in un prezioso reliquario. Secondo la tradizione diversi frammenti della Croce sono conservati e venerati in Calabria e tra questi anche Cortale ebbe un pezzetto del Sacro Legno che viene esposto anch’esso sull’altare principale nella ricorrenza del tre maggio. Tuttavia, il motivo dei festeggiamenti in questo giorno è indubbiamente per i cortalesi il ritrovamento della pietra tufacea, ma non perché essa fu effettivamente rinvenuta in tale data quanto piuttosto perché nel calendario liturgico il tre maggio è dedicato all’ Invenzione della Santa Croce, festa strettamente cristiana che fu istituita in commemorazione della scoperta della Vera Croce sulla quale, secondo i Vangeli, Gesù fu crocifisso. Questa festività è stata però espunta dal messale e dal calendario liturgico del rito romano a seguito delle riforme operate sotto Giovanni XXIII nel 1960-1962; tuttavia continua ad essere celebrata con messe votive e processioni, mentre a Cortale s’intreccia e giustifica totalmente le devozioni alla “misteriosa croce di pietra”.

La leggenda

Gli anziani del paese sono soliti raccontare una particolare storia che spiega la devozione alla Santa Croce. Si narra che mentre alcuni contadini stavano arando i campi, i buoi, inciampavano e s’inginocchiavano sempre al medesimo punto. Meravigliati e intenzionati a rimuovere l’ostacolo, i contadini si diedero a scavare e rinvennero una pietra scolpita con una strana forma di croce. Essendo quelli cittadini di Maida (paese circonvicino a Cortale), portarono tale effigie in una chiesa del loro paese, ma scomparve e fu ritrovata nuovamente in agro di Cortale. I maidesi, sospettando che ciò fosse avvenuto ad opera dei cortalesi, si ripresero la Croce facendola vigilare da uomini armati, ma ciò non bastò ed ancora una volta il simulacro fu ritrovato a Cortale. Le genti dei due paesi, a questo punto, si convinsero che per volontà Superiore tale Croce dovesse dimorare a Cortale, dove tutt’ora è venerata e invocata soprattutto in occasione di temporali, alluvioni, terremoti ed altri momenti difficili.

PROGRAMMA DELLA FESTA (2-3 maggio 2017)

 2 maggio

Ore 15:00   Giro della banda cittadina per le vie del paese

Ore 16:30   presso largo S. Giovanni GIOCHI POPOLARI

Ore 21:30   presso largo S. Giovanni KHATMANDU  band

3 maggio    

Ore 11:00    presso Chiesa S. Giovanni  SANTA MESSA  Celebra, Mons. Luigi Antonio Cantafora (Vescovo Diocesi Lamezia Terme)

Ore 18:00   presso Chiesa S. Giovanni   SANTA MESSA  Celebra, Don Michele Siler (parroco Cortale)

Ore 19:00    PROCESSIONE DELLA SANTA CROCE

Ore 21:30    Spettacolo pirotecnico