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Cittadino Agricoltura

Cosa chiedono le associazioni di agricoltura biologica alla nuova Regione Calabria

Proposte per lo sviluppo sostenibile, meno burocrazia più sviluppo e tutela
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Regione certo difficile, con mille fragilità… ma con diversità di ambienti e di natura che non ha pari nell’intero bacino del Mediterraneo. E’ quanto scrivono alcune tra le principali associazioni di certificazione biologica, operanti in Calabria in vista della scadenza elettorale.Siamo una penisola con settecentottanta chilometri di costa. Territorio che dal mare si sviluppa per pianure costiere, colline, montagne ed altopiani.Mediterraneo e continente da noi sono unica cosa, in un intreccio di storia, tradizioni, condizioni di vita e di lavoro. Caratteristiche indelebili di una regione ad alto indice di biodiversità e quindi di tipicità.Uno scenario che assegna principalmente al comparto agro-silvo-alimentare un profilo di alto valore ambientale, economico e sociale.Stride molto questa immagine, da molti conosciuta e riconosciuta, con le condizioni di ritardo e le contraddizioni (spesso drammatiche) in cui versano famiglie ed imprese della nostra regione.

Eppure di occasioni di riscatto ne abbiamo avute tante…

Nel solo comparto agricolo e forestale negli ultimi venti anni (fra fondi di bilancio regionale, contributi diretti alle aziende e programmazioni dei fondi europei) sono state spese risorse economiche per oltre 10 miliardi di euro! Sempre buoni propositi e mirabolanti obiettivi di sviluppo, che si ripetono ad ogni programmazione, segno tangibile di un sistema che non riesce a riconoscere davvero i propri limiti e quindi

incapace ad elaborare una visione ed una strategia di sviluppo.La Calabria è ai primi posti in Italia per numero di operatori agrobiologici e superficie coltivata con metodo biologico. Siamo però fra gli ultimi per i volumi di prodotto biologico immesso sul mercato ed i consumi interni di prodotti biologici sono di molto inferiori all1% della spesa alimentare delle famiglie calabresi.I prodotti tipici della nostra regione sono conosciuti nel mondo per la loro qualità e le loro originali caratteristiche. Ma a parte qualche eccezione, il volume di produzione che coinvolgono rappresentano una percentuale residuale in termini produttivi ed economici del comparto agricolo.La Calabria è una regione di mare ed anche di bosco! Sono più di mezzo milioni gli ettari di superficie boscata nella nostra regione, interessata a ben 3 parchi nazionali. Un immenso patrimonio di natura, un giacimento immenso di biomassa. Eppure assistiamo spesso al suo degrado e alla sottovalutazione delle potenzialità economiche e sociali.Sono questi alcuni esempi che dimostrano l’assenza da decenni di una vera e propria politica regionale attenta ai temi dell’agricoltura e del territorio. E duole sottolineare come tale mancanza abbia determinato non solo una dispersione di ingenti risorse ed opportunità, ma anche la proliferazione di drammatici intrecci malavitosi, che rappresentano oggi il principale fattore di degrado della nostra economia e della nostra società.Abbiamo in queste settimane atteso proposte e messaggi chiari dalla politica calabrese su questi temi, in un passaggio importante per il rinnovo della rappresentanza dei cittadini nelle Istituzioni Regionali. Un’attesa vanificata da interminabili discussioni su formule politiche e proclami vaghi, quanto stanchi e ripetuti.E’ per questo che da cittadini impegnati nelle associazioni agricolturadell’agricoltura biologica calabrese, dell’ambientalismo e del volontariato abbiamo deciso di non rassegnarci ad una campagna elettorale già vista e di rivolgere a chi si candida alla guida della Regione Calabria dieci proposte, semplici e realizzabili.Si tratta di idee concrete, pensate e ripensate nel quotidiano del nostro lavoro e che vogliamo condividere con chi (come noi) vuole continuare a credere in un’agricoltura ed una selvicoltura capaci di produrre prodotti sani, nel rispetto della dignità del lavoro delle donne e degli uomini e dell’ambiente che ci circonda.

Attendiamo risposte chiare.

E più che chiedere un impegno … lo assicuriamo!

DIECI Avvisi di responsabilità

1 -La Calabria sia dichiarata territorio ad alto valore agro-naturalistico.

– Procedure di comunicazione puntuale e trasparente e un tavolo permanente per avviare in modo condiviso e innovare la gestione regionale dei temi ambientali sensibili: difesa del territorio, rifiuti, depurazione dell’acqua e risparmio idrico, salvaguardia e pulizie delle coste… che coinvolga le maggiori associazioni ambientaliste e del biologico e i soggetti della società civile.

– Una legge per la tutela della biodiversità naturale ed agro-zootecnica, con una rigorosa applicazione di misure di tutela delle risorse ambientali (suolo, acqua, atmosfera) e prevenzione di qualsiasi fenomeno di contaminazione da OGM delle produzioni regionali.

– Incentivazione di protocolli per la tutela della fertilità organica dei suoli e l’uso responsabile delle risorse ambientali in agricoltura, parte integrante dei progetti di sviluppo delle filiere di produzione.

2 – Identificazione degli standard produttivi di riferimento per la destinazione delle risorse economiche alle imprese, cioè criteri di priorità in primo luogo per agricoltura biodinamica, agricoltura biologica e gestione forestale sostenibile. Definizione di uno standard regionale delle produzioni integrate avanzate, con un significativo innalzamento rispetto ai parametri della condizionalità (esempio: zero diserbo, acquisizione black list fitofarmaci della GDO, compensazione ecologica, …) ed istituzione di un regime di controllo e certificazione parte terza delle unità produttive.

 

3 – Una legge regionale per lo sviluppo e la tutela dell’agricoltura biologica della Calabria.

– Istituzione di un servizio specifico dedicato al biologico, dotazione di risorse economiche e giovani-agricolturaprofessionali idonee alla supervisione del sistema di controllo e certificazione delle aziende e dei relativi processi di produzione, nello spirito delle norme europee e nazionali vigenti.

– Previsione di concrete misure di difesa e tutela delle produzioni biologiche regionali, dai rischi di contaminazione dell’agricoltura convenzionale (identificazione delle molecole inquinanti più a rischio ed adozione di protocolli di limitazione e corretto utilizzo degli stessi presidi).

– Sostegno diretto alle attività non comprese nelle misure agro ambientali della programmazione dei fondi europei, come l’apicoltura biologica.

– Il biologico ed il tipico della Calabria ai calabresi. Finanziamento certo (in percentuale sulle risorse disponibili per il Dipartimento) per l’educazione agro ambientale ed alimentare nelle scuole e la ristorazione biologica pubblica e privata, legata ai flussi turistici ed alle tradizioni storico-culturali.

4 – Il patrimonio forestale della Regione e degli Enti Pubblici sia una unica area di Gestione Forestale Sostenibile, con certificazione partecipativa rivolta alle popolazioni residenti ed ai visitatori.

5 – Un investimento nel sapere, garanzia per il futuro. Investire in ricerca scientifica ed innovazione per la tutela della biodiversità della tipicità, la sostenibilità dei processi produttivi agricoli e la responsabilità sociale delle imprese. E’ fondamentale la messa a disposizione di reali agricolturarisorse (innanzitutto professionali), indipendentemente dalle programmazioni dei fondi europei. Anche in questo caso un impegno a determinare un criterio chiaro, trasparente ed automatico per la determinazione di risorse proprie del bilancio Regionale e la loro destinazione verso la soluzione dei reali bisogni innovativi delle aziende agricole (diversificazione colturale, innovazione varietale, recupero della biodiversità agro zootecnica e degli ecotipi locali…).

6 – Riconoscimento, sostegno e promozione dell’economia solidale.

Una economia centrata sulle relazioni umane, il territorio, l’ambiente ed i beni comuni, attraverso modelli di produzione responsabili e sostenibili, con la valorizzazione delle tipicità del territorio, la promozione del commercio equo e la dignità del lavoro.

– Una legge per l’agricoltura sociale in Calabria, cioè regolamentazione, sviluppo e sostegno dei servizi alla persona che possono essere organizzati da aziende agricole singole o associate.

– Sinergia fra la Regione e tutti gli enti competenti in materia di lavoro, ordine pubblico, legalità delle unità produttive e dei processi, finalizzata ad un maggiore presidio e controllo del territorio ed ad accrescere l’efficaci delle misure preventive e di repressione dei fenomeni di illegalità.

– Fondo di solidarietà per le aziende agricole vittime di aggressione della ‘ndrangheta e sostegno prioritario per progetti promossi da realtà agricole impegnate nella prevenzione e nel contrasto dei fenomeni malavitosi (filiere trasparenti e solidali dalla produzione al consumo, dichiarazione del prezzo origine delle materie prime, uso sociale dei beni confiscati).

– Revoca dei pagamenti diretti della PAC e delle misure agro ambientali a superficie (“II pilastro”) alle aziende inadempienti agli obblighi sul lavoro e sulle tematiche ambientali;

– Certificazione terza sulla responsabilità sociale di impresa per le aziende che superano un certo ammontare del cumulo fra pagamenti diretti e misure agroambientali a superficie.

La Piana di Gioia Tauro sia epicentro di un unico distretto solidale della Calabria.

– Concreta politica dell’accoglienza dei migranti lavoratori agricoli con l’attivazione di protocolli di cooperazione fra Regione Calabria, Ministeri competenti, Paesi di provenienza, Comuni, organizzazioni agricole e del volontariato.

7 – Trasparenza ed efficienza della Pubblica Amministrazione e partecipazione delle organizzazioni economiche e civili.

– Partenariato socio-economico non solo per la programmazione e la gestione dei fondi europei, ma anche per i fondi di bilancio regionali.

– Distinzione dei ruoli di programmazione, gestione delle risorse e controllo della spesa, con concrete politiche di decentramento a Provincie e Comuni e di specializzazione delle funzioni.

– Limitazione degli incarichi esterni nei punti di responsabilità e nella gestione amministrativa, piena valorizzazione delle professionalità e delle competenze già operanti nel Dipartimento e nella Regione e concorsi pubblici per i posti vacanti.

– Riordino delle competenze in materia di sviluppo locale partecipato, con una coerente regolamentazione . dei diversi partenariati presenti sui territori [GAL, Distretti rurali e agro-alimentari di qualità (Legge Regionale n. 21/2004), Agenzie di sviluppo locale (Legge Regionale n. 42/2013)] ed impulso agli interventi di sviluppo locale partecipativo, integrando i fondi, nelle aree con problemi di sviluppo e di spopolamento.

8 – Concentrazione delle risorse di bilancio e della programmazione nella realizzazione di obiettivi essenziali e strettamente prioritari, cioè:

  • aumento delle dimensioni economiche delle imprese,
  • interazioni di filiera (con particolare riferimento alla concentrazione dell’offerta, alla crescita della capacità commerciale degli aggregati ed al miglioramento della logistica e dei trasporti);
  • sviluppo eco-sostenibile dei processi e responsabilità sociale delle imprese.

Per queste finalità serve una maggiore integrazione tra i diversi fondi comunitari (FESR, FSE, agricolturaFEASR, Fondo pesca) e le leggi agricole nazionali e regionali. In questa ottica si impone una revisione dei programmi comunitari, compreso il PSR.

Orientamento dei finanziamenti pubblici verso aree territoriali caratterizzate (dal punto di vista produttivo e/o ambientale) ed alleaggregazioni di filiera (progetti collettivi), cioè privilegiare interventi di sistema, integrati, territoriali, di filiera e non interventi a carattere individuale.

9 – Abbattimento del carico burocratico per i bandi di finanziamento, cioè:

– Definizione di tempi certi nel bando di emissione delle graduatorie e dei provvedimenti di approvazione dei progetti;

– I bandi non possono richiedere documenti che sono già in possesso della pubblica amministrazione (documenti catastali, visure camerali, titoli di conduzione, …);

– Finanziamenti alle imprese con credito di imposta consequenziale al decreto di approvazione dei progetti;

– Partecipazione ai bandi sulla base di formulari predisposti e contenenti le informazioni necessarie per la valutazione efficace della validità dei progetti preliminari, che solo una volta approvati dovranno perfezionare la cantierizzazione degli interventi ed i dettagli di spesa;

– Utilizzazione del sistema “bandi a sportello” per finanziamento di progetti di organizzazioni a valenza territoriale (sperimentazione, divulgazione, assistenza, …).

– Le risorse per la formazione e l’addestramento siano destinate direttamente alle imprese, singole se di grandi dimensioni o aggregate, a cui si riconosca la competenza di poter strutturare i percorsi di aggiornamento del proprio personale, selezionando in base alle proprie esigenze le agenzie formative operanti sul territorio.

10 – Patrimonio agro-forestale ed immobiliare exESAC alla base di progetti di impresa innovativi, con procedure trasparenti, cioè bandi pubblici di portata nazionale ed internazionale.

– I beni immobili della Regione parte di una strategia per l’investimento e l’occupazione nel settore agroalimentare e turistico.

– Attivazione di partenariati di portata internazionale fra le Università presenti in Calabria e le imprese, anche con forme di azionariato diffuso rivolto alle imprese agricole calabresi, per il recupero ed i rilancio delle aziende sperimentali agricole della Regione, con finalità di servizio pubblico (ricerca, sperimentazione, dimostrazione) e di produzione innovativa e sostenibile rivolta al mercato.