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Crapis sul cinema, ma Mascaro crede a Babbo Natale?

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 Quando Speranza inaugurò qualche anno fa il nuovo mercato in piazza Botticelli non dimenticò, però, di ricordare che l’opera era partita grazie al progetto del compianto architetto Natale Proto, assessore della giunta Scaramuzzino.

Scrive in una nota Giandomenico Crapis.

Ci sarebbe aspettati, allora, che il sindaco Mascaro e gli altri convenuti alla conferenza stampa in cui si annunciava, con grande pompa, una riapertura del cinema-teatro Grandinetti in realtà già avvenuta, spendessero una parola per ricordare il ruolo di chi li aveva preceduti: nell’acquistare prima, e ristrutturare poi, un luogo che rischiava l’abbandono. Così non è stato, ma certe virtù, come il coraggio di Don Abbondio, se uno non c’è le ha, non se le può dare.

Naturalmente non c’era da aspettarsi che qualcuno ricordasse che prima il teatro non era a norma, che non aveva mai avuto il visto di agibilità e che qualsivoglia programmazione avveniva da tempo immemore sotto la responsabilità del sindaco. E nemmeno che si rammentasse l’avvenuta sostituzione di una parte delle poltrone, pur nuove (messe dalla vecchia gestione) perchè non ignifughe, o della fatiscente struttura portante del palcoscenico, o la costruzione ex novo dei camerini, visto che quelli vecchi erano del tutto inadeguati occupando una parte del palco e sottraendogli spazio. O che si facesse menzione della buca dell’orchestra troppo angusta e risistemata, dello spazio di carico e scarico scenico allargato per le esigenze delle compagnie più grandi, delle dotazioni del palco motorizzate e ammodernate, dei tiri e dei ballatoi, della graticcia sostituita, dell’impianto elettrico rifatto a norma, e di quello idraulico. Nemmeno che si accennasse al vecchio piano del palco completamente sostituito, al palcoscenico più largo e liberato dalle superfetazioni esistenti, all’ascensore che lo collega ai bei camerini al piano superiore, ora in grado di far fronte a compagnie numerose. Né, ancora, che qualcuno si accorgesse del nuovo sipario o dei nuovi arredi scenici. Probabilmente non ne sanno niente questi signori o, se lo sanno, pensano che sia un regalo di Babbo Natale.

No. L’unica cosa che qualcuno avrebbe dovuto avere, in questo caso, la decenza di dire era che il teatro è stato dotato di un modernissimo impianto di proiezione ad alta tecnologia, un impianto all’avanguardia come aveva sottolineato lo stesso regista Carlei, e che grazie a questa dotazione, comprata dalla vecchia amministrazione, il cinema, che dal Grandinetti era stato sfrattato (si proiettava fino al 2007 all’Astra e al Capitol) poteva ritornare nella  storica sala.

Smemoratezze a parte (non sono le prime e non saranno le ultime), siamo contenti che il teatro Comunale Grandinetti in questi giorni natalizi sia meta di cinefili o di semplici cittadini: è una bella notizia per coloro che amano il cinema, che a Lamezia sono tanti, come dimostrano le associazioni benemerite ( da ‘Una’ all’‘Arci’ tanto per citare le prime che ci vengono in mente, ma ce ne sono altre) che in questi anni hanno tenuto accesa la fiammella della ‘settima arte’. Compresa l’associazione TG che ha chiesto di poter utilizzare il cinema per il periodo di Natale (a cui consiglieremmo, visto che non l’ha fatto, anche per attirare spettatori da fuori, di inviare la programmazione al sito ‘Trovacinema’).  Ma è chiaro che con l’anno nuovo bisognerà mettere a bando le strutture  esistenti per riempirle di contenuti stabilmente, mettendo a frutto un patrimonio comunale di teatri che colloca Lamezia, una volta tanto, davanti ad altre realtà della regione e del mezzogiorno, capovolgendo lo stereotipo indigeno che ci vuole sempre perdenti. Un bando aperto a tutti coloro che hanno progetti e idee per fare cinema tutto l’anno o per buona parte di esso.