16 C
Comune di Lamezia Terme
venerdì, Febbraio 26, 2021

Animaletti nella pasta, un fenomeno sempre più diffuso

Con l’ arrivo del caldo, si ripresenta puntualmente, in molte case, il problema degli animaletti nella pasta. Le farfalline nere annidate in spaghetti, penne, riso o biscotti sono una sgradevole visione, cui talvolta non ci si riesce a sottrarre, nonostante le accortezze igieniche adoperate nella dispensa. Ma, il fenomeno non si verifica solo d’ estate. Negli ultimi anni, infatti, ci sono stati diversi casi di infestazione anche in altri momenti dell’ anno.

Ci è’ giunta in redazione la segnalazione di un cittadino che lamenta di aver trovato, quest’ inverno, degli insetti dentro alcuni pacchi di pasta acquistati da poco. Gli animaletti, che hanno preso d’ assalto diverse confezioni aperte e lo scaffale della dispensa, si trovavano annidati finanche all’ interno dei fili di pasta, creando uno spettacolo disgustoso.

Il consumatore riferisce di essersi visto costretto già altre volte a buttare nella spazzatura intere confezioni di pasta per questo motivo. Oltretutto, si trattava di note marche, pregiate e costose.

La cosa pare si è verificata anche in seguito. Ragion per cui si è deciso a denunciare, a partire dai media. La sua contrarietà nasce dal fatto che, prima di acquistare i prodotti alimentari,  egli sta sempre molto attento a controllare la data di scadenza riportata sulla confezione. E, in effetti, i pacchi di pasta incriminati erano in regola da questo punto di vista, perché  scadevano nel 2017. Egli ricorda, però, di aver comprato la pasta in sconto, approfittando di una offerta speciale nel supermercato di cui è cliente abituale.

In certi casi alcune domande sono inevitabili. Come mai una pasta non scaduta contiene degli insetti?  Dove è avvenuta l’ infestazione, nella dispensa di casa o nel supermercato. O, magari, la responsabilità è delle aziende produttrici, che non hanno garantito tutti i necessari controlli e  il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie?

Sta di fatto che, dopo aver scoperto un nido di insetti in un pacco di “linguine” iniziato da poco, il signore ha voluto aprire una nuova confezione, comprata lo stesso giorno di quella contaminata, per vedere se conteneva anch’essa gli insetti. Per fortuna gli animaletti neri qui non n’erano, ma molti spaghetti erano disseminati di puntini scuri. Erano forse delle uova, pronte a schiudersi in particolari condizioni climatiche? Nel dubbio, il signore ha preferito gettar via anche questa confezione appena aperta, ripromettendosi di protestare con i titolari del market, al fine di evitare ad altre persone la sgradevole sorpresa.

Una analoga disavventura è capitata lo scorso settembre ad un cliente di un market del catanzarese, che ha trovato dei vermi negli scaffali in cui erano riposti centinaia di pacchi di pasta. Dopo un’ attenta osservazione, ha notato che quei vermi provenivano proprio dall’interno delle confezioni. Immediata la segnalazione all’Asp di Catanzaro. Il personale addetto dell’ azienda sanitaria si è immediatamente recato sul posto per prelevare i campioni contaminati. In attesa di conoscere gli esiti delle analisi,  in via precauzionale tutte le confezioni guaste sono state rimosse.
“Il problema degli insetti nella pasta –spiega Unione Nazionale Consumatori– nasce dalla presenza di uova di “Tenebrio molitors” che sono spesso presenti nel frumento e quindi nella farina. La preparazione delle pasta avviene a temperature relativamente basse (anche inferiori a 75° C) che permettono la sopravvivenza delle uova. Temperature elevate danneggerebbero le qualità organolettiche della pasta. In condizioni di temperatura e di umidità elevate, si creano le condizioni ideali per lo sviluppo delle uova che nello spazio di pochi giorni possono trasformarsi in larve ed insetti adulti. Lo stesso fenomeno non si verifica in biscotti che vengono sottoposti a temperatura di cottura molto più elevate e tali da distruggere le uova dei parassiti”.

“Purtroppo – dice Agostino Macrì, di Unione Nazionale Consumatori– la presenza di insetti nella pasta ogni tanto si verifica e ovviamente crea un senso di disgusto. La pasta all’uscita dallo stabilimento generalmente non presenta forme di infestazione evidenti ma, nonostante i trattamenti termici della produzione, qualche uovo di insetto potrebbe essere ancora presente o “introdursi” successivamente. Le fasi di trasporto, immagazzinamento, distribuzione, etc., potrebbero avvenire in condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo degli insetti con la conseguente infestazione della pasta. E’ evidente che il fenomeno non è repentino, ma può richiedere settimane o anche mesi per cui è importante verificare la data di scadenza della pasta.

Considerando che le cause scatenanti l’infestazione potrebbero dipendere da una qualsiasi fase della filiera di produzione, esiste una corresponsabilità tra i vari “attori” che probabilmente giocano a scaricabarile e se la cavano sostituendo il prodotto con un’altra confezione. Si ritiene comunque quanto mai opportuno segnalare i problemi che si possono manifestare in modo da fornire utili elementi alle ditte produttrici per mettere in atto ogni misura di prevenzione alla contaminazione della pasta. Anche se la presenza di insetti nella pasta dovrebbe avere scarso o nullo rilievo sanitario- conclude Macrì- si ritiene utile raccomandare di verificare la data di scadenza del prodotto che si intende acquistare, di verificare l’integrità delle confezioni e di segnalare ogni forma di anomalia”.

 

- Annuncio Pubblicitario-
- Annuncio Pubblicitario-

Gli articoli più letti

In Primo Piano