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De Biase: “Avanziamo le nostre proposte e l’atto aziendale stabilisca le funzioni dell’ospedale di Lamezia Terme”

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De Biase: “Avanziamo le nostre proposte e l’atto aziendale stabilisca le funzioni dell’ospedale di Lamezia Terme”

“Occorre assegnare un ruolo di pari dignità all’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme all’interno della neonata azienda ospedaliera. Per perseguire tale obiettivo l’atto aziendale dovrà indicare in maniera chiara ed inequivocabile le funzioni da destinare al nosocomio della piana, precisando modi e tempi della loro realizzazione”. E’ l’invito che Salvatore De Biase, già presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme, rivolge alle istituzioni regionali a seguito dell’integrazione dell’Azienda Ospedaliera Pugliese- Ciaccio con il Policlinico Universitario Mater Domini di Catanzaro. Integrazione che comprende anche l’ospedale di Lamezia Terme.

“Non sarebbe più tollerabile – aggiunge De Biase – assistere ad un romanzo a puntate come quello che ci ha accompagnato negli ultimi tre lustri sulla possibile nascita del trauma center a Lamezia. Nell’attesa che il centro traumatologico ortopedico possa essere realizzato o vengano riconosciute cause ostative alla sua esecuzione, sarebbe opportuno chiedere, in maniera compatta e senza divisioni, al Commissario Cotticelli, al suo vice Scheal, al presidente Oliverio, al dirigente generale Antonio Belcastro e a tutti i rappresentanti regionali di determinare il ruolo dell’ospedale di Lamezia, sia nel protocollo d’intesa che nel successivo atto Aziendale.  Per tali ragioni cittadini, sindacati e forze politiche lametine devono avanzare le loro proposte sul futuro imminente dell’ospedale Giovanni Paolo II; non è ammissibile farsi trovare impreparati ai tavoli decisionali. L’atto aziendale dovrà stabilire con certezza il ruolo dell’ospedale di Lamezia Terme, quali reparti si intende potenziare o rivalutare e su quali eccellenze puntare”.

“Il modo in cui il consiglio regionale ha approvato la proposta di legge che prevede l’integrazione dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e Mater Domini – precisa De Biase – non fornisce, colpevolmente, alcuna indicazione sul ruolo e sulle prospettive dell’ospedale di Lamezia Terme. Se da una parte, infatti, sono state precisate le diverse mansioni di assistenza e di ricerca, rispettivamente del Pugliese-Ciaccio e del Mater Domini, dall’altra non è stata data alcuna direttiva sull’ospedale lametino che ha un’utenza di 150 mila persone e potrebbe essere posto al servizio della Regione per la sua invidiabile ubicazione”.

“Per tali ragioni rivendichiamo tutti quanti insieme i nostri diritti e chiediamo quali saranno gli interventi che la classe dirigente regionale riserverà per l’ospedale di Lamezia Terme. Non sterili proclami, ma fatti reali e tangibili. Lamezia – ricorda De Biase – ha avuto una grande tradizione in reparti che hanno segnato la storia della Calabria: la Neonatologia e la Terapia intensiva neonatale, eccellenza indiscutibile per tutta la Regione, e la Pediatria, l’Utic, prima unità coronarica nata in Calabria e la quarta in Italia, l’Urologia, la Rianimazione ed altri. Questi reparti potrebbero rappresentare la base delle nostre proposte. Alcuni di questi sono stati vittime di discutibili decisioni prese dal governo regionale, considerati i numeri e i servizi di qualità offerti, altri continuano in maniera egregia il loro compito. Basti pensare che la Tin di Lamezia, conosciuta non solo in Calabria ma anche al di fuori dei confini regionali, è stata soppressa in quanto non prevista negli ospedali ‘spoke’. Decisione molto discutibile e contraddittoria se si pensa che la Tin è stata istituita successivamente all’ospedale ‘spoke’ di Crotone”.

“Per questo – sottolinea De Biase – è importante fare sentire la nostra voce e avanzare le nostre proposte. Oggi, non possiamo più vivere nell’incertezza. Diciamo basta al linguaggio omissivo e pretendiamo risposte sul futuro del nostro ospedale. In maniera chiara, inoppugnabile e senza alcuna esitazione”.

“Se si ama veramente Lamezia Terme – conclude De Biase – lo si dimostri concretamente in maniera condivisa e senza polemiche dannose e improduttive. Insieme riusciremo a far riconoscere alla nostra città ciò che merita e gli appartiene”.